sembri una moglie…

alle volte mi chiedo cosa si aspettino gli uomini dalle altre donne. ovvero quelle che non fanno parte del loro clan..mamma, sorella, nipoti, figlie, e lei, la moglie.

cosa si aspetta un uomo da un’amante?..perchè cosa ci aspettiamo noi donne da un amante un pò lo sò..per esperienza, per racconti, per vissuto..ma loro, che vogliono?

la vogliono sempre allegra-disponibile-esente dal mal di testa-pronta a far riposare il guerriero-morbida come un flacone di coccolino-incapace di rivendicare qualcos’altro che non sia un posto nel cuore- perfetta organizzatrice di week end senza il beneamato -abile a festeggiare  natale il 22 dicembre e capodanno il 28 stesso mese- con problemi risolvibili nel giro di mezz’ora max 40 minuti – sessualmente evoluta ed eccitante – che non sia petulante invadente e assillante – con un q.i abbastanza alto da capire quando è il caso di farsi da parte?

perchè le mogli sono tutto il contrario di questo?

ho ricoperto il ruolo di figlia, sorella, cugina, nipote, fidanzata, ex fidanzata, moglie secondo coscienza, madre, ex moglie secondo coscienza , amante.

peccato che darwin sia morto da un pezzo..avrebbe creato una  riga dell’evoluzione come quella dalla scimmia all’uomo sapiens sapiens.

fly me to the moon..in other words kiss me baby…fly me to the moon..let me play among the stars..

Annunci

14 risposte a “sembri una moglie…

  1. Grande pezzo…ironico ma centrato perfettamente…

  2. E’ proprio così.
    Io arrivo al punto da sentirmi in colpa quando sono triste. Quando le cose non mi vanno tanto bene. Perché non so fingere. Non so essere allegra quando non lo sono.

    Per troppo tempo ho trascinato un rapporto finito. Finito come coppia, come amanti. Con quel residuo di pseudo amicizia fraterna. Sono stata io a fare scoppiare la bomba e ad aprirgli gli occhi. Per rispetto nei suoi e nei miei confronti. Nel ricordo bello e tenero dell’amore che c’è stato e ora non c’è più.

    Ma come è tutto difficile e complicato… quanto dolore e quanta sofferenza. Vorrei essere cieca, sorda, muta e incapace di intendere e volere, in certi momenti. Invece vedo, sento, parlo e comprendo perfettamente.

    Punto e a capo.

  3. ad una amante si chiede di essere lotofaga e di non serbare memoria d’altro che del momento. Allora una ragione ci deve pur essere se esistono le amanti e ricordano d’essere altro.

  4. ma sai, sono esseri umani anche gli uomini…si barcamenano tra la famiglia, che comunque resta una parte della loro vita, un peso ce l’ha,o lo ha avuto, e ci sono i figli, e si porta avanti, è una responsabilità, ma non ha ad un certo punto quelle attrattive che aveva prima, e l’amante, che rappresenta la vita che ricomincia, un nuovo sogno, la leggerezza di avere di nuovo vent’anni….io credo che bisogna capire anche loro (gli uomini). per noi è più facile, lasciare una situazione che non funziona più: i figli vengono con noi, e questo è importante. poi credo che comunque siamo in media più forti e decisioniste, riusciamo a occuparci di più cose contemporaneamente, loro in media no. poi è importante anche il tipo di società nella quale sono/siamo cresciuti: quella in cui una coppia una volta sposata resta sposata, pena il rifiuto sociale e del resto della famiglia. questo condiziona, eccome. io ho un collega che lavora all’università cattolica, quando si è separato dalla moglie (2006) la sua carriera è finita ed è iniziato di tutto, sul posto di lavoro. Allora l’amante è una donna per cui hai attrazione, magari le vuoi bene, ci stai volentieri, e diventa il tuo rifugio, il sogno, la libertà, il gioco, e vorresti che fosse questo, se si avvelenano i pochi momenti in cui si sta insieme i conti non tornano. tutto ciò salvo eccezioni, ovviamente.

  5. non credo sia una questione di ruoli.
    semplicemente di voglia e capacità di stringere un’alleanza, di spostare il rapporto dal piano della seduzione a quello della relazione.
    ma, questa voglia, bisogna sia reciproca.
    mi è piaciuta l’immagine dell’amante lotofaga, forse perchè non so dimenticare neanche il minimo dettaglio.

