c’è una cosa che non sò

tra un paio d’ore andrò ad un funerale. di un uomo che potrebbe avere l’età di mio padre, visto un paio di volte..ma conosco bene il figlio, benissimo la ex nuora e i suoi nipotini.

questo comporta il trovarsi in una chiesa con una bara, e fuori il traffico che scorre veloce. vuol dire fermarsi un attimo e affrontare il mistero. probabilmente fossi credente mi consolerebbe il fatto che esiste un posto altro, dove ci sono i miei nonni, il mio papà, le mie zie, i miei antenati che mi conoscono, i miei scrittori preferiti, i grandi personaggi storici di cui ho studiato la vita, insomma un posto altrettanto bello..magari un innamorato nuovo, potrei pure fidanzarmi con il che..è un mondo altro, dove tutto è possibile, dicono.

ma io non ne sono così convinta. ho sempre in mente le frasi finali di un bellissimo libro dell’oriana, il suo diario in vietnam..quando sua nipotina le chiede cosa succede quando uno muore lei risponde niente, non succede niente. niente e così sia.

e allora la morte spaventa, perchè non abbiamo veramente idea del niente , di cosa sia il niente. ..non è niente, figurati..non  è successo niente..non mi sono spaventata per niente..è una cosa da niente…

ovvero non esiste?..no, esiste perchè se diamo un giudizio su quella situazione è perchè c’è stata e la possiamo paragonare con qualcosa d’altro e dire che è come non ci fosse stata.

quindi tra un paio d’ore sarò di fronte al niente, a qualcosa di così misterioso che non si può paragonare a nulla, al niente circondato dal tutto, dal niente contrapposto al pieno, dal niente immerso nel movimento.

sono le 7.42 del mattino..il movimento mi avvolge, c’è il camion dell’immondizia sotto casa che svuota i cassonetti facendo un gran casino, la radio trasmette suoni, io scrivo,violetta è andata a scuola , ciro mangia i croccantini..

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7 risposte a “c’è una cosa che non sò

  1. Orchidea Selvaggia

    Io credo, invece… credo in un altro posto dopo la morte dove i giusti saranno premiati e tutti gli altri renderanno conto delle loro malefatte. Questo “al di là” è cattolico, buddista, musulmano, protestante, induista……
    Credo nel corpo e nello spirito per cui la nostra anima non muore e non può morire, sarebbe uno spreco….
    Il Grande Padre (Dio, Allah, Budda, Visnù…) di tutta l’umanità ci aspetta per il grande incontro, quello più importante della nostra vita. E’ preoccupante ma nel contempo anche confortevole pensare che finalmente vedremo la luce.
    E poi mi piace troppo pensare di potermi ricongiungere alle persone che ho amato e mi piace altrettanto pensare che le persone “cattive” troveranno la loro giusta punizione visto che sulla Terra questo non sembra possibile, a volte.
    Ho da poco acquistato “L’anima e il suo destino” di un teologo siciliano, Vito Mancuso che sarà ospite di “Torino spiritualità”… un libro raccomandato anche da Corrado Augias grande agnostico e ateo convinto. Mi ha incuriosita il fatto che abbia detto durante un’intervista all’autore che qualche secolo fa il teologo sarebbe stato mandato al rogo per quello che ha scritto. Spero di finirlo prima di poter assistere ad una sua lectio magistralis per l’evento di cui sopra.
    Naturalmente non credo alla stronzata che ognuno di noi può commettere tutte le malefatte di questo mondo e poi può chiedere perdono all’ultimo momento, e no troppo comodo….. Credere nell’alterità significa seguire delle regole severe di comportamento anche se ovviamente gli essere umani sono per la loro stessa natura defettibili e quindi ognuno di noi può compiere degli errori, ci mancherebbe altro….. L’impotante è interrogarsi – sempre -, chiedersi continuamente cosa sia giusto e cosa sbagliato.
    Poi ci sono tante sfumature, amo chi non la pensa come me, credo che molte persone per bene atee o agnostiche siano doppiamente meritevoli quando fanno le scelte giuste e rette e probe perchè non essendo supportate da una fede trascendente devono trovare la forza solo nelle loro coscienze e nel loro
    amore per l’uomo.
    Io credo anche se spesso il Grande Padre è in vacanza…..
    Orchidea Selvaggia

