dirsi fascista

Giovedi ho letto un lungo articolo su repubblica. Dedicato a 273.000 faldoni. Provate a contare fino a 273.000…ci vuole tempo, si arriva a 50 e già si è stanchi. Quei 273.000 faldoni stanno in uno stanzone di un paesotto in Assia, Germania pura. Ogni faldone contiene un cartellino, con un nome di bambino. Una foto, ove possibile. Una data di nascita. Alcune volte una letterina di buon natale. Alcune volte punti interrogativi perchè il bambino non sapeva parlare. Di una piccolina di sei mesi specificarono che non era sposata. La macchina tedesca era perfetta. Ancora adesso se pensiamo alla germania associamo regole, perfezione, tutto funzionante.

Quasi tutti quei 273.000 bimbi sono morti. Morti nei campi. Dachau, Bergen Belsen e tutti gl’altri che conosciamo. Chi nei forni, chi di tifo , tubercolosi, febbre. Chi di botte, i più piccoli scaraventati contro il muro , chi per mano di mengele. Tutto catalogato, preciso, tedesco.

Forse qualche professore di italiano o di storia o di filosofia avrà portato il giornale in classe. Forse avrà smesso per un attimo di dedicarsi ai polli di renzo, a carlomagno, o a sant’agostino e avrà letto la storia dei 273.000 faldoni.

Forse ci sarà un voto in meno per un signore che si dichiara fascista convinto.

Forse non bisognerebbe dimenticare per poter capire cosa stà succedendo nel mondo oggi.

Forse interessa a pochi.

cristina

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17 risposte a “dirsi fascista

  1. Giá Cristina, a troppi pochi…

  2. ste..un commento..vabbè che è sabato..avessi scritto di sesso, o di amori lacrimvevoli avrei avuto 40 commenti..così.

    dai che tra un pò arrivo a cena :)))

  3. fili invisibili

    Dove finito e infinito convergono e si esprimono immensi nel pensiero della conoscenza credo sia il motore primo della nostra esistenza. Non c’è ragione per l’orrore; e la negazione di ogni diritto è il crimine più disumano che l’uomo abbia congetturato! La libertà rappresenta la “sottile differenza” annidata nella trascendenza dall’incubo dell’ignoranza verso l’armonia della saggezza; ogni dittatura, ogni dittatore, ogni disomogeneità disarmonia, sono il fallimento di una evoluzione; ogni seguace infine, confluisce nell’oscurità della storia! La storia ha bisogno di essere narrata..e non ci sarà mai il tempo per dimenticare!

  4. la storia narrata..buongiorno filinvisibili. non sò per quale motivo io mi sia innamorata della storia. mio padre era un appassionato di storia, e forse un pò di lui è in me. e anche in mio fratello..le mie sorelle no..mi ricordo in prima media una professoressa che iniziò a raccontarci l’iliade come una grande avventura, con tanti personaggi che vivevano, mangiavano, dormivano, si sposavano..forse lì è scoppiato l’amore. ho cominciato a leggere libri con riferimenti storici, a 13 anni passai un mese a leggere un librone di mio padre sulla storia dei krupp..ovvero anche la storia della germania..poi i libri dei campi..avanti e indietro, onnivora.
    la storia si tocca, viviamo nella storia..ascolto incantata quando qualcuno mi racconta cose che io ancora non conosco..sfumature, battaglie, situazioni politiche..un pò malata.

    buona domenica, che se parlo di storia non la finisco più.:))))

  5. …e la combinazione del tempo che si miscela con le azioni..come il vento che muove le cose e siamo consapevoli del moto dell’aria…della consistenza del mondo, dei nostri pensieri, della relativa assolutezza di ogni esistenza…io leggo la storia nelle piega della pietra che si è lasciata plasmare e ascolto il respiro dei suoi maestri antichi..le sfumature del colore…lo “sforzo” di essere altro da ciò che era all’origine, la possenza che la governa e l’armonia di cui si veste…nel disegna della vita che migra dall’idea di uno stile verso la vita reale che immancabilmente ritorna all’uomo, alle sue azioni…

    buona domenica anche a te

    ciao

  6. ciao Cristina e buona domenica.
    io credo che ci siano ancora persone a cui interessa.
    ma troppe preferiscono fare finta di nulla.
    a volte è più comoda l’ignoranza, un’ignoranza densa e dorata in cui sguazzare. per poi andare a mettere una croce, alla fin fine è solo una croce, cosa c’entrano 273.000 bambini uccisi?
    la vita gira così ed io faccio sempre più fatica a starci a mio agio.
    ma, come dici spesso tu, la vita è anche bella. però guardiamola in faccia, in tutti i suoi aspetti.
    ciao Cristina, passa una domenica serena