  6. Ad un’amante si chiede …. di esserci e di non esserci. A seconda dei momenti.
    Deve essere trasparente a volte. Una parete di gomma sulla quale far rimbalzare i malumori dovuti alla famiglia, allo stress, al lavoro … alla moglie.
    Io son solita dire che un’amante è una moglie senza diritti ma colma di doveri. Il dovere di capire sempre, di sorridere sempre, di non cogliere alcune battute (forse involontariamente) cattive.
    L’amante è la seconda, la terza, la quarta. Sempre dopo i figli (giustamente), la moglie, il lavoro e … le apparenze sociali.
    Brutta vita quella dell’amante. Si dovrebbe avere il coraggio di dire un bel BASTA chiaro e tondo quando ci si accorge che si inizia a soffrire in questo ruolo.
    Già che l’inappuntabile padre-marito vada a pescare … altrove.
    Buona vita

    mav

  7. io penso che tutte le storie non rimangano statiche ma si evolvano..in qualche modo cambino. e anche quelle che inziano per gioco, per passione, per sesso, per divertimento, per tornare indietro..cambiano i sentimenti, che se prima erano lievi ed impalpabili diventano più forti, necessari..e allora diventa necessaria una scelta.
    è vero,anima, che gli uomini sono quasi sempre più fragili, è vero che molto spesso siamo noi donne a decidere la chiusura di un matrimonio..ma è anche vero che alla fine pure un uomo si guarda allo specchio la mattina e pensa che magari sia ora di smettere di vivere male..
    fatto realmente accaduto, battute realmente vere :
    – ma allora tu vuoi tutto..vuoi me, tua moglie, e sopra ogni cosa il tuo lavoro
    – sì, voglio tutto..perchè che male c’è a volere tutto?
    c’è un tempo per tutto..ogni cosa ha un suo tempo..anche quello di chiedere di fare una scelta : consapevoli, però, che se non siamo noi, si abbandona, con classe, la scena.

    buona notte..venezia, come al solito, è una magia.

  8. vero, e giusto. se non siamo noi si abbandona, con classe, la scena. se è vero che loro hanno le loro problematiche, e che si possono comprendere, noi possiamo comunque decidere se e fino a quando stare al gioco.
    ed essere moglie direi che è anche peggio, come sai: dovresti secondo i più essere veramente di tutto, madre, amante, amica, cuoca, colf, tuttofare, orecchio in ascolto, sempre a disposizione, ecc ecc.
    almeno da amante disponi di molto tempo libero per fare le molte altre cose che ci offre il mondo.

  9. mmmmmm…ziaminnie questa cosa io non l’ho capita bene. e perché mai una moglie non potrebbe essere tutte quelle robe lì? è obbligatorio che si diventi sciatte, distanti, pessime amanti? tutte le mogli finiscono per diventare solo colf e per nulla eccitanti? io non lo credo affatto. Mia madre sta da sette anni con un uomo che adora, ricambiata, eppure tra loro c’è ancora la magia dei primi tempi, anche se hanno i capelli bianchi e l’artrosi e l’ipertensione. che male c’è ad essere madre, amante, amica, cuoca, colf, tuttofare, orecchio in ascolto quando dall’altra parte hai un uomo che è padre, amante, amico, cuoco, colf, tuttofare, orecchio in ascolto? E se poi ciascuno ha il proprio spazio è così mostruoso avere una relazione che non sia quella di due amanti?
    Questo è esattamente quello che dicevo di là, a casa di verdespirito. Piuttosto che giocarsi tutto, a rischio di soffrire, ci diamo a metà e, ahimé, raccogliamo le briciole, raccontando a noi stesse che sono coriandoli e stelline.
    E non credo che, come dice anima, siamo noi a scegliere quando far finire il gioco. Non siamo macchine in grado di calcolare tutte le variabili della vita, non raccontiamoci palle.
    Non è nemmeno così male, da mogli, affrontare tutte le cose che ci offre il mondo in due. Non credo proprio sia impossibile.

