daniel gomez. 21 anni. saltato su un ordigno.

Ehi,tesoro. Se stai leggendo questa lettera significa che mi è successo qualcosa di brutto e me ne dispiaccio molto. Ti avevo promesso che sarei tornato da te, ma immagino a questo punto che quella è una promessa che non ho potuto mantenere, Non ho mai creduto molto nelle lettere di questo tipo, lettere “di morti. Sapevo che se ne avessi lasciata una per i miei genitori si sarebbero spaventati a morte. Poi ho incontrato te. Era destino che c’incontrassimo , tesoro. Avevo bisogno di qualcuno che mi facesse sorridere, qualcuno che fosse romantico come sono io. Stò vivevendo un periodo terribile quin in iraq e comincio a dubitare del mio stato mentale. Non riesco a smettere di piangere mentre scrivo questa lettera..ma immagino di doverti salutare per l’ultima volta. Perchè forse l’ultima volta che ho sentito la tua voce sapevo che sarebbe stata l’ultima ..Ti amo. Sii felice. Fatti una famiglia. Insegna ai tuoi figli a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ti amo, Katy. un bacio. Addio.

Adesso sarà più difficile scrivere post cretini.

Forse.

cristina

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17 risposte a “daniel gomez. 21 anni. saltato su un ordigno.

  1. i post cretini ci saranno ancora Cristina e gli uomini continueranno a morire in Iraq e in altre parte. Forse, per ora, basta non diventare cinici e cominciare a pensare che è nel conto che ciò succeda.

  2. è sempre stato così…e ahimè..
    a dispetto di quello che si crede..
    a dispetto del fatto che ci crediamo civili e civilizzati noi occidentali…
    contrapposti a loro violenti e incivili…
    l’umanità non cambia…e la nostra ” civilizzazione” è solo di facciata

  3. aggiungo una cosa che mi è saltata agli occhi solo adesso dopo aver scritto il commento di prima….
    Questo ragazzo si chiamava Gomez…cognome di orginie ispanica..sarà un caso? In tutte le guerre cadono sempore i + poveri

  4. la post-madre dei post-cretini è sempre incinta. come quella di tutte le battaglie, grandi o piccole che siano. o così come ci appaiono.

  5. brutta cosa, la guerra…..non ti lamentare, cristina, se non avrai molti commenti…..è che c’è poco da dire, di fronte a queste cose. si prova a fare quel poco che si può, protestare, manifestare, sensibilizzare, ma è sempre poco, la natura dell’uomo è quella che è. non che si debba smettere per questo di provare a fare qualcosa.
    i post cretini, è che finchè siamo vivi ci dibattiamo nella nostra umanità, cercando di ingannare la morte assecondando il nostro impulso vitale, che è di stare bene, amare, ridere, scherzare…..è un meccanismo di conservazione.

  6. Un post cretino scappa sempre, non temere…
    io sono una maestra della par condicio tra serio e faceto

  7. Devo essere sincero, Cristina. Cerco di non scrivere cose cretine, e nonostante tutto me ne escono svariate – ma è difficile non scrivere idiozie quando in fondo ti rapporti solo con i problemi del tuo microcosmo.

    Però, sono stato negli USA dopo la fine della campagna “desert storm”, e devo dirti in tutta sincerità che quei fiocchi gialli io non li sopportavo. Che quel “Teach your kids right from wrong” ha dei brutti risvolti, ed il volontario che va in Iraq forse non distingue il giusto dallo sbagliato esattamente allo stesso modo mio.

    Il che, naturalmente, non toglie nulla alla morte.

  8. Questa lettera è meravigliosa.
    Certa gente non merita di vivere.

  9. Sai Rob, anch’io scrivo post cretini., e alle volte melensi. Poi però mi capita di leggere , e di pensare che il mondo non gira attorno alle mie piccole cose, al mio piccolo isolato, ai miei problemini..e poi penso a questi ragazzi, che hanno l’età delle mie figlie. Te li vedi i tuoi ragazzini di 21 anni, con i pantaloni a vita bassa, i capelli arruffati e gl’occhi assonnati partire per la guerra?
    La miseria è una brutta bestia. sia quella materiale sia quella culturale.
    Lo schifo è la banda bassotti che ha mandato qui-quo-qua a fare la guerra anzichè offrire alternative, di vita e di lavoro.
    I morti sono uguali. Anche gli americani. Ricordiamoci il Vietnam, e la solitudine che abbiamo letto di quei ragazzi.
    Non mi piacciono molte cose, dell’America. Ma è una grande nazione, e bisogna rendere merito ai suoi bambini-guerrieri.

    cristina

  10. Cristina, mi permetto di osservare una cosa, senza ombra di anti-americanismo. I ragazzi che partivano per il Vietnam erano di leva. Quelli che partono oggi per l’Iraq sono militari volontari, arruolati (se così giovani) in tempi già di nine-eleven e guerre preventive. Quindi, da supporre un po’ più coscienti di quello che vanno a fare, e forse spesso consenzienti.

