post kollettivo : ognuno scriva la fine . non si vince nulla, avvisati e salvati

Ci siamo sempre detti scriviamo qualcosa insieme. E allora, facciamolo. Comincio una storia, finale aperto : ognuno è invitato a scrivere the end. Siate cortesi voi che passate di qui..provate a giocare con noi..in fondo scrivere è la malattia che ci accomuna.

Avvertenza : i personaggi di questa storiellina sono assolutamente inventati, non cercate somiglianze con chissà chi, il fatto che vi ricordi qualcuno magari è vero, perché ho messo dentro un pezzetto di tutti voi , ma è un patchwork.

 

Di mestiere, lui, faceva il cowboy. Di solito cavalcava nei canyon dei suoi pensieri solitari, ogni tanto per le strade normali. Per mangiare cuciva ferite con aghi e filo senza anestesia, perché un cowboy è un cowboy. Lei viveva appesa ai fili della biancheria, sempre un po’ in bilico. Per campare vendeva cerottini salvelox che messi sopra le ferite cicatrizzavano senza ulteriori sbocchi di sangue.

S’incontrarono ad un convegno sui diversi modi di guarire sbrechi del cuore, e , ovviamente, litigarono subito. Ci fosse stato un passo di danza che potessero ballare insieme quei due non ci è dato sapere, ma forse lo trovarono, perché ogni tanto li si vedeva discutere agl’angoli delle strade con un cuore in mano da riparare : lui con gl’aghi, lei con i cerotti.

 

Qui se volete potete entrare nella storia e metterci qualcosa di vostro, quello che vorreste facessero i due .

 

Lei  dall’alto dei fili della biancheria lo vedeva aggirarsi nelle strade della città, rendini basse, bere a canna, parlare alla luna da solo, alzare gl’occhi per accertarsi che lei fosse la, allungare la mano e dargliela.

Una mattina , sai quelle belle mattine in cui il sole c’è, gl’uccellini cantano, la bella lavanderia lava i fazzoletti, Biancaneve spolvera con i passerotti, i tre porcellini pigliano per il culo il lupo, ecco in una mattina così, lei si sporse dalle mollette e non lo vide.

Sparito.

 

Adesso tocca a voi. Scrivete il finale.

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19 risposte a “post kollettivo : ognuno scriva la fine . non si vince nulla, avvisati e salvati

  1. S’incontrarono ad un convegno sui diversi modi di guarire sbrechi del cuore, e , ovviamente, litigarono subito. Ci fosse stato un passo di danza che potessero ballare insieme quei due non ci è dato sapere, ma forse lo trovarono, perché ogni tanto li si vedeva discutere agl’angoli delle strade con un cuore in mano da riparare : lui con gl’aghi, lei con i cerotti…

    … ma, in fin dei conti, non è che volessero proprio riparare quei cuori. preferivano portarseli dietro un pò scassati e doloranti. ogni tanto si lamentavano, soprattutto quando erano insieme infilati sotto le coperte, “mi fa male qui” diceva lei “senti questi muscoli come sono contratti” e, allora, lui la massaggiava piano, affondando le dita nella carne calda.
    poi toccava a lui ed era lei a curarlo con gentilezza paziente.
    si facevano, allora, un amore semi-scatenato perchè c’erano quei cuori malati ad impedire uno scatenamento totale degli elementi.
    però il temporale era bello ugualmente.
    ognuno dei due aveva le sue vocine che parlavano dentro e l’altro non poteva sentirle, a meno di non usare uno stetoscopio intramuscolare, benchè non sempre avessero voglia di sentire quelle vocine parlare.
    quando erano uniti le vocine tacevano e i cuori sembravano, quasi, messi a posto.
    tanto bastava…

  2. poesia, d. la tua..come sempre.

  3. Una mattina , sai quelle belle mattine in cui il sole c’è, gl’uccellini cantano, la bella lavanderia lava i fazzoletti, Biancaneve spolvera con i passerotti, i tre porcellini pigliano per il culo il lupo, ecco in una mattina così, lei si sporse dalle mollette e non lo vide.

    Sparito…

    … -Che strano!-disse la ragazza avanzando cautamente.- Che porta pesante!-Così dicendo la toccò, e si chiuse improvvisamente, con un tonfo.

    -Mio Dio!-disse l’uomo.- Mi sembra che all’interno sia priva di serratura. Ci ha chiusi dentro tutti e due!

    – Tutti e due no . Uno solo- disse la ragazza.

    Passò attraverso la porta e scomparve.

    in “Racconti brevi e straordinari” di Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares

    mi sembrava stesse bene, qui.
    scusandomi per l’irriverente accostamento.
    😉
    non

  4. …ecco in una mattina così, lei si sporse dalle mollette e non lo vide.
    Sparito.

