quelli che arrivano dalla libertà

Ieri ho scoperto delle cose. Di un mondo che è dentro il nostro ma è a parte. Il carcere è un mondo che non conosco, dove ci sono regole strane per noi : hai finito la carta igienica ? fare la domandina (si dice proprio domandina, nel senso dispregiativo e non vezzeggiativo della parola), vuoi leggere un libro ? fare la domandina , vuoi vedere un’ora in più tuo figlio? domandina. Già la terminologia : “quelli che arrivano dalla libertà” è impressionante. Ho scoperto, e questo è sconvolgente, che ci sono in italia 40.000 dicasi 40.000 bambini che entrano in contatto e vanno dentro un carcere per vedere il loro papà. O più raramente la mamma. ( solo il 4% della popolazione carceraria è composta da donne).

Telefono azzurro, e anche altre associazioni, hanno creato e mantengono aperte le ludoteche in qualche carcere (che poi si dovrebbe dire casa circondariale e casa di reclusione che sono due cose diverse),luoghi dove questi bambini possono incontrare il padre o la madre dignitosamente, cercando in qualche modo di avere un contatto che passi attraverso il giocare un pò insieme, o leggere una favola. Perchè recuperare la propria genitorialità vuol dire recuperare se stessi.

C’anche il nido, in qualche caso, dove le mamme possono vivere con i loro piccoli fino a 3 anni. L’utenza, se così vogliamo chiamarla, è soprattutto di donne rom e nere, perchè a chi ha una casa ottiene i domiciliari.

Io dedicherò un paio di sabati mattina del mese al progetto nido del carcere di torino. Il direttore del carcere di monza ieri ha spiegato un pò cosa significa entrare in contatto con queste regole, che non puoi dare un fazzoletto tuo ad una donna  se questa deve soffiarsi il naso , ma devi mandarla dalla guardia che le procurerà il fazzoletto.

Stare  con i bambini del nido vuol dire non solo giocare (che di giochi sono pieni pure in carcere), vuol dire farli uscire, portarli ai giardini, farli camminare in mezzo alla gente, portarli sul tram dove le persone salgono e scendono a loro piacimento, correre dietro ad una palla senza sbattere in una porta chiusa.

Non voglio un bellapplauso-ma-quanto-sei-brava-cristina : qualcuno ha fatto molto per me, io faccio qualcosa per un altro, quell’altro farà qualcosa per un altro ancora…come se fosse una lunga catena che ci lega al fare .

Ho scelto i bambini perchè amo i bambini, c’è chi si dedica alle balene , al pino nano , ai clochard, agli anziani, ai cani randagi, ai panda..ognuno è com’è.

sai mamma sarebbe carino che magari anche le mie sorelle facessero qualcosa del genere

cristina, le tue sorelle lavorano otto ore, hanno un marito, una casa da mandare avanti , cucinano.

hai ragione mamma, scusa, è stato un pensiero fuori luogo.

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6 risposte a “quelli che arrivano dalla libertà

  1. credo che quei bambini ti daranno tanto, cristina, molto di più di quanto immagini.
    e lascia da parte le sorelle, per favore, chè il fatto di essere nate nella stessa famiglia non ci rende simili.
    buona domenica con il sole.

  2. L’importante è fare quello che si ritiene giusto, sempre e comunque.
    Quanto ai paragoni con sorelle e fratelli, ha ragione D.
    Parola di pecora nera. 🙂

  3. dissento sulla consanguineità, simili no ma parenti sì: la diversità è ciò che ci fa belli e non assomigliare al dna, sai che palle una vita elicoidale.
    Sui carceri e sui diritti dei carcerati varrebbe la pena di parlare, magari anche sui diritti del malato. Asylum era una lettura dei miei tempi per farsi domande e darsi risposte.
    ma i bambini no, quelli non si meritano il carcere.
    Brava Topolina, continua a non assomigliare alle tue sorelle che così ci piaci.
    Mi raccomando pochi guai questa settimana ;))

  4. E’ giusto, Minnie, un individuo non può salvare il mondo, ma può mettere la sua briciola, sperando che qualcun altro metta la sua e via.

  5. willy….ti PARE che io combini guaaaaiiiiiii?…..una santasubito mica combina guaaaaiiiii :)))))))

    bricioline per non perdersi, come hansel e gretel..

  6. Cerca di essere quello che sei… semplicemente.
    Potremo essere un insignificante piccola cosa in questo grande universo, ma restiamo noi stessi…

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