  7. Chissà perchè mi viene da essere negativo, Topolina, mi viene da augurare che non ci sia serenità se non meritata, che il ricordo non sia solo qualcosa che è accaduto, ma qualcosa che accade e che ci pesa, che la sera sia riposo, solo quando la giornata ha avuto senso. Il male sui bambini non ha perdono, perchè non ha senso. Il colore del male non è il nero, di cui vogiamo avvolgerlo, semplicemente non ha colore. Troppo lusso avere un colore per il lato buio dell’uomo: dobbiamo vederlo sempre quello che sta sotto i drappi neri gettati sulla storia e il ricordo. Il fascismo, il nazismo, lo stalinismo e tutti gli altri modi di conculcare, uccidere, perseguire non sono distanti, chi esalta, condivide, comprende non fa parte della mia ragione, della mia vita. Se vogliamo che la vita resti con qualche possibilità di bellezza ricordiamolo a chi è immemore: un giorno poco distante tutto questo, è accaduto, per indifferenza, ignavia, paura e per gli stessi motivi accadrà di nuovo.
    grazie per il post Minnie

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  9. Scusa il ritardo, ho avuto un fine settmana denso di cose, con mia figlia da me e piatti da lavare…

    Quello che mi spaventa, come in qualche modo ha detto Willy, è la perdita di memoria. Che ognuno sia pronto a ricordare i “suoi” morti e a dimenticare gli altri, o a giustificare, o a negare la storia. Mettendosi sulla strada di una violenza possibile, persino desiderabile.

    Il sangue di tutti ha lo stesso colore, eppure anche i non fascisti se lo sono dimenticato spesso. Quando eravamo giovani girava uno slogan, ricordi?, che suonava qualcosa come “uccidere un fascista non è reato”. Oggi penso a queste cose con raccapriccio, e pur senza minimamente fare confronti con l’enormità di QUELLA strage, credo che ci si debba fare un esame di coscienza in molti.
    Ed il materiale umano che mi vedo intorno, ecco, non è per niente confortante.

  10. ieri sera ho letto un lungo articolo di rep sulla notte in cui l’italia, la nostra idea di democrazia, si eclissò. la notte di bolzaneto, della scuola diaz..eppure mi ricordo certi discorsi..”hanno fatto bene..quello voleva tirare un estintore”. Quella notte noi fummo cile, argentina, paraguay..e quello che stupisce furono che c’erano anche medici, in quella caserma. I medici che dovrebbero essere altro. Anche medici c’erano nei campi. e nei lager.
    allora, facciamo una riflessione grande…mettiamoci tutti sullo stesso piano, proviamo a guardarci senza distinguo, senza “io”..in modo antropologico, direi….prendiamo una persona “normale” e mettiamola in una situazione di potere su qualcun’altro : probabilmente saremmo tutti animali.
    anche noi, belli democratici puliti e lindi.
    la notte di genova dice.

    buonagiornata.

    cristina

  11. Proprio tutti? Anche nei lager c’era chi diceva no e Bolzaneto è stata denunciata da un poliziotto.

  12. io non ci credo che una persona normale messa in certe situazioni arrivi a commettere gli orrori di cui parliamo….sì, abbiamo una parte buia, ma non fino a questo punto. per fare certe cose ci vuole una perversione particolare. vigliaccheria però sì, paura, si fa finta di non vedere. questo è comune. e d’altra parte il codice penale contempla anche l’omissione, anche questa è colpa.
    il ricordo, la memoria, sono fondamentali.
    ma la scuola non è questo. non vuole preparare alla vita, non vuole dare una formazione sociale, non vuole insegnare a vivere insieme rispettandosi. nè vuole dare nozioni che servano a qualcosa. avendo tre figli, l’ho imparato.

  13. che il ricordo non sia solo qualcosa che è accaduto, ma qualcosa che accade e che ci pesa

    a me importa

  14. Ciao Minnie
    ho poco tempo ma ti penso spesso. Hai ragione se scrivevi di sesso c’era la caterba di commenti, ma pure se parlav della spazzatura a Napoli o del figlio di berlusca scapolo se è per quello.

    Io ho scritto un commento su Helha Schneider che sicuramente conoscerai. lei è la figlia di una tedesca, criminale di guerra,c eh ha lavorato con Mengele. Lei è stata abbandonata dalla madre con il fratello. Una vita assurda quella di sua madrea che anche in vecchiaia, cioè praticament eadesso, non ha amesso le proprie colpe. MALE PURO.
    Se non l’hai letto leggi il libro Lasciami Andare Madre … ed ai 273000 bimbi se ne dovrannoa ggiungere necessariamente degli altri ancora.
    Ciao
    Clio

  15. Vero vero!
    Vabbè
    passavo a salutare:)

  16. ciao clio..che piacere è sempre leggerti..li ho letti i libri di Helga S…lasciami andare madre è un bel pugno allo stomaco..
    è vero ci sono anche loro, i figli dei nazisti. colpevoli per colpa di padre e di madre, quasi fosse un marchio a vita.
    i figli degli aguzzini di stalin, vittime a loro volte di purghe spaventose.
    o i figli dei militari cileni.

    noi, figli di contadini, siamo stati fortunati.

    bacibelli..che ce n’ è di bisogno…

  17. è difficile commentare una cosa come questa. però anche se non si commenta almeno fa pensare…e questo è sempre un bene…

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