se non qui, dove?

ci siamo seduti su una panchina al sole. attorno tombe sparse nel verde. io, tuo figlio e la sua nuova compagna. pochini, ehhh?….a pensare quelli che venivano a pranzocenamerenda da te, dalla ziavera, in effetti siamo rimasti neanche quattro gatti al bar. Abbiamo tentato di mantenere un tono lieve di conversazione, guardando oltre un recinto con la staccionata blu e una piccola gru. gli operai parlano piano, s’infilano la tuta. tuo figlio guarda i fili d’erba, e firma documenti. a me viene in mente la tua torta di mele (zia mi dai i quantitativi esatti che provo a farla alle bimbe?…a’ stim, cita  traduzione ad occhio, bimba) e un paio di sere in cui ti portai a cena fuori quando presi la patente. sono troppi i ricordi, riempiono 33 anni della mia vita, mi perdonerai di averne citati due banali :))))

mi chiedo dove siete voi, tu, papà, i nonni, gli zii : ma è una domanda sciocca, ci sono risposte multiple, ma nessuna è quella certa.

chiedono se vogliamo vederti : ma esiste una dignità anche nell’essere morti, e tuo figlio te la lascia intatta, ci bastano quelli che sono vivi e non ce l’hanno.

c’incamminiamo verso l’uscita : tu seguirai un percorso diverso, diventerai finalmente , dignitosamente, cenere.

abbraccio forte forte stefano ed elena : salgo in macchina, il sole batte sui vetri, devo passare da casa, forse riesco a bere un the caldo e a fare la pipì.

scrivo, per non piangere.

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11 risposte a “se non qui, dove?

  1. ………………………..

  2. stanotte, anche tante altre, ma questa ancora di più.
    un forte abbraccio caldo, caldo

  3. grazie mel..e anche a te pipù.
    oggi è cominciato un nuovo giorno..i ricordi diventano dolci..

    buon giovedi…:)))))))))

  4. Grazie per esserci stata Cristina.
    Non serviva coraggio o chissá che: serviva memoria, umanitá e rispetto. Magari un po’ d’Amore.
    Roba scomoda e rara, che torte di mele, agnolotti, mousse, parole di conforto, tanto non ce ne son piú.
    Sono anche troppi coloro che non hanno dignitá e vivono giudicando da pulpiti di carta pesta.
    La loro eternitá non passerá attraverso la mia memoria.

  5. C’era il sole ieri, c’erano migliaia di fiori che si perdevano a vista d’occhio. E c’erano i pink floyd ad addolcire le lacrime e sei mani che si stringevano, come se la stretta allevviasse un po’ il senso di soffocamento.
    Io la ziavera (posso chiamarla anche io così, vero?) non l’ho mai conosciuta ma ricordo quando mi hai detto che saremmo andate d’accordo, bevendo the, fumando sigarette e amando profondamente un uomo eccezionale, dal cuore così caldo che è impossibile non sentirlo appoggiando la testa sul suo petto.
    Non ci sono più le torte di mele e la mousse ma c’è un figlio che ogni singolo istante della sua giornata trasuda di quell’amore che la ziavera gli ha donato e, grazie a questo, ogni momento è una celebrazione per lei.
    C’era profumo di rosa in casa, l’altra sera, proprio lì, vicino al termosifone…

  6. ieri c’era chi ci doveva essere.

    ci siamo abbracciati forte, e abbiamo condiviso un momento importante..

    meno male che i nostri orologi erano sincronizzati sull’ora italiana ehhhh..:))))))))))))

    oggi si riparte..però la mousse ste la POTRESTI PURE FARE PER LA TUA CUGINETTA . COSI’.

  7. Una persona che ami muore soltanto quando smettiamo di pensarla…

    P.s.
    Piangere fa bene anche alla nostra età, un dono che non dovremmo sottovalutare.

  8. un abbraccio stretto stretto a tutti voi……………

  9. Oddiosanto: la morte.
    Ti abbraccio forte, Minnie, ed abbraccio i tuoi figli. Se ho capito quel che c’era da capire e non sono andata fuori binario, come spesso mi accade.

  10. forse è meglio una piccola legenda…stò parlando di mia zia, da me molto amata, morta anni fa, e di cui ieri hanno traslato i resti.

    ci sono delle zie alle quali si vuole un bene più, qualcosa di speciale, che ti lega per sempre. io e lei eravamo così.

    e questo legame è da sempre forte anche con suo figlio stefano..

    fosse morto il mio ex marito avrei dato un party, tbl :)))))

    grazie per gli abbracci…che paiono virtuali, ma non lo sono per niente.

  11. Si parlava di morte anche in una cena con amici che ho fatto sabato.
    Io ho espresso questo desiderio per me stessa – di essere ridotta in cenere, sparsa con uno starnuto dall’alto di una collina.
    Vorrei far ridere anche in quel momento.

    Confindo nella teoria del passaggio e della trasformazione, più che nella fine.
    Ti abbraccio forte.

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