il fascino del male assoluto : possiamo dire di esserne esenti?

Seguendo i pensieri miei e di D sul male in assoluto, quello dello stupro etnico, parola asettica che ci ha permesso di elaborare in qualche modo lo scempio dei cetnici sui corpi delle donne bosniache, mi chiedo, in questa mattina di pioggia e tempo lento, quale sia il fascino del male assoluto.

perchè dev’esserci un fascino, nel male assoluto. non possiamo pensare che siano tutti sempre malati di mente pronti ad esplodere come bombe ad orologeria : esiste nell’uomo, forse più nel maschio ma non è scontato, un limite passato il quale tutto diventa lecito, diventa droga, adrenalina pura, discesa nell’anima nera, dentro il quale vuoi rimanere con tutto te stesso.

penso a qualcosa di relativamente vicino, ai nazisti, agli americani in vietnam, al cile, all’argentina, alla jugoslavia…possiamo considerare un ragazzone dell’ idaho che sparava a neonati viet un malato mentale?..oppure il degrado della situazione, la paura totalizzante, ha fatto si che quel ragazzone potesse sparare ad un neonato viet pur sapendo di fare una cosa moralmente ingiustificabile?

possiamo pensare che far partorire una ragazza cilena in un carcere, prendere il suo bambino facendo finta che sia tuo, e buttarla in una discarica come un sacchetto della pattumiera, sia stato fatto solo da schizofrenici?..e le moglie schizofreniche pure loro?

non stiamo parlando di un caso, due casi, tre casi..ma di centinaia di casi, di migliaia di casi, se li sommiamo tutti. e non di persone culturalmente arretrate, non di società tribali, dove la tribù difende se stessa e quindi ammazza quelli fuori dalla cerchia.

e io, per non dire tu, voi, messi in quella condizione, saremmo stati migliori, avremmo saputo fermarci? o avremmo iniziato la nostra discesa personale nell’inferno della nostra anima godendo in ogni passo fatto per arrivarci?

dire di si è l’unica salvezza, è consolatorio .

la banalità del male, disse arendht.

forse è venuto il momento di leggere le benevole.

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16 risposte a “il fascino del male assoluto : possiamo dire di esserne esenti?

  1. è consolatorio pensare di essere migliori e che noi non lo avremmo fatto, e questo pensiero consolatorio è la base che permetterà che ciò accada ancora.
    soltanto ammettendo che in quel contesto, con quelle informazioni e con quello ruolo noi non ci saremmo comportati molto diversamente potremmo evitare di aprire la porta dell’inferno.
    Riflettiamo su “se questo è un uomo” di Levi.

  2. bel pensiero antonio..ammettere di non essere diversi, per poterlo essere.

  3. Non so se in quelle condizioni sarei stata diversa, Minnie.
    Diciamo che ringrazio il cielo per non essermici trovata.

  4. oppure anche no. ci sono state altrettante migliaia di persone che non ci sono state, che hanno detto no : quella è la vera forza morale, penso. dire di no alla tua parte nera, al fascino della perversione assoluta, perchè hai dentro qualcosa di meglio, qualcosa di più alto : il rispetto dell’altro in quanto essere umano.

    vorrei essere così.

  5. non so se avrei saputo capire, distinguere il grano dal loglio, quando tutto intorno preme in quelle direzione, ed è così facile, così approvata, così giusta.
    il male è banale, la bestia è easy

  6. (questo per dire… non penso sia questione di “dire di no alla tua parte nera, al fascino della perversione assoluta”…è riconoscere al male un fascino, e non ha fascino. mefistofele ha un fascino, ma è uin personaggio di fiaba. i ragionieri del massacro, di fascino non avevano punto. erano solo dei travet della Trapassati E Male Inc.)

  7. Non posso risponderti, non mi sono trovato in quelle condizioni di limite, anche se la mia parte buona avrebbe avuto comunque il sopravvento su quella cattiva.

    Sono così.

  8. anch’io non credo che riuscirei a fare del male in questo modo. a me stessa probabilmente sì. ma forse invece a chiudere gli occhi e negare anche a se stessi di vedere quello che si vede ci riuscirebbe la maggior parte di noi.
    e comunque sì, evidentemente la perversione ed il male hanno un fascino oscuro, non è possibile che si tratti sempre e solo di malati…..

  9. nella banalità del male si legge, di un tale, un sergente della Wermacht se ben ricordo, che rifiutò di adeguarsi e pagò per il proprio rifiuto.
    la Harendt vede quest’episodio storico come una speranza e tale è, in effetti.

    quanto agli altri, tutti quelli che si sono adeguati, non sono affatto malati di mente, ma persone del tutto “normali” che, sovente, hanno perseguito ed eseguito il male “per fare carriera”, per non rimanere esclusi.
    leggi Le benevole e pure Effetto lucifero di Philip Zimbardo, c’è da rimanere sconvolti.

  10. non posso dirlo con certezza.
    ma credo di poter affermare che se fossi caduta in quel baratro del male, avrei avuto dei grossi problemi a continuare a vivere. perché di tutto quello che io faccio, prima di tutto devo rispondere a me stessa. e mi è capitato di avere dei problemi per molto, moltissimo meno. credo che quel male mi si sarebbe rivoltato contro e che in qualche modo mi avrebbe annientato. almeno, me lo auguro.

  11. Mi sembra una domanda improponibile, così, a freddo.
    Hai citato delle efferatezze che non sono il frutto di volontà individuali, o comunque non solo. Sono il frutto di un capillare lavoro di stravolgimento della realtà, di lavaggio del cervello, di deresponsabilizzazione, di legalizzazione dei peggiori istinti.

    Ti faccio un esempio terra terra. Il pestaggio della Diaz, per quanto non sia stato neanche lontanamente un crimine di queste proporzioni, è tuttavia maturato tra agenti selezionati per le loro idee, opportunamente fomentati, opportunamente avvisati che sarebbero stati coperti dalle istituzioni, e reduci da una giornata in piazza, in condizioni che avrebbero messo a dura prova anche i più democratici tra di loro.

    Mutatis mutandis. Non sempre basta la riluttanza individuale, specie se potresti pagarla cara.

  12. difficile dire, anche se il coraggio non può essere l’ultima scelta della vita, c’è un coraggio a basso rischio che aiuta a dir di no anche nella vita normale. E’ vero che ci sono convincimenti di massa, che le teste e gli stomaci vengono indirizzati, ma tra il carnefice e il connivente c’è una differenza fondamentale: che il primo prova piacere nel male, il secondo è terrorizzato dal male che potrebbe abbattersi su di lui. La discesa agli inferi,prima di essere un fatto morale è una scelta di singoli e quando diventa collettiva solo la punizione riequilibra il mondo. Credo che molti di noi si sarebbero fermati prima.

  13. Il rispetto e il bene per gli altri ce li ho. Mi manca l’amore per me stessa.

  14. Dicono che sia impossibile, se non si ama se stessi. Invece posso garantire che lo è eccome.

  15. Possibile.

  16. non penso si possano commentare queste risposte. sono noi, sono come la pensiamo , e quindi come tali si prendono.

    ammettiamo di avere dentro un buco nero, enorme, davanti al quale speriamo di non trovarci mai, di non entrarci, di continuare a vivere la nostra vita con gli alti e bassi inevitabili, ma che non sono abissi.

    buonagiornata..stasera cena con i colleghi d’ufficio, anche simpatici, va.

    stamattina è cominciata con una sorpresa molto carina. e sarà una bella giornata.

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