scegliere

ho avuto la fortuna di fare analisi con un vecchio della psicanalisi, ormai passato dall’altra parte. fortuna perchè le frasi dette in quelle sedute non mi servirono subito ma sono servite nel tempo. sono state piccole lezioni della mia vita che sarebbe arrivata, di quello che sarebbe successo e di come l’avrei  potuto affrontare.

le mie domande sul perchè l’ansia mi ammazzasse senza tregua trovavano sempre una sola ed unica risposta : una risposta legata ai fatti concreti, al perchè il corpo risponde in un certo modo, azione uguale reazione, non filosofia spicciola o ricordi freudiani. è così perchè succede questo, punto.

le scelte che si fanno non sono mai giuste in assoluto : non si sceglie il meglio perfetto, si sceglie quello che sentiamo dentro, sapendo che un pò sbagliato sarà, che l’altro coinvolto nella scelta non sarà perfettamente d’accordo, che non sentirà le stesse cose che sentiamo noi, che ci dirà che siamo cattivi, che stiamo sbagliando, che ci perdiamo il meglio che possiamo avere, che mai nessuno ci capirà quanto lui, che una due mille chances alle persone bisogna pur darle, ci sommergerà con i sensi di colpa verso i genitori, i  figli, i cugini, gli zii, i futuri discendenti . chi fà una scelta dolorosamente conosce tutto questo.

e può, per un certo periodo , decidere di non scegliere. di soprassedere, di sviare, di attaccarsi ai timidi sorrisi, alle promesse di cambiamenti che mai arriveranno, alle parole notturne che sfiancano il giorno . può tacitare i segnali della mente che si fanno carne, stordendosi di ansiolitici, facendosi ammazzare dall’ansia, dalla tachicardia, dallo stomaco che si chiude o vomita qualunque cosa, dal bere qualcosa perchè così si dorme e non si pensa.

si può tutto. si può decidere di non scegliere, liberamente e in piena coscienza.

ma,mi disse, non pensare che la tua mente esca dalla sofferenza e quindi dal comunicarlo al tuo corpo : non la smetterà mai, finchè tu non deciderai.

ci impiegai molti anni a decidere. e pur avendo perso qualcosa ho sicuramente vinto il futuro.

ogni tanto l’ansia arriva, siamo vecchie amiche : anche le mie pastigliette sono nostre comuni amiche.

mi sto preparando a cambiare ancora una volta la mia vita, con i miei tempi, tanto non c’è urgenza.

non più.

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11 risposte a “scegliere

  1. La vita dinamica, fluida come un piccolo nastro azurro che prova ad arrivare al mare, a volte prova a forzarci la mano, prova a trascinarci in quei piccoli e nefasti vortici che possono sembrare nefasti. Ho imparato con gli anni aessere fluido, senza violenza rispettando i tempi. Effettivamente senza fretta il cambiamento diventa una maturazione e non più una lotta con ciò che anche il corpo esige, e stranamente i tasselli si posizionano al posto giusto. Buon viaggio Minnie.

  2. La vita dinamica, fluida come un piccolo nastro azurro che prova ad arrivare al mare, a volte prova a forzarci la mano, prova a trascinarci in quei piccoli vortici che possono sembrare nefasti. Ho imparato con gli anni ad essere fluido, senza violenza, rispettando i miei tempi. Effettivamente, senza fretta, il cambiamento diventa una maturazione e non più una lotta con ciò che anche il corpo esige, e stranamente i tasselli si posizionano al posto giusto. Buon viaggio Minnie.

    P.S.: Così va meglio…. devo smetterla di postare parole appena sveglio, che mi manca il coordinamento cervello dita linguaggio…

  3. bersek pensa a quelli che il coordinamento cervello dita linguaggio non riescono a trovarlo neanche dopo settimane di veglia ininterrotta :)))

    sono andata a vedere il film di ozpetek..vecchi ricordi : mi è mancata dal vero solo la scena della mattanza dei bambini, grazieadio..e l’ammazzarsi di lui. Il resto, frasi comprese, è stato un remake.

    domani si ricomincia, e siamo a metà settembre . a torino riaprono le scuole, violetta andrà in terza liceo..le mamme invecchiano un pochino, a volte.

