perchè non qui

stò trascurando il blog. ci vengo poco, scrivo ancora meno, commento raramente..leggo qualcosa..

succede..se si parte dal presuposto che il blog, per chi scrive, sia un pezzo della propria realtà. ..si trascurano certe amicizie, la casa, le bollette rimangono sui ripiani della libreria in attesa di solleciti, si trascura l’amore.

le ore non bastano, tutto corre a velocità che non appartiene, si tengono un paio di punti femi e tutto il resto è un rock n roll..

e allora lo scrivere diventa difficile, complicato, superato..lo scrivere ha bisogno di tempo, di cure, che in questo momento non ho e non sò dare.

il tempo..chiedere tempo, avere tempo, come bisogno essenziale,avere fame di tempo, sete di tempo..tempo perchè tempo non c’è..mi  si chiede tempo, chiedo tempo..dicembre è un mese senza tempo, dove tutto arriverà come un ciclone, solleverà ,trasporterà, si ruberà tempo come ladri…

nonna maria tanto tempo fà mi insegnò a giocare a carte:non sapevo nè leggere nè scrivere, ma riconoscevo i semi delle carte e i numeri..giocavamo nella sua cucina a briscola e a scopa..aveva tempo , come solo i nonni hanno..e i bambini che amano i nonni e le loro cucine …il gioco della scopa non è macchiavelli o scala quaranta o ramino..insegna a contare, sai che se in tavola c’è un quattro e un tre e tu hai un sette prendi tutto..i sette sono importanti, a scopa. il sette di denari il più importante..una bambina di quattro anni gioca in modo semplice : sorride e si agita se ha i sette in mano, capisce di avere belle carte..e la nonna non spariglia..le lascia il quattro e il tre, che la bambina cali il suo sette, prenda tutto e orgogliosa dica…sette di ori e scopa..due punti, nonna, due punti.

la vita è più bastarda..spariglia tutto, se ne frega dei tuoi sette in mano, se vuoi due punti devi pensare, calare le carte giuste, immaginare l’altro, entrare nelle sue mani, nei suoi occhi, osservare le sue dita e capire quale carta giocherà….

la nonna è morta da tempo..avrebbe potuto insegnarmi i trucchi del mestiere..non ne ha avuto il tempo..quello che sò l’ho imparato perdendo partite, giocando carte sbagliate, cedendo il sette di quadri e regalando punti preziosi…

prima o poi  avrò una nipotina anch’io…la siederò su una sedia impagliata nella mia cucina , e metterò in fila le carte..sperando di poter avere il tempo di insegnarle i trucchi del mestiere..

sempre che impari nel frattempo.

cristina

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8 risposte a “perchè non qui

  1. io non ho imparato niente. forse perchè non ho avuto nonne vicino. forse perchè mia madre era molto formale e non sapeva che cos’era il vuoto affettivo. forse perchè sono tonta io, e basta. fatti sentire ogni tanto, anche se hai una vita concreta che ti insegue, minnie.

  2. la vita è una strada. deviazioni che puoi scegliere di prendere per andare in altri posti soltanto in un vicolo cieco.
    ha divieti di transito che qualcuno ha piazzato e sensi unici che non puoi farne a meno.
    ti porta in montagna per attraversare un destino.
    o al mare che più in là non puoi andare. ed allora lo guardi, saluti, e torni in retro da dove sei arrivato.

  3. hai tutto il tempo che serve, le carte verranno distribuite, la partita andrà avanti e non si chiuderà con il punteggio di un match. Hai già imparato Minnie, hai fatto pratica e non solo teoria. Fidati di un mago: andrà tutto bene.

  4. si gioca per il gusto di giocare, amica mia, non per vincere, neppure per perdere.
    forse per volare.

  5. e fidati anche di una strega…meno male che ti fai sentire (anzi, leggere)
    cominciavo a preoccuparmi.
    ciao Minnie, buona domenica
    🙂

  6. buongiorno!..giornata con il sole..da camminare per le strade, le piazze, fermarsi in libreria, bere un caffè…ho acquistato da ikea luci con le stelline da appendere in casa,per avere aria di natale…e già che c’ero una marmellata all’arancia e fiori di sambuco per iniziare la domenica in modo dolce…

    un sorriso a voi…

  7. a volte anche se in famiglia ci insegnano non vogliamo ascoltare perchè ognuno i trucchi del mestiere di deve cuciere addosso i suoi.

  8. … e poi ci sono anche le mani dove non si cala nulla di importante, e si aspetta. Che male c’è?

    Buon inizio di settimana, Cristina. Qui c’è burrasca e gran nuvoloni grigi.

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