  2. moh, sapere non è che sappiamo, ecco, leggo le ultime righe, lo sento molto quel modo di intanarsi come un passero tra le tette della realtà, dell’entropia, delle cose che sappiamo, che accadono e si muovono, ci avvolgono e ci proteggono, relax, take it easy, è mika alla radio del bagno, cruc cru cruc, è ciro compito che fa colazione, signora ma come faccio ma cosa ha nella testa – hanno di nuovo parcheggiato davanti al cancello col camioncino dei rifiuti che deve uscire…
    io so solo che le persone dal cuore spazioso usano la superficie edificabile che si rende così disponibile per edificare paradisi bellissimi. per ora, queste case mi bastano..

  3. a me piacerebbe fidanzarmi con douglas adams, per esempio 🙂

  4. Sappiamo le cose che sappiamo Minnie, credo almeno.
    Cioè come facciamo a essere certi che non ci siano altre che seguano altre strade? Il nichilismo è quasi più rassicurante, perchè è qualcosa che riusciamo a pensare.
    E’ il negativo dei nostri percorsi logici.
    Ma se le cose stessero altrimenti?
    In un modo che non ci riesce ora mentalmente percorribile.
    In ogni caso, sono momenti importanti questi .

  5. sì, l’unica cosa che si può dire davvero è che sono momenti importanti, perchè ci portano a riflettere su quello che è la vita, sulla perdita di tempo e lo spreco di cui spesso ci macchiamo….il tempo non torna. dopo, io non credo che ci sia qualcosa. ovviamente non si può sapere per certo, ma non credo proprio. l’aldilà mi sembra una proiezione dei nostri desideri, del nostro desiderio di giustizia, di recupero di cose non avute, di ricompensa, e della nostra incredulità che possa finire così. il niente, e così sia, sì, penso che sia così. nemmeno me ne importa niente, devo dire. finisce e ciao, era ora, da una parte….vorrei solo vivere un po’ meglio adesso.

  6. è un argomento che… non so bene affrontare.
    ho ricevuto un’educazione cattolica, strano ma vero.
    mi sono allontanata. poi a un certo punto ho cercato di… volevo credere. a tutti i costi. trovare la forza, una ragione, un motivo. una specie di fallimento. la forza bisogna trovarla dentro di noi.
    by-passo, Cristina. ma ti abbraccio

  7. quando ti raccontano del divino, spesso hanno la faccia estasiata e ti vogliono convincere sempre . Aria di superiorità.. come se ti avessero in mano. Ti guardano quasi con distacco o finta carità come se ti volessero dire :…ehh poverino vedrai che anche tu troverai la verità….sembra una sfida già perduta in partenza . E se poi alla fine giocano la carta che ti stende: la fede, ecco lì sei fritto. al tappeto…qualunque cosa dici, loro hanno ragione, lo sanno ,non fanno niente per aiutarti ,ti snobbano solo ,ti fanno sentire in un carretto mentre loro viaggiano nella ferrari del cielo. Alla fine , esci solo innervosito dal dialogo e forse loro vogliono questo…è la mia sensazione, una sorta di rivincita psicologica mistica a ciò che la realtà non ha loro concesso. e tu sei il catalizzatore della frustrazione. l’ oggetto dove rovesciare il sintomo e sentirsi meglio . mi sento cura della nevrosi celeste. Se gli dici di far la carità al negro che vende i calzini , dicono che sono troppi….ehh ma allora parlano come al bar, che strano…le cose che li impegnano concretamenta li fan tornare sulla terra, ehh ma allora sono umani , domani andranno in chiesa..sanno tutto sui funerali.

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