SENZA DI LORO. MA CHE VITA E’?

Questa è una lettera aperta per un uomo che non la leggerà mai.Ed è , nel contempo, una riflessione molto mia. Ed è molte altre cose. E’ nata, questa lettera, da un gesto apparentemente banale..svegliare Camilla. Mi sono seduta al bordo del letto e ho cominciato ad accarezzarle piano i capelli, mentre lei si rannicchiava come una bimba contro di me.. ho seguito con le dita il contorno dell’orecchio..come facevo quando l’allattavo..ed eccoti nei miei pensieri.
Non come uomo, che lì non ci stai più da anni e l’indifferenza è totale, ma mi sono chiesta come tu possa vivere.
Una sciacqua-anima una volta mi disse che non mi sarei mai dovuta porre il problema di che razza di padre tu sia, perchè non è un problema mio, ma esclusivamente tuo. E va bene.
Ma una domanda mi è sorta stamattina, accarezzando Camilla…come riesci  a vivere senza di loro?
Un conto è se le avessi abbandonate prima che nascessero, se non le avessi viste crescere, camminare, se non le avessi prese in braccio, annusato l’odore di borotalco e latte che solo un neonato emana, se non avessi partecipato alle recite dell’asilo, i coretti, i bigliettini per la festa del papà..quelle mille cose che ancora a distanza di anni ci si ricorda..
Quando hai detto ad un giudice " io non le voglio ", questo uomo ti ha guardato e condannato alla peggiore delle pene : ha detto va bene. D’accordo. Legalmente non sei più il loro padre. Dovrai mantenerle, cosa che non ti sei mai sognato di fare, ma non avrai nessun diritto di vederle, di toccarle, di stare con loro, di avere notizie, di telefonarle.
Da cinque anni vivi in questo tuo piccolo inferno personale.
Qual  è la qualità della tua vita? Quando sei triste, stanco, affaticato, quando pensi che non ne valga la pena, a cosa ti aggrappi?
Un figlio è colui che ti impedisce di andare alla deriva, che ti obbliga a rimanere con i piedi per terra, non puoi essere depresso in continuazione : devi sorridere, a tuo figlio. Devi prenderlo per mano ed insegnargli ad attraversare la strada, e questo comporta uno sforzo enorme . Ma che, comunque, ne vale la pena. Sempre.
Ecco perchè ho pensato a te , stamattina, accarezzando Camilla, mia figlia.

Cristina

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10 risposte a “SENZA DI LORO. MA CHE VITA E’?

  1. mi hai fatto piangere…

  2. forse, silvia, anche tu hai ricordi non proprio esaltanti legati a tuo padre…io non piango più da un pezzo..ho iniziato una lunga guerra legale, in questo paese che non aiuta per niente le donne sole e pone mille cavilli nel sequestro dei beni dei padri che non pagano. La vincerò, silvia..per me e per loro, e soprattutto per insegnarle che una giustizia esiste, che non siamo nel west dove si risolve tutto a pistolettate., che il nostro sistema funziona.
    Così si creano le coscienze laiche e civili. Che poi io abbia più volte avuto la tentazione di risolvere tutto con una magnum è un altro discorso :))))….per chi ci crede, poi, esiste pure una giustizia divina..fino ad ora non ci ha aiutato, ma se non ha aiutato gente ben più disperata di noi penso che su quel fronte non funzionerà..
    la vita scorre, silvia, e presenta sempre il conto da saldare : non ci saranno cavilli legali neanche per lui.

    cristina

  3. Il tuo post mi ha ricordato un vecchio film svizzero della fine degli anni 70. “Jonas che avrà 20 anni nel 2000”, così si intitolava – allora mi piacque, oggi mi avrebbe anche commosso. Gruppo di reduci della lotta politica, fotografati nel momento che allora si chiamava (ti ricordi?) del “riflusso”. Tra mille sconfitte e contraddizioni, i protagonisti ne uscivano finalmente coagulando il loro impegno, le loro speranze nel futuro, la loro passione per la vita in un figlio, un figlio che si trovasse (o che si costruisse?) un mondo migliore di quello dei genitori.

    Beh, al di là di tutte le beghe che ho vissuto in questi anni, mia figlia è veramente questo per me. Mai senza di lei.

  4. sarò caustica. Sarò una che non conosce, in questi casi, la “carità cristiana”, sarò una Strega.
    Non sarò, lo sono.
    Ma io affermo “attento, omuncolo, perchè tutto torna. Preparati, adesso che ne hai ancora le forze. Così resisterai per un po’, ma poi cadrai e sarà solo più lungo il tormento”.

    (E che cazzo)

  5. ‘…un figlio è colui che ti impedisce di andare alla deriva, che ti obbliga arimanere con i piedi per terra, non puoi essere depresso in continuazione..’.
    Ecco, la vita, nelle tue parole, Cristina

  6. non ci pensare, minnie, non aggiungere amarezza alla tua vita, ne hai già avuta abbastanza. peggio per loro, ammesso che poi sia peggio per loro, io credo che stiano benissimo così: il mio dopo la separazione mi raccontò che “adesso sì che senza quella confusione riesco a dormire, a riposare, a stare in pace…è tutta un’altra cosa, mi sento meglio” e i suoi figli avevano 12,14 e 16 anni, non erano lattanti che piangevano di notte. per loro non è un inferno personale, non è ai figli che si aggrappano, per loro ci sono solo loro. non ti amareggiare e non ti smarrire in questi pensieri, goditi le tue dolcissime figlie e la fortuna di averle (perchè per noi è una fortuna), e riempile di amore per due.

  7. hai ragione la vita scorre. La guerra tra i miei è finita e adesso mi ritrovo con una famiglia sfasciata. E in più devo pensare ai miei di problemi…e a volte penso che una vera giustizia in questo paese non esista…

  8. ..eppure ne conosco parecchi di uomini separati che sono attaccatissimi ai figli nonostante la nuova vita….
    L’amarezza è che tra le guerre ne risentono sempre i figli..specialmente se sono piccoli…le tue saranno fortissime come te cristina….

  9. La cosa ancora più brutta, che veramente ti fa avere pensieri omicidi, è vedere un uomo avere per un figlio non suo, per il figlio della sua nuova compagna (ho un po’ di difficoltà a scrivere questa parola visto che la condivisione passa solamente attraverso il terreno dell’egoismo) quella disponibilità, quelle attenzioni e quell’interesse che non ha mai avuto e non avrà mai per l’unico figlio suo! Anche io confido in un’altra giustizia… da quella presente non mi aspetto veramente più nulla!

  10. ciao biba…io penso che i nostri figli alla fine usciranno più forti nei confronti della vita..il prezzo che stanno pagando è altissimo, ma li rende più saggi e meno imbecilli di certi ragazzini che si vedono in giro..vediamo l’altra metà del bicchiere..e sorridiamo alla vita..anche per loro, che avere vicino una mamma sorridente dà sicurezza :))))))) ti abbraccio
    cristina

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