sono stata una donna spietata. per poter diventare una donna d’amore.

Chi mi conosce bene può evitare di leggere questo post.

 

Perché ci sono delle cose di me che conosce benissimo.

 

Chi non mi conosce può prendersi tre minuti e leggerlo.

 

Non perché io sia una maestrina.

 

Sono solo stata una donna perseguitata da un uomo malato.

 

Che credeva, nel suo delirio d’amore, che io fossi indispensabile alla sua vita.

 

Due anni.

 

Il padre delle mie figlie.

 

Ora il padre delle tue figlie è un uomo importante nell’economia della vita di una donna.

 

Non è un uomo con cui vai a letto, a cinema, a teatro, e a cena.

 

Hai un progetto di vita che ti sopravviverà eternamente, se le nostre figlie avranno figli e i loro figli altri figli.

 

Quest’uomo mi ha perseguitato per due anni.

 

Telefonato a tutte le ore del giorno e della notte, aspettato sotto casa, rubato tabulati telecom corrompendo ragazzini della tim, telefonato a uomini con cui io uscivo .

 

Si faceva trovare sotto casa mia piangendo, implorando, strisciando, minacciando.

 

M a l a t o.

 

Avevo due strade davanti :

 

 il pietismo, quindi accettare il ricatto morale accettare tutto e tornare con lui , uccidendo me stessa.

 

Uccidere lui.

 

Per salvare me e le mie bambine.

 

La legge un pochino aiuta, pochino.

 

Con le denunce.

 

L’ho anche accompagnato da un analista ma non è servito a niente.

 

E’ stato condannato a otto mesi senza la condizionale.

 

Non mi ha mai pagato una lira di alimenti convinto di prendermi per fame.

 

Avrei potuto inscenare il teatrino io vittima tu carnefice. E viceversa.

 

Quello per cui il malato , capendo che l’unico modo che ha per tenere l’altro, è diventare una vittima si immerge nella sua follia e crea il teatrino del mi ammazzo-ti-ammazzo-ti-porterò-via-tutto-ruberò-le-bambine-vi-ammazzerò.

 

E diventa carnefice.

 

Sono diventata una donna spietata.

 

Per due anni.

 

Una donna che lottava per la sua vita e quella delle sue figlie.

 

Che aveva paura a tornare a casa la sera, che aveva paura di fermarsi ai semafori, che venivo allontanata dagli uomini che incontravo perché impauriti.

 

Gl’avessi permesso di infilare un piede nella mia stanchezza, nelle mie lacrime solitarie, nella mia paura , mi avrebbe ucciso dentro.

 

Gl’avessi permesso di impedirmi di avere storie anche piccolissime con qualcuno mi avrebbe ucciso dentro.

 

Non ha portato via la mia tenerezza, il mio sorriso, la mia voglia di vivere bene, la mia capacità di amare.

 

Sono stata una donna spietata.

 

Si.

 

Per poter essere una donna piena d’amore.

 

 

 

 

 

 

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9 risposte a “sono stata una donna spietata. per poter diventare una donna d’amore.

  1. io passo, leggo tutto, non sempre commento, ti abbraccio e ti auguro buona settimana, e so che sarà buona…..:)

  2. si animuccia..sarà una bella settimana.

  3. anche chi ti conosce farebbe bene a leggere, per ricordare quello che una donna forte può fare

  4. io ti conosco deliziosa minnie ma leggere le tue parole, un lunedì mattina qualunque, casualmente mentre sto lavorando ad un progetto sulla violenza domestica…ecco…mi fa uscire un attimo dalla statistiche e mi fa ricordare che dietro ad ogni numero c’è un po’ di quella stanchezza. Un abbraccio di stelline 🙂

  5. questo post è dedicato ad una persona in particolare.

    e a me per non dimenticare.

    e a voi che mi possiate coccolare :)))

  6. Io, anche se ti ho incontrata, