e alla fine sei diventato barbablu’.

da sette anni sei diventato una bestia. di quelle schifose, che mangiano i propri figli, senza dignità e senza salvezza.

stasera parlavo di te. di come eravamo. una coppia come altre : le bimbe, le vacanze ai bagni tartaruga a san remo, gli amici di milano anche loro con le palette e i pannolini, i week end in campagna, la baby sitter al pomeriggio in modo che io potessi avere un minimo di vita sociale, il partito, le riunioni a scuola..neanche si litigava : c’eri poco, io cenavo con le piccole, tu spesso fuori. Ogni tanto il sesso..come si dice..l’amore, và..carino, come ci si aspettava : niente fuori programma.

la dipendenza psicologica mia era tanta..la paura del grande freddo idem..e poi dove vai con tre bambine piccole , senza lavoro, le cose di sempre che se la notte ti alzi e cammini al buio neanche t’inciampi. non sò bene come vivessero le donne che frequentavo allora : si parlava di mille cose, ma non del male dentro. E poi che vai a raccontare?..che avverti una solitudine  senza fine, che tuo marito si scopa qualcuna in giro ma tanto i week end stà a casa come gl’altri, che ti telefona a pranzo per sapere se ci sono novita’?…che novità?

se dentro di me non ci fosse stata la passione per la vita, la convinzione che c’era altro che ancora io non conoscevo ma volevo conoscere, che dei bagni tartaruga non me ne fregava niente, che a quarant’anni hai due soli grandi obblighi : i tuoi bambini e te stessa , adesso io e te saremmo ancora insieme.

tu a ripetere cose già dette, io a girare a vuoto tra i canali della televisione.

in nome di un amore che forse c’è stato ho liberato me stessa, e anche te.

l’ennesimo regalo : l’ ultimo, il più prezioso .

respirare un’aria nuova.

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17 risposte a “e alla fine sei diventato barbablu’.

  1. quando scelgo un regalo per qualcuno che amo, o che ho amato, lo faccio con cura e attenzione pensando soprattutto al piacere di chi lo riceverà.
    si può fare un regalo sgradito?
    si può regalare qualcosa che l’altro non vuole, non cerca, non spera?
    si può obligare qualcuno a crescere, a vedere?
    io, cristina, non lo so.
    tutavia amo la tua forza e la tua determinazione a vivere, comunque.

  2. un regalo è un regalo, d. cara…se non obbligassimo i nostri figli a crescere sarebbero degl’eterni bambini in prima elementare..si può negare a se stessi un’aria nuova ?…e poi se l’altro sapesse veramente come stanno le cose, accetterebbe comunque?..accetterebbe di vivere con una persona accanto che pensa ad un altro o altra?..
    nessun giudizio, nessuna condanna o assoluzione : che di peccatori qui non ce ne sono . solo persone che amano.

    buon giovedi..

  3. uè, cristina, mi sono scappate due doppie.

    buon giovedì pure a lei, topolina.

  4. O forse, più semplicemente, non siamo in dovere di fare regali, ma solo di vivere come crediamo sia giusto.
    Forse, sta a chi riceve un simile regalo il compito di usarlo per crescere. Qualche volta ci si riesce.

  5. Io c’ero. C’ero, ascoltavo ma tacevo, guardavo ma non vedevo, sentivo ma non capivo. Ne avevo di mio talmente tanto che potrei anche considerarlo un alibi, o almeno una scusante. Ma nell’onestá che ho scoperto a caro prezzo, oggi posso scrivere, ripetendo quanto giá pronunciato, che il mio mutismo, la mia cecitá, la mia insensibilitá verso di te, Cristina, si chiamava immaturitá.

    Noi tutti possiamo dare se abbiamo da dare. Potrá essere un regalo se chi riceve desidera ció che possiamo dare. Diversamente sará inutile, uno spreco, un assegno compilato ma mai incassato. Fino a scadere.

  6. eh sì, siamo affini, minnie…..la passione per la vita alla fine ci ha liberato….è irresistibile, nè bisogna resisterle. unica responsabilità sono i figli, questo sì, io onestamente posso dire che i miei stanno meglio adesso. un regalo per l’altro…beh, certo una non se ne va per quello, ma dalla mia esperienza posso dire che quando ho lasciato loro sono poi stati non solo meglio ma molto meglio: di due storie importanti, uno si è finalmente scosso, laureato, ha fatto la vita che voleva, altrove, ha trovato un’altra compagna più adatta, l’altro è stato finalmente libero dal peso di tornare a casa, chiedere se c’erano novità, trovare i figli che gli davano fastidio, ora vive felicemente con la sua compagna e fa la vita che va bene per lui. mi ha poi confessato che non ce la faceva più a venire a casa, si fermava a studio, beveva whisky, pensava addirittura di farla finita. distruttivo. distruggeva se stesso e me. che poi, non è molto gratificante che mio marito pensasse al suicidio quando pensava di tornare a casa da me. poi dici perchè non hai autostima. comunque,un regalo gliel’ho fatto, dai.

