senza terra sotto i piedi

Sono tornata a casa ed eri seduta sul divano a guardare la pioggia scendere. Muta, che per te non è naturale.

         mamma?

         Si allie?

         Perché è come noi non avessimo mai la terra sotto i piedi?

Mi sono seduta accanto a te, con il cappotto, le scarpe bagnatine, la sciarpa. Cosa dovrei dirti, figlia mia? Che la colpa è mia. Che non sono stata abbastanza brava e saggia, che avrei potuto stare zitta e sopportare come fanno in tante e dare a voi tanta terra sotto i piedi. Una montagnola di terra sotto i piedi, da calpestare come quando al mare facevate i castelli di sabbia e poi ci saltavate sorpra per distruggerli.

         Cosa intendi dire, allie?

         Che le tasse universitarie sono più alte di quelle che mi hanno detto.

         Non importa, allie, la troviamo la differenza

         Non è questo il punto mamma. E’ che a noi manca la terra sulla quale appoggiare i piedi e sentire la base solida.

        

         Non ci vado all’università.

         Mi sembra sciocco, allina. C’era un patto tra noi..la sardegna quest’estate l’università al ritorno

Ti sei girata verso di me, con gl’occhi grandi e tristissimi.

         Non so se ce la faremo mai

         Sì che ce la faremo, al 12 novembre ci sarà l’udienza , qualche soldo arriverà

         Non hai capito : a noi mancherà sempre la terra sotto i piedi.

Ti sei alzata e sei andata a farti una doccia, che stasera per 60 euro servirai birra a ragazzetti cretini che si sverseranno senza senso, e Camilla, stessa cifra, farà cassa in una discoteca dove altri ragazzetti s’impasticcano e poi vomitano nei cessi. Chissà se a loro manca mai la terra sotto i piedi. Avranno madri più accorte di me.

Sono tornata a lavorare a piedi. Che tanto piove e mica si vede se piangi.

Si confonde, e fazzolettini appallottolati in fondo alla borsa ce ne sono sempre.

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14 risposte a “senza terra sotto i piedi

  1. Orchidea Selvaggia

    Non si tratta di essere una madre più o meno accorta…si tratta di essere un padre bastardo che lascia tutto l’onere dell’educazione e del mantenimento delle figlie anche sue alla ex-moglie….
    Il comportamento poco corretto del tuo ex non deve minimamente inficiare la convinzione e la giustezza delle tue scelte, scelte coraggiose ma proprio perchè tali molto difficili e impegnative.
    E poi non sei sola, perdindirindina, sono sicura che il tuo nuovo compagno saprà essere perfettamente all’altezza della situazione.
    Te lo meriti.
    Un abbraccio grande.
    Orchidea Selvaggia

  2. o.s…non è così semplice. sicuramente ci sono persone che in qualche modo ci danno una mano, e questa cosa è tantissimo. ma ci sono certezze che ti può dare solo un padre . avrei voluto bloccare i commenti a questo post perchè lo so che siete tutti carini, solidali, pieni di affetto per me e per loro. e vi ringrazio.
    vorrei essere stata molto meno arrogante, e non aver pensato di farcela sempre e comunque.
    mi dispiace tutto questo. mi dispiace immensamente. ho scelto un padre sbagliato per loro e questa cosa sarà dentro di me per sempre.
    poi si va avanti, stasera cucinerò e sorriderò, viola ci racconterà tutto sull’onda…allegra tornerà a far risplendere i suoi occhioni.
    ma le mie colpe ci sono e vanno riconosciute.

    piove. così mi ribagno un pò nel tornare a casa.

  3. Ogni scelta che facciamo, sbilancia la vita in una direzione, piuttosto che un’altra. Il fatto stesso che tu ci stia pensando, solo questo dice quanta cura hai usato ed usi. Ciao, Minnie, da me, che figli non ne ho.

  4. amica mia, lo so, anch’io a volte mi rimprovero di averli fatti nascere, con un padre che non se ne interessa. Quello dei miei contribuisce economicamente, ma moralmente mai. ti capisco. siamo anime in parallelo, sì. non piangere, che ce la facciamo comunque, e loro sono venuti su bene, meglio di tanti che di genitori ne hanno due, e andrà anche meglio.siamo toste, e anche loro lo sono, abbiamo dato loro qualcosa di solido…..bisogna guardare avanti, e non indietro.

  5. e se fossi stata zitta e saggia, ma che esempio avresti dato?? quello del conformismo, della sottomissione, dell’ipocrisia, del comodo? no, meglio così, e lo sai pure tu.

