dov’erano le radici cristiane dell’europa quando ne gasavano sei milioni?

abbiamo il dovere di non dimenticarli.

abbiamo il dovere di non dimenticare che la generazione dei nostri nonni è stata vittima carnefice ribelle e consenziente

abbiamo il dovere di raccontarlo ai nostri figli e non di dire è passato.

abbiamo il dovere di farlo perchè esiste sempre una parte di oscuro e osceno nel cuore dell’uomo

abbiamo il dovere di farlo per non ammazzarli un’altra volta.

abbiamo il dovere di ricordare che erano cittadini italiani, tedeschi, francesi, belgi, polacchi, erano medici, avvocati, giudici, operai, elettricisti, farmacisti, docenti, avevano letto tolstoj, proust, dante, boccaccio, leopardi, milton.

abbiamo il dovere di ricordare che erano bambini e bambine.

abbiamo il dovere di indignarci quando qualcuno disegna svastiche

abbiamo il dovere di non pensare di avere un dio migliore .

abbiamo il dovere di ricordarci di sei milioni di morti.

il dovere di guardare per non dimenticarli

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11 risposte a “dov’erano le radici cristiane dell’europa quando ne gasavano sei milioni?

  1. Orchidea Selvaggia

    Abbiamo il dovere di ricordare che erano handicapppati, zingari (sic), omosessuali, comunisti, liberali, democratici, soldati ex 8 settembre…
    “Non ho più avuto una vita normale. Non ho mai potuto dire che tutto andasse bene e andare a ballare, a divertirmi in allegria… Tutto mi riporta la campo. Qualunque cosa veda, qualunque cosa faccia, il mio spirito torna sempre nello stesso posto. E’ come se il “lavoro” che ho dovuto fare laggiù non sia mai uscito dalla mia testa….
    Non si esce mai, per davvero, dal Crematorio.”

    Shlomo Venezia, ebreo di Salonicco, nazionalità italiana, uno dei pochi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz squadra speciale selezionata tra i deportati con l’incarico di far funzionare la spietata macchina di sterminio nazista. Gli uomini del Sonderkommando accompagnavano i gruppi di prigionieri alle camere a gas, li aiutavano a svestirsi, tagliavano i capelli ai cadaveri, estraevano i denti d’oro, recuperavano oggetti e indumenti negli spogliatoi, ma soprattutto si occupavano di trasportare nei forni i corpi delle vittime.
    Come si vede nel suo libro, Sonderkommando, Shlomo era un bellissimo ragazzo, aveva 20 anni quando si trovò all’inferno…
    Scusa Missminnie il mio intervento un pò lungo, ma studio la Shoah da quando avevo 13 anni ed è un argomento di tenebra che non mi da pace e che secondo me nonostante le aberrazioni in altri luoghi e tempi non ha avuto uguali.
    Orchidea Selvaggia

  2. Abbiamo il dovere di indignarci profondamente se un vescovo spara stronzate (scusa), e se i filopalestinesi nostrani bruciano le bandiere di Israele.
    OT. Dov’è D.? Ha cancellato il blog??

  3. ciao o.s….stamattina ci pensavo di non aver ricordato anche chi ebreo non era e condivise la stessa fine. grazie per averlo fatto tu.

    d’accordo con te tbl..questo papa è veramente oscurantista, opprimente, quanto di peggio poteva capitare alla chiesa cattolica. penso a quanto bene avrebbe pouto fare martini.

    d ha chiuso il blog per bisogno di respirare un pochino..alle volte si ha bisogno di aria diversa.
    ma noi rimaniamo nel cuore e nei pensieri anche se si sta senza scrivere…

    ti abbraccio d….

  4. eccomi qua, cristina.

    fra natale e capodanno sono andata al cinema con mia figlia. è una cosa che facciamo raramente, insieme, con suo e mio dispiacere. va più spesso al cinema con suo padre.
    ma sai com’è le madri hanno altre incombenze e di tempo per attività che esulino dal quotidiano accudimento ne resta poco.
    siamo andate a vedere Il bambino con il pigiama a righe, scelta per la quale sono stata duramente criticata, benchè io non me ne sia pentita.
    Così abbiamo visto questa storia, assai improbabile in verità, di amicizia e d’amore fra due bambini che si trovano a vivere dai lati opposti del filo spinato del campo di concentramento, eppure sono amici, fino alle estreme conseguenze.
    Quando il film è finito lei mi ha detto: mamma non avevo mai visto un film che finiva così male.
    Forse pretendo troppo da lei, ma credo che sia necessario trasmettere al nostro dna che vivrà nel futuro la memoria del male assoluto , perchè è l’unica possibile garanzia per preservarcene.
    Credo fermamente che anche in quei momenti così bui della storia umana vi siano state delle luci, come ho già scritto da bislacca.
    E quelle luci sono la nostra speranza e la nostra forza.
    Quelle luci ci aiuteranno a combattere, con la forza degli ideali come ha detto Obama, il nuovo oscurantismo di un fondamentalismo cattolico incomprensibile e deviato.

  5. LETTERA ALLA MADRE
    frammento

    […] Fili elettrici, alti e doppi,
    non ti lasceranno mai più rivedere tua figlia, Mamma.
    Non credere alle mie lettere censurate,
    ben diversa è la verità; ma non piangere, Mamma.

    E se vuoi seguire le tracce di tua figlia
    non chiedere a nessuno, non bussare a nessuna porta:
    cerca le ceneri nei campi di Auschwitz,
    le troverai lì. Ma non piangere — qui c’è già troppa amarezza.

    E se vuoi scoprire le tracce di tua figlia
    cerca le ceneri nei campi di Birkenau:
    saranno lì — Cerca, cerca le ceneri
    nei campi di Auschwitz, nei boschi di Birkenau.

    Cerca le ceneri, Mamma — io sarò lì!

    Monika Dombke, Birkenau, 1943

  6. grazie.

  7. giusto. che altro aggiungere. e mai titolo di post fu più appropriato….

  8. Ed il peggio potrebbe ancora essere di là da venire.
    Fare l’abitudine anche agli orrori, che forse sulla strada ci siamo già.

  9. ciao rob..ti ho recuperato dagli spam..:))))

    stamattina ci sono 3 gradi sottozero, con un sole shining che non scalda.

    ma basta un respiro e la primavera arriva…

  10. Anche io ho visto il bambino con il pigiama a righe con mia figlia, per befana mi sembra.
    Me l’avava chiesto lei e nonostante sia rimasta male, abituata come sono adesso i ragazzini alle storie melense sempre a lieto fine , le è piaciuto.
    La storia èvero, è un pò improbabile vista con gli ochi di un adulto, ma secondo me è un linguaggio adatto e semplice per arrivare al cuore dei bambini e raccontare una realtà che loro non sanno, con parole loro e con immagini comprensibili.
    Due amici che giocano colpiscono molto l’imaginaio infantile perchè magari si possono riconoscere.
    Lo dovrebbero far vedere nelle scuole.

  11. e invece a scuola nemmeno + il diario di anna frank le fanno leggere ( almeno qui)

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