un caso da manuale

Alcune volte mi chiedo se da vecchia sarò come te. Arrotolota nelle piccole cose di ogni giorno, nei programmi televisivi  che uguali a se stessi danno certezze di essere al mondo, con un cane-bambino, qualche amica telefonica, le lamentele sulle nipoti che non passano a salutare. Senza un uomo accanto, tu che sei stata molto amata e molto corteggiata, fiera della tua indipendenza non scelta ma capitata perchè la vita è questa e così te la vivi. Mi chiedo se anch’io darò alle mie figlie la sensazione di essere rimproverate per piccole negligenze, una macchina mal posteggiata, una multa mai pagata, e mai capite per quelle che sono nella realtà.

Ti guardo e sò di dedicarti zero minuti del mio tempo. Non ti racconto di cosa mi succede, delle cose che imparo ogni giorno, di cosa penso, delle storie che ho. Eppure riconosco che se tu non fossi stata dura come sei, se non avessi ciucciato da te la capacità di sopravvivere sempre e comunque, non ce l’avrei fatta. Ti sono debitrice, alla fine. Per quella parte di ferro che mi sostiene, che mi impedisce di essere anemica nell’affrontare quello che sarà.

Siamo uno dei tanti casi da manuale psicanalitico , io e te. Anche le mie amiche migliori hanno rapporti  conflittuali con le loro madri, e matrimoni finiti alle spalle. Sarà generazionale, o semplicemente ci siamo scelte tra simili, orfane di una madonna ideale ,velo turchino e sguardo rassegnato?

Lo so che mi  mancherai, domani. Lo so che mancherai più a me che alle altre figlie, che condividono con te il parrucchiere e il fustino del dash. Lo so che non ci sarà più occasione per niente : come, cinicamente ,capisco che non ci sono state molte occasioni per noi.

Adesso ti porterò i giornali vecchi da mettere sul balcone per il cane..se non altro il fatto che li legga serve a qualcosa.

Avere figli maschi forse è meglio.

primo maggio, torino.

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10 risposte a “un caso da manuale

  1. fai tintinnare l’amore come un campanellino, topolina. Proprio tu che non vuoi usare questa parola a vanvera, che con parsimonia sabauda la riservi alle occasioni in cui la vita è eccezione. Come fosse eccezione amare, come se tu non fossi nella tua sincerità, misericordiosa. E vera, Minnie.
    Tua madre non ti ringrazierà per queste parole, lo faccio io per Lei, a nome dei tanti che ti vogliono bene e che partecipano di un’emozione, portandola con sè.

  2. grazie willy..sei un amico caro, che mi ritiene migliore di quello che sono in realtà.

    fai tintinnare l’amore come un campanellino…scoperta in flagranza di reato..io che pensavo di farla franca :))))

  3. I figli maschi ti giudicano e, come le femmine, sono impietosi. Ma poi si fanno abbracciare, dall alto di una vetta irraggiungibile, e sono piccoli per sempre. Come ogni maschio, fra le nostre mani. Io sono figlia e madre e so come è. Un bacio, cri.

  4. anche in questo, le nostre storie sono simili….

  5. le storie con le madri sono complicate, molto molto spesso.
    A me è capitato un rapporto di amore odio, però viscerale, condizionante la viat in maniera forte. Adesso che lei non c’è più , è molto difficile(e, quando un rapporto è stato complicato, ti senti anche, dolorosamente, e un pò te ne vergogni, più libera)

  6. ogni tanto qualcuno asserisce che la rete è solo illusione. Poi ti ritrovi a scrivere di te,e scopri persone, amiche ormai, che hanno vissuto le stesse cose, e le condividono. e sorridi, simile tra simili..

    pare sia finalmente arrivata. la primavera.

    pare ehhhh.

  7. Argomento che mi scopre. Mi scopre e mi ritrovo con mille dubbi, nodi aggrovigliati che mi porto appresso da tanto tempo e che neanche le sedute dalla psicologa hanno sciolto.
    La mia è sempre stata una mamma “debole” che non ha mai svolto realmente e appieno il suo ruolo. C’era la domestica che viveva in casa, che mi preparava la cena e mi metteva a letto. C’erano le nonne. Mamma era sempre stanca, isterica, doveva essere lasciata tranquilla, doveva riposare. Poca confidenza, forse niente, poco in comune. Poi dal 1970 è entrata in analisi per una forte crisi depressiva. Solo la nascita di mie figlie le hanno dato gioia e sorrisi. Ora è una vecchia di quasi ottanta anni, con mille malanni (reali), debole e da trattare con estrema cura. Non le posso neanche dire del mio matrimonio finito, meglio sorvolare e fare finta di niente. Però cerco di andarla a trovare, per parlare del tempo, del governo, mentre lei indifferente ormai a tutto sonnecchia sulla poltrona.

  8. ho tolto un commento. di mia sorella. che mi rimprovera di non essere presente nella vita di mia madre. L’ho già scritto io, prima. Ho scritto di come vivo io il rapporto con lei. Lo sò da me che sono assente, e voi presentissime.
    non mi interessa discolparmi, ma questo è il mio blog, e non ho voglia di ripetere l’esperienza di stefano .
    le figlie peggiori fanno una brutta fine, non vi preoccupate. voi siete le migliori.

  9. sei anni fa, il 17 maggio, mia madre moriva…e nonostante io avessi già perso il papà molti anni prima, mi sono sentita improvvisamente orfana. Per molto tempo ho continuato a fare il suo numero di telefono per comunicarle qualcosa che mi era accaduta..
    Ridevamo molto insieme e io le parlavo di tutto… io ero quella delle battute, delle barzellette ma anche quella che prendeva in mano la situazione quando c’erano problemi: “ditelo a Silvia” diceva… Non avevamo un rapporto smielato e lei non era tipo da coccole o baci, ma il giorno del mio compleanno era la prima a chiamare per farmi gli auguri e poi il primo dell’anno ascoltava Branko e poi mi chiamava per dirmi che stavolta era l’anno del Leone… Mi ha aiutata quando mi sono separata, ha visto crescere i suoi nipoti… Certo aveva delle manie, dovute a tanti anni di vita da sola, ma alla fine ci scherzava anche lei… e nonostante io mi sia goduta mia madre fino alla fine, certe volte vorrei ancora raccontarle, ridere, o litigare… sei fortunata ad avere ancora la tua accanto…e ti auguro di averla ancora per molti, molti anni…

  10. grazie silvia.

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