    Vado a togliere i funghi dalle scarpe, mi sono cresiuti a Venezia 😉

  10. verde cara…che dire..conosco la storia di tua madre, ed è al secondo matrimonio..che vuol dire molto già di suo. io se mi dovessi risposare certi errori saprei come evitarli.
    non è che tutte le mogli ecc ecc..è che si cambia, magari anche in meglio..è che si cresce, in modi diversi..è che anche i mariti hanno la loro parte di “colpe” (apposta ho messo le virgolette) in fatto di silenzi, di gesti non fatti, di parole non dette.
    il tempo logora..la vita a due logora tantissimo.
    20 anni di matrimonio , partendo dai 25 sono molti. credimi sulla parola. sono anni fondamentali, sono anni in cui si cambia tutto…
    io mi guardo intorno..gente che è partita insieme a 20 anni , che adesso ne ha 45, ed è ancora una coppia degna di questo nome (che vuol dire parliamo-scopiamo-facciamo- con la stessa intensità) non ne conosco..
    ci si aggiusta..c’è chi è diventato il più grande amico di sua moglie ma il sesso se l’è dimenticato, c’è chi non ha più niente da dire su tutto il fronte, c’è chi è diventato così beige che si confonde con un cappotto color cammello…
    ma nella vita è giusto aggiustarsi?

    bacibelli…

  11. ma sai, verdina, il problema è che è faticoso essere madre, con figli che magari sono piccoli, si svegliano di notte, vanno aiutati per la scuola, per vestirsi, vanno portati di qua e di là, ecc ecc, moglie, con la spesa da fare, cucinare, pulire, stirare, ecc ecc, nel frattempo lavorare, quindi ti alzi alzi figli porti a scuola vai a lavorare fai la spesa torni ecc ecc, essere amante, quindi non dico in tiro ma insomma non uno straccio, poi devi essere un po’ aggiornata su quello che succede in giro, insomma è faticoso, e anche molto, e qualche pezzo te lo perdi, per strada. poi non tutti gli uomini sono dal canto loro tutte quelle robe lì, molti (mica tutti, eh) pretendono che fai solo tu, e così appunto si parlava di pretese e di come va a finire. se l’impegno fosse distribuito tra la coppia, sarebbe diverso, e bellissimo, e si potrebbe essere tutto l’armamentario che si citava. il problema è che spesso non lo è, per me almeno non lo è stato. le ore del giorno sono solo 24. D’altronde tu stessa hai parlato di una situazione in cui sei moglie madre ecc con un uomo che è marito padre ecc, certo che lì è diverso, e non è nemmeno impossibile, e non solo non c’è niente di male ma è bellissimo. una vita insieme, ma magari….spesso però la situazione è squilibrata. quanto a decidere quando finisce il gioco, certo che si può. almeno quello! non che sia semplice o indolore, ma si può

  12. A me sembra (per osservazione sperimentale, eh) che la capacità di tenere vivi i rapporti nel lungo termine è cosa per pochi eletti. Dall’altra parte c’è la capacità di mettere un punto, di dire “non fa più per me”. Perché (lo sappiamo tutti!) si cambia, si vogliono cose diverse o si riescono a dare cose diverse, ci si annoia. Oppure, non so, per duemila altre ragioni.
    E lì, quello che diventa importante non sono più le cose in comune, ma le differenze. Da un coniuge affettuoso si vorrebbe un amante appassionato, da un amante si vorrebbe una persona affidabile e presente, da che c’è si vorrebbe che ci fosse un po’ meno, e da chi non c’è, che ci fosse.
    Quello che ci si dovrebbe chiedere, è: vogliamo ancora la stessa cosa tutti e due?

  13. p.s., ho dovuto interrompere, ultima cosa: io ne conosco, di coppie che stanno ancora insieme, e bene, dopo 30 anni: non è impossibile. non so se abbiano tutte ancora un sesso travolgente, ma si amano nel vero senso della parola, e questo mi sembra anche più importante della passione: amicizia, comprensione, vivere insieme, ascoltarsi, esserci per l’altro e viceversa, desiderare che l’altro sia con te, affrontare il mondo in due, questo è amore vero. e c’è, anche se non ci riescono tutti.

  14. il punto e’ che gli uomini vorrebbero una donna che:
    – sia amante passionale e porca (sempre disponibile ovviam)
    – sia amante virginale e pudica (sempre disponibile ovviam)
    – sia cameriera (pulire stirare lavare ecc)
    – cucini come la mamma
    – sia confidente come il suo migliore amico
    – lo ammiri come una bambina
    – lo faccia sentire “colui che porta i pantaloni”
    – nel contempo si occupi di tutte quelle faccende noiose di casa che richiedono la fermezza e il piglio decisionale e attuativo di uno che porta i pantaloni
    – sia sempre in tiro di tutto punto
    – sforni figli che rendano il padre orgoglioso di essere padre
    – nello stesso tempo non carichi il padre di troppe responsabilita’
    – …
    non continuo, mi sta gia’ venendo il nervoso..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...