    Ad un tratto, le parve di sentire il proprio cuore accelerare con una insolita frequenza, lo stomaco risalire fino a bloccarle il respiro e negli occhi sberluccichíi come tante stelline abbaglianti.
    Pensó potesse essere un infarto, cosí prese i suoi cerottini, scoprí il proprio cuore e si apprestó a porvi rimedio. Ma…ma…il suo cuore non era piú il suo. Il suo cuore era splendente come le stelline, veloce e ritmico come quella nuova frequenza adrenalinica, da mozzare il fiato come sembrava stesse facendo lo stomaco. E non sanguinava affatto.
    Sentí una voce profonda e causticamente si disse: beh, sapevo che prima o poi le mollette mi avrebbero sganciato…ed invece quella voce era quella del cowboy, che poté vedere nella sua immagine riflessa nello specchio e il cui cuore – perfettamente mescolato al suo – ne componeva uno solo perfettamente sincrono.

    Lei prese con la mano sinistra ad attaccare tutti i suoi cerottini attorno a sé, mentre lui cuciva con la destra finendo in fretta ogni scorta di bobine…come se servisse a tenerli insieme…

  5. perché ogni tanto li si vedeva discutere agl’angoli delle strade con un cuore in mano da riparare : lui con gl’aghi, lei con i cerotti………..
    una mattina, era un giorno di nebbia, calò all’improvviso su di loro uno strano personaggio, metà uomo e metà uccello, afferrò il cuore dolente che tenevano in mano, e se lo portò via. spaventati guardarono in su, e videro che il rapace si allontanava. Lo stesso, pochi giorni dopo. il lunedì successivo, il cow boy ricevette una lettera, nella quale il ladro di cuori raccontava la sua teoria: senza cuore si vive meglio, specialmente quando questo organo superfluo e ribelle si è già un po’ rovinato, e porta tagli, cicatrici, segni del tempo e di batticuori che non vogliono saperne di sparire….incuriositi, il cow boy e la ragazza provarono, e videro che era vero. finalmente si poteva essere solo amici, e condividere un po’ il letto per poi andare subito a strigliare il cavallo e a lavorare ai ferri senza pensieri, ed essere amici di molti senza che soffrisse nessuno….

    lei si sporse dalle mollette e non lo vide.

    Sparito. …
    vabbè, disse, è partito per una nuova avventura… finì di vestirsi, si pettinò con cura, prese un libro e si avviò verso il parco. lesse, dette da mangiare agli uccellini le briciole del suo panino con la porchetta, si crogiolò al sole primaverile, si stiracchiò e si disse: che magnifica giornata!

  6. sparito..

    lei si dondolò un pò su quei fili, lasciando che il giorno diventasse notte e poi dinuovo giorno e poi dinuovo notte.lasciò che il vento le portasse il respiro lungo della vita, e imparò un bel pò di cose sugl’esseri umani

    lui andò ad ubriacarsi in taverne buie e fumose, si perse dietro a sciantose e ballerine con il tutù, aspettò che il giorno diventasse notte, e poi dinuovo giorno, e poi dinuovo notte.

    quando tornò la trovò intenta a cucire cuori con aghi e fili da pesca, sorridendo, aprì un banchetto lì accanto e cominciò a vendere cerottini salvelox.

  7. e dietro una tendina di stelle…

  8. …se la chiavó (lo scrivo io che chi va all’osto perde il posto).

  9. ..perchè il cowboy e la signora appesa per le mollette non avevano tutto sto tempo da perdere..e sulla scatola dei cerottini scrissero torno subito

  10. ecco in una mattina così, lei si sporse dalle mollette e non lo vide.
    Sparito.