  7. oddio, animuccia..quanto sole siamo state?

  8. meglio sola, meglio libera, non sono capace, no. meglio lasciar perdere. meglio occuparsi di tutto il resto, i rapporti di coppia non fanno per me. voi altre siete più forti, avete sì dubbi, tentennamenti, ma siete ancora vive. io, non lo so. non voglio rovinare nient’altro.


  9. amore per la Vita
    e per la Verità, oserei aggiungere.
    Quella ti fa ri-sentire pulita. Almeno, ti lascia la speranza di poter riavere un lenzuolo bianco che sappia di bucato.
    Vi abbraccio tanto, il coraggio delle donne mi commuove sopra ogni altra osa.

  10. ciao michelina bella..ti stai vivendo la più bella esperienza che ti possa capitare..gli uomini posso passare, essere dimenticati, possono abitare in altre case e in altri cuori..un figlio mai.
    non è retorica, o frase fatta. è così.
    pulito e bello.
    le donne sono coraggiose, anche quando sanno e tacciono, quando sanno e si voltano dall’altra parte, quando sanno ma si tappano le orecchie.

    ehhhh..animuccia..che devo venire a roma per abbracciarti forte???

    una stellina per voi.

  11. un pensiero a ste..speciale, il mio cuginetto. il passato è andato..
    assegni mai incassati..hanno perso o perderanno moltissimo. più del valore che c’è scritto sopra.
    ma come dice d non si può obbligare nessuno a presentarlo all’incasso.

    un sorriso..pensa quanto hai guadagnato tu per un assegno mai incassato :))))

  12. la settima prossima, ai primi di marzo. va via di casa, ormai è stabilito. abbiamo cominciato a vivere insieme nel lontano dicembre dell’ottantasei.
    so che sarà difficile. ma è “già” difficile. so che è la scelta giusta, anche se la notte non ci dormo. so che leggere le parole di tutte voi mi dà respiro e mi fa sentire più forte.
    un forte abbraccio a tutte

  13. Cara Minnie,
    io ho un’altra vita. Il mio uomo mi ama, a modo suo certo. E io lo amo a modo mio certo. Però abbiamo stimo l’uno dell’altro e ci vogliamo bene.
    Ho preso tempo fa anch’io le mie decisioni difficili, altri campi ma sempre di vita si tratta. Cerco di non pensarci spesso altrimenti mi incanto, tipo disco in vinile che aveva bisogno che qualcuno spostasse il braccino del giradischi più avanti altrimenti restava incagliato per sempre.
    QUando mi incaglio, penso che se fossi stata più stupida sarei stata più felice
    ciao
    Clio

  14. la passione per la vita, è quello che ci salva Minnie, quello che ci porta via. La scelta è tra far male e star male sapendo che il primo passa e il secondo no. La scelta è tra la vita quieta (e comoda) assieme e la solitudine del decidere, pagando il necessario. La tua storia è importante, topolina, non solo per te: aiuta a capire che si può fare altrimenti. Solo chi ci passa ne conosce gloria e tristezza.

  15. ciao amico grande..la solitudine del decidere..per due. alle volte anche per tre o quattro. il silenzio della notte e il respiro dell’altro che ancora non sa. o non vuol sapere. e pensare che non lo sentirai più. quel respiro addosso.
    ma sentirai il tuo.
    l’analisi a me è servita molto. mi ha aiutato a smetterla di sentirmi responsabile per un altro adulto. un mio amico psichiatra (con cui non ho fatto analisi, se no non saremmo stati per un attimo amici) mi ha fatto appendere sopra il letto un foglio con scritto : NON E’ UN PROBLEMA TUO. E’ SUO.
    vedi forse quando si stà da anni con un’altra persona l’identificazione è totale : non si capisce bene dove finisci tu e dove inizia l’altro. ma questo non va bene . si perde la propria identità. e quando la rivorrai indietro necessariamente l’altro starà male. per un pò.
    poi passerà. e andrà incontro alla vita anche lui. o lei.

  16. clio, è bello quello che hai scritto. mica tutti ci separiamo, per fortuna. mica tutti andiamo a cercare altro, per fortuna.

    un sorriso per te.

  17. Quante riflessioni mi stimolano le tue parole:
    A 40 anni hai 2 soli obblighi, i tuoi bambini e te stessa..parole che sarebbero da ripetere come un mantra, ogni giorno….
    E mi chiedo se non ci sia una perte egoista in me….per me era così anche a 30 anni
    E a 20 non c’era ancora mia figlia ma solo me stessa
    Ma non credo che ci sia qualcosa di sbagliato in me se hai bagni conchiglia con mia figlia piccola e le palette e le formine preferivo andarci da sola
    Anche una vita in solitudine si paga, ma almeno si paga a se stesse e non a un uomo…

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