    La morte è morte, ma permettimi di giudicare con più severità l’uccisione di persone civili che si sono ritrovate la guerra dentro casa, senza che fosse né il loro lavoro, né la loro volontà.

  11. non sò, rob, se un ragazzino ispanico-nero-bianco, con poche prospettive per il futuro, niente college nè università , sia poi tanto cosciente di quello che va a fare. Come ho scritto, la miseria monetaria ed intellettuale è una bestia grama :)))
    Gl’altri..sono morti, e pensa che neanche hanno numero, ma solo stime. Questo dovrebbe far capire i pesi e le misure.

    poi, alla fine, paetreus avrà un seggio al senato degli stati uniti d’america..e il ragazzino che salva la pelle farà, se tutto gira bene, il meccanico in qualche cittadina sperduta dell’arkansas..con un bel pò di morti come compagni.

    è.

  12. cosa sa della vita un ragazzino di vent’anni?
    un ragazzino con poca cultura e scarsi mezzi, cosa sa?
    come può valutare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?
    la guerra fa schifo, nel senso letterale del termine.
    e se c’è qualcuno che odio, nel senso letterale del termine, sono tutti quelli che, per tutelare i loro interessi economici, il loro potere, considerano numeri le persone.
    che siano americani, che siano iracheni o afgani o tibetani.
    a loro non importa la vita degli altri.
    hanno messo nel conto un certo numero di morti.
    a me importa della vita.
    soprattutto di quelli che, per una ragione o per l’altra, non sanno quello che fanno.
    sarà che sono una donna e che sono una madre.
    ma un ragazzo di vent’anni ha solo quattro anni più del mio.
    e mi viene da rabbrividire.

  13. [commento OT]
    [e cretino]
    nono, non hai capito,
    io i fornelli li pulisco Con quel mantra
    vedessi meraviglia altro che viakal
    ciao-bella-sulla-fiducia (senz’altro lo sei)

  14. A volte ci si sente in colpa quando si scrive post cretini. Specie dopo aver letto questa lettera (mentre la leggevo pensavo alla sua età – 21 anni – e a mia figlia – 19 anni – e tanto innamorata del suo ragazzo…). Il sangue sale al cervello, rabbia, furore, disgusto… Ma la vita, io credo, è fatta di tante cose. Abbiamo bisogno anche dei momenti di post cretini. Che poi, magari, tanto cretini non sempre lo sono. Abbiamo bisogno di momenti di riflessione, di pugni nello stomaco, di leggerezza…
    buon pomeriggio, Cristina

  15. anche a te mel…è vero che abbiamo bisogno di tutto, di cose lievi, e di cose che ci facciano pensare..di sorrisi, e di pensieri profondi..ogni tanto è bello fermarsi a parlare dei massimi sistemi, della democrazia, della guerra, della nostra visione del mondo.

    buon inizio di week end….che sarà speciale..cambiano l’ora!!!

    grazie per la bella sulla fiducia..al venerdi pomeriggio è una gran cosa :))))))))))

  16. Minnie, non saprei. La lettera e’ un pugno nello stomaco, certo. Bella, struggente.

    Pero’… Onestamente, saro’ cinico e stronzo. Gomez e’ probabilmente parte del sistema americano, incosciente (20 anni) e forse con un po’ di quell’americanismo/patriottismo/we are so great mentality cosi’ tipica degi US. Poi la miseria e’ miseria, intellettuale e di pane, ed uno il college se lo deve pur pagare.

    Non dimentichiamo pero’ che Bush e’ stato eletto due volte, non una. Considerato il prima anche tre. Non dimentichiamo che si puo’ sempre scegliere, persino di fare il meccanico in Arkansas senza andare prima in Iraq. Purtroppo, e ripeto purtroppo, la guerra esiste. Esiste per ragioni economiche, storiche, sociali. E se tu scegli di fare il soldato, morire puo’ essere parte del tuo lavoro. Con la differenza che Gomez, nella sua tragedia personale di ventenne stroncato, ha fatto una scelta, l’Iraqeno bombardato in casa no.

    IN questo senso, sono molto vicino alle posizioni di Rob.

  17. sarà più difficile scrivere post cretini.
    di certo non i commenti.

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