    Sì, perché, vedete, avoglia a essere un rude indipendente e virile cowboy che sa sempre come rabberciare i cuori altrui con ago da lana e filo impeciato, e cauterizza ciò che resta con whisky di ortiche e polvere da sparo… niente l’aveva preparato al trauma di veder toccato il proprio rude e indipendente e virile cuore di cowboy, e quando aveva cominciato a sentir qualcosa che gli ci agucchiava, aveva dato di sprone al cavallo ed era fuggito a gran velocità in modo assai simile ad un altro abitante del Reame della Novelle Narrative, tale Bugs Bunny.
    E senza nemmeno chiedersi prima, che succede amico?
    E corse e corse e corse finché il cavallo spossato mise in fallo uno zoccolo e sproing! il cowboy fece un volo tale da cadere fuori dal Reame della Novelle Narrative, rotolando nel Principato delle Chiacchiere Catodiche, e si ruppe pure una gamba nell’atterraggio.
    Ora lì si guadagna da vivere nel ruolo del rude indipendente e virile dottore della casa, e ogni tanto vagheggia tra sé Ah! Se almeno fossi cascato nella Libera Repubblica delle Nuvole Inchiostrose! Avrei potuto essere un povero cowboy solitario tanto tanto lontano da casa e dare la caccia ai Dalton – o un trapper avventuroso dal lungo fucile e dal cuore saggio – o un cauboi sgangherato, almeno, vivaddio!, in una prateria aspra di lische e mezzi salami e con una tossicodipendenza da camomilla, e almeno mi avrebbero lasciato tenere il cavallo!
    Quando lo vedete stordirsi d’oppiacei, non crediate alla finzione narrativa che vuole sia per il dolore alla gamba offesa… il fatto è, vedete, che sa che il problema non è dove sta – ma come.
    E lei?
    Oh, lei.
    Dopo qualche tempo, abbracciò corpo e beni la specializzazione che era stata del cowboy.
    Cuore sbragato? Arteria scucita? Extrasistole a tempo di blues? Nessun problema, zac zac zac, quattro gugliate senza anestesia, e a casa. A quelli che dopo qualche tempo timidamente si recavano da lei a reclamare, Guardi qua che roba dottoressa, è rimasta una cicatrice come un’autostrada, è tutto un buco, sprizza coma la fontana di Trevi, tutte le volte che cambia il tempo non le dico il male! lei faceva spallucce, e gli gridava dietro Ah ma devi ritenerti fortunato che batta ancora caro mio, devi ritenerti fortunato di non stare sotto due metri!
    E tutti andavano via molto soddisfatti in base al diffuso equivoco per cui più sei carogna, più sai il fatto tuo.
    Ha un conto bancario a dodici zeri e il cuore in un caveau a Lugano.

    Ah, dite che le fiabe non devono andare così? La vita invece tutto ok, vero?

  11. grande any…tu sei veramente unica, adorabile, divertente, speciale.

    così.

  12. Ecco in una mattina così, lei si sporse dalle mollette e non lo vide.
    Sparito.

    Aspettò per un tempo che le parve ragionevole, poi si allontanò verso il luogo dove lui era solito trattenersi a bere qualcosa con alcuni amici.
    Mentre camminava iniziò a vedere per strada tanti cerottini usati: proprio quelli che vendeva lei, anzi che applicava personalmente sulle ferite dei cuori.
    Ne trovava sempre di più, e la cosa iniziò a darle pensiero. Si accorse che la gente, per strada, la guardava male: erano proprio le persone che aveva curato.
    Svoltò oltre la chiesa, camminò ancora per una ventina di metri, svoltò a destra e lo vide, fermo a parlare con alcune di quelle persone molto contrariate.
    Intimorita, non osava avvicinarsi, ma lui la invitò, rassicurandola sulle intenzioni dei pazienti spazientiti.
    Dal giorno dopo prese ad uscire presto, di mattina. Con lui, e con ago e filo.

  13. bisognerebbe farlo più spesso..inventarsi una traccia lieve e scrivere qualcosa tutti insieme..i nostri finali, o intermezzi, sono tutti diversi, sono come i triangoli, i quadrati, i cerchi, i rombi di una grande coperta patchwork..grazie per aver giocato con me..anche a quelli che lasceranno ancora un loro finale, per far diventare ancora più grande il nostro girotondo.

    cristina

  14. Sparito.

    Lui si era perso in mezzo alla folla, e lei allungava lo sguardo a cercarlo in lontananza.

    Fu così, che mancando di colpo l’oggetto dei loro sguardi, si accorsero di tutto un mondo che girava e li sfiorava.
    Che non c’erano solo cuori malandati, ma teste, pance, muscoli e sessi e ricordi e sogni, tutti insieme, che li circondavano.
    Lei scese in strada e camminò, e camminava anche lui cercandola, e quando si ritrovarono tutto era diventato più complicato in questa moltitudine, ma ritrovarsi sembrò loro un sollievo stranamente naturale, una intesa ritrovata su un terreno completamente nuovo.

    Ebbero allora l’impressione che i cuori, fatti oggetto di tanta attenzione, si fossero vagamente montati la testa. Che per loro, ma anche per le teste e le pance e tutto il resto, bastasse in fondo solo una carezza.

    Di quelle fatte bene, però.

  15. mIaO topolina, troppo stanco gattogino per pensare qualcosa di felinamente intelligente. Va a cuccia e ricambia il passaggio, troppo stanco anche per andare a caccia.

  16. Dal libro dei Baci Perugina col Caffe’, pagina odierna.
    “Nelle donne ogni cosa e’ cuore, anche la testa” (J.P.Richter)
    Boh.

  17. ehhhssssiii..robbbè…nelle donne tutto è cuore sul serio..

  18. cercasi cardiochirurgo anche inesperto per urgente intervento di espianto cardiaco, astenersi perditempo….

  19. e inventiamoci un’altra storiella animuccia…che i due i cuori li riparavano..ci serve un tenebroso vampiro che rubi il cuore di una fanciulla ignara, e un cardiochirurgo che vada alla ricerca del cor perduto :))))))

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