  4. già il primo giorno di scuola, come sarebbe stato il primo giorno di scuola? cosa gli avrei detto?,che consigli avrei potuto dargli? l’avremmo accompagnato tutti e due?a che ora l’avremmo svegliato? gli avremmo fatto gli auguri per il suo compleanno e poi al suo rientro un grande regalo oppure avremmo orgnaizzato per la sera una festicciola? e noi dopo averlo salutato cosa ci saremmo detti? forse nulla oppure ci saremmo interrogati su quali potevano essere le sue attitudini, oppure in silenzio ci saremmo dati un grande abbraccio , un tenero bacio e poi di corsa al lavoro con una carica in più perchè il nostro piccolo aveva fatto il suo debutto nella vita degli impegni
    .Quante domande, mi conviene andare a letto, chiudere gli occhi e sognare la giornata che avrei voluto vivere, domani la vità mi sveglierà con uno schiaffone dei suoi.

  5. per me è un momento di decisioni. devo prenderne troppe, quasi a ogni passo e in certi momenti vengo presa dallo sconforto e da mille dubbi. non vedo risultati. prendo decisioni ma mi sembra di rimanere sempre ferma e di agitarmi senza molto successo nella melma. le decisioni non riguardano solo me, sarebbe “troppo” semplice. riguardano mie figlie, persone care. persone che devo deludere, fare soffrire. le ansie. l’insonnia. l’umore che cade sotto le suole delle scarpe. trovare comunque la forza la mattina di alzarsi, lavarsi, fare una vita, inventarsela in certi momenti. cercare di non fare andare tutto alla malora. persone care che ti girano le spalle e capisci che forse tanto care non lo erano. raccogliere per l’ennesima volta i cocci, provare a ricostruire qualcosa e nel frattempo inevitabilmente chiederti se ne vale davvero la pena.
    ora ci provo a dormire. domani primo giorno di scuola. e quest’anno per la piccola proviamo con una nuova scuola. ansie e batticuore. mal di testa, crampi allo stomaco.
    bella la vita…
    un abbraccio

  6. ascolta mel..io conosco la storia di chi ha lasciato il commento prima di te. leggi attentamente quelle parole. non c’è più nessun bambino da accompagnare a scuola, non c’è nessun primo giorno di scuola ne’ ci sarà mai.
    il dolore più grande, totale, assoluto è quello. tu che sei mamma lo puoi vagamente intuire, io pure. vagamente, ehh. il resto, mel, sono passaggi della vita. come ho scritto, non sempre le scelte nostre sono per forza indolori, sono per forza sagge , giuste, perfette. sono solamente scelte, alle volte obbligate.
    allora possiamo piangere un pò, ma poi si fa, con la certezza che quelli sono solo passaggi verso altro.
    chi ha lasciato il commento prima di te non avrà nessuna scelta riguardo alla sua creatura.
    allora, in silenzio, ci alziamo in piedi e stringiamo forte forte quest’uomo.

  7. eh sì, a questo punto c’è poco da dire….. non si può che essere completamente d’accordo con minnie.

  8. le scelte sono sempre dolorose, poco o tanto, ma lo sono sempre perchè rimane il dubbio sulla strada che non si è scelta, però con il tempo ci se ne fa una ragione, ci si consola, se è il caso, ci si incolpa, eventualmente. Ma quando non c’è scelta da fare, quando le cose “capitano” allora è assai peggio, perchè non c’è nulla o nessuno cui dare la colpa, niente di razionale cui aggrapparsi

  9. sono d’accordo Minnie.
    Ho la sensazione profonda che molti nostri problemi e sofferenze siano relativi, cose superabili e veniali che dovremmo essere grati al fato di avere.

  10. non so chi tu sia Dando… ma anche io ho vissuto un’esperienza simile… io non ho avuto neanche il tempo di vederlo/a perchè un marito violento l’ha fatto volare con gli angioletti troppo presto…
    Ci penso, ogni tanto, e cerco di immaginarmi come sarebbe stato/a… dopo ho avuto un altro figlio (ora ne ho 2) ma il terzo è sempre nel mio cuore…
    ho chiesto aiuto per capire ed è servito, c’è voluto tempo ma ci sono riuscita…
    auguro anche a te di trovare qualcuno che ti aiuti… e che tu riesca a ricordarti di lui con il sorriso e la serenità che ti servono….
    silvia

  11. di fronte a storie come quelle di dando 02 credo che avere la possibilità di scegliere sia la migliore testimonianza della fortuna di essere vivi.
    noi e le persone che amiamo di più.
    e tutto il resto, davvero, non conta.

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