  6. sto molto meglio..ho passato una serata molto carina..io, viola e mickey mouse attorno ad un tavolo a parlare dell’onda, con lei che spiegava tutto, e poi chiedeva..quante domande..e cosa volevano quelli del 68? e perchè erano diversi dal 77??..e e e e …..si è stemperato il tutto..dolcemente.
    saggia non lo sarò mai…animuccia..e piangerò sempre, sotto la pioggia, così non lo capisce nessuno :)))

  7. Cristina, non voglio essere patetica,
    ma non angustiarti,
    le tue ragazze sono fortunate comunque, davvero: hanno te!
    e non esistono colpe, esistono situazioni.

    spesso mi capita di pensare a cosa ci aspetta…mia figlia ha un contratto (è insegnante di sostegno in una scuola materna) che quest’anno scade a natale, dopo, non si sa…
    l’univesità l’ha lasciata, per ora. non poteva lavorare a ferrara e frequentare a bologna, il sostegno impegna mattina e pomeriggio…ma vedremo.
    l’altra figlia si è laureata e sposata, ma non ha potuto contare troppo sul mio aiuto…stanno comprando casa, ma con le loro forze.
    per la mia casa mi sono infognata con ristrutturazioni non più rimandabili…e devo pensare a tutto; a parte i soldi, mi manca molto poter parlare, consigliarmi con qualcuno più esperto di me su tante cose, avere un appoggio, ecco.
    gli addetti ai lavori quando parlano con una donna pensano spesso che sia solo rompiballe e stupida, ma con me cadono male, cerco di farmi rispettare.
    io, l’avrai capito forse da qualche commento, non ho scelto di
    rimanere sola, chi mi ha lasciato non ha avuto scelta.
    e non ero pronta, è stata una cosa improvvisa e dolorosa.

    da allora la terra sotto i piedi mi è mancata ogni giorno, ma cerco di fare il meglio che posso…camminando sulle nuvole,
    (da bravo acquario) quando è necessario.
    vedrai, in qualche modo si risolve sempre tutto, o quasi.
    …e se ci riesco io che non ho le stelline!!!
    🙂
    buona notte

  8. cri ho letto e riletto il tuo post, mi ha emozionato, mi ha commosso. la tua immagine sotto la pioggia è dolcissima ma nello stesso tempo amara.Per i propri figli si sogna una strada sempre in discesa, un mondo generoso di sorrisi e tante mani tese a donare loro conforto.
    Per alcuni non è così, per alcuni è fatto d’obbligo e non si sa il perchè, confrontarsi con le avversità, le ingiustizie, gli affetti mancati, per alcuni il momento della consapevolezza delle difficoltà inizia presto, per alcuni la presa di coscienza delle ingiustizie che accompagano la propria vita si manifesta appieno, in tutta la sua drammatica virulenza.Le tue figlie hanno pagato e continuano a pagare per l’assenza di un padre, ma nello stesso tempo le tue figlie hanno ricevuto e ricevono un grande dono che le aiuterà a crescere: il tuo esempio. L’esempio di una donna che è stata e che è madre e padre nello stesso momento,l’esempio di una donna che non sfugge da i prorpi errori ma li affronta,e ne paga le conseguenze.Ll’esempio di una donna che ha avuto ed ha degli ideali da offrire, l’esempio di una donna che ha trasmesso e trasmette la forza, la grinta di lottare. , l’esempio di una madre con la quale confrontarsi seduti su un divano,l’esempio di una madre alla quale raccontare l’occupazione della scuola, le proprie malinconie.
    Permettimi di dirti Cri che comprendo le vostre difficoltà, ma da semplice e forse inopportuno spettatore vedo, sento ed invidio il profondo legame che vi unisce , un legame che vi consente e vi consentirà di sfidare il mondo, la vita e la gente incapace perfino di amare i prpri figli.

  9. quanto ti sento vicina, Cristina.
    in certi momenti quasi mi spaventa,
    giornata di pioggia e di lacrime che si confondono.
    ho provato a telefonare al padre delle bimbe, ma non ha risposto.
    mi sono incazzata, alla fine, e gli ho scritto un sms durissimo.
    allora, dopo poco, ha cominciato a chiamarmi,
    non gli ho risposto.
    basta.
    io l’ho difeso a oltranza.
    sono stata sempre dalla sua parte.
    ma non contribuisce economicamente né in altro modo.
    se qualcosa va storto è sempre colpa mia. la pago io in tutti i sensi, lui diventa fumo.
    le figlie hanno bisogno di un padre, non di un’ora scarsa alla settimana per una pizza al volo.
    io sto a contare i centesimi, a capire se posso comprare un giubbotto nuovo a Giulia, un paio di jeans a Elena e lui, sempre vestito di nuovo, passa ogni fine settimana fuori.
    oggi sono sbottata. non mi interessa la sua vita privata.
    mie figlie sì.
    tu, cara, sei una madre importante.
    lo si capisce da ogni parola.
    sei fortunata ad avere tre figlie così e loro ad avere te come madre.
    scusa lo sfogo. ma oggi è dura.

  10. cosa vuol dire essere “senza terra sotto i piedi”?
    non possedere beni materiali, soldi, case, azioni?
    se è questo che significa, siamo in tanti a non avere stabilità terrene, chi più chi meno, il che non è una consolazione ma aiuta.

    i miei figli, cri, non immaginano ancora quanto sarà dura e, forse, neanche io l’ho compreso fino in fondo.
    tante volte mi sono detta che avrei dovuto sopportare, per il loro bene, tante volte ho pensato che sto sbagliando tutto e che li sto privando, appunto, della sicurezza e di una vita più facile.

    tante volte mi sono detta: se tornassi indietro non lo rifarei, non sceglierei lui come compagno di vita, come padre per i miei figli, ma quando li guardo mi dico sempre che ho fatto bene perchè loro esistono e sono ciò che sono perchè io e lui abbiamo mescolato il nostro dna.
    se avessi fatto scelte diverse loro non esisterebbero e, quindi, mia cara amica, lo rifarei mille volte e ancora mille perchè loro, e soltanto loro, sono i figli che voglio.

    ti capisco molto bene, perchè ogni segno, sia pur minimo, di scompenso, di dolore, di difficoltà mi cade sulle spalle come un macigno.

  11. grazie. non avevo dubbi che sarebbero arrivate parole così belle da voi.

    buona serata..che per fortuna i miei momenti down durano lo spazio di una pioggia d’estate..

  12. come vedi sei in buona compagnia…. avanti un’altra che siamo in tante… Mi ricordo che quando il mio ex marito telefonò ad un nostro amico comune che lo rimproverava per aver lasciato la famiglia, lui rispose:”Tanto Silvia ce la fa”.
    Ora i ragazzi sono grandi, e per un pezzo di strada ce l’ho fatta, passando in mezzo ad anni senza lavoro, ad uno sfratto, ad un figlio che si ammala di diabete, a tanti caffelatte per poter permettere a loro di mangiare normalmente, a tanti “no, perchè non si può”.
    Ogni tanto ho crisi di panico, perchè mancano i soldi per pagare l’affitto, la luce e spesso anche per poter fare la spesa…ma vado avanti, consolata da questi due “uomini” bellissimi che mi riempiono la vita.
    Non ho permesso che nessuno si avvedesse dei miei problemi e anche quando ho voglia di piangere (e magari non piove nemmeno!) mi trucco, mi vesto, indosso un sorriso e vado….

  13. Scusami, passo di qua sporadicamente, ma a leggere queste tue parole oggi mi si è appannata la vista.
    Sono fortunate, le tue figlie. Sono fortunate ad avere una madre che parla con loro, che condivide con loro le difficoltà e la bellezza di una vita quotidiana, l’arrabattarsi dell’arrivare a fine mese.
    Per quello che può valere la mia esperienza, anche nella mia famiglia la terra sotto i piedi molto spesso era instabile, da prima che io nascessi e anche adesso. Guardo i miei, il fatto che le difficoltà economiche ci sono sempre state e continuano ad esserci, e ci dovevano essere i lavoretti per arrotondare durante l’univesità, e osannare per la riduzione delle tasse e il posto alla casa dello studente, e partire la domenica sera con cinquantamilalire in tasca, che dovevano bastare fino al venerdì, biglietto del treno compreso, e mai una pizza o un aperitivo durante gli anni di università.
    Poi la ricerca di un lavoro, il mio affitto da pagare e i miei primi stipendi che confluivano nel conto comune con i miei genitori. Ricordo le parole di mia mamma, quelle che mi si sono stampate dentro a fuoco, un giorno: se non ci fosse il tuo stipendio non so come tireremo avanti, vorrei aver potuto darti di più.
    Non mi serve. Non mi servono i soldi.
    Tutto quello che mi serviva me l’hanno dato. Sincerità, condivisione. Il legame. Il legame si crea e si rafforza anche e soprattutto così, nel capirsi e nel fare fronte comune. Non cambierei niente delle difficoltà che ci sono state, non farei cambio con persone che hanno avuto la vita più facile.
    Tenete duro.

  14. grazie manuela. penso che anche tua mamma sia molto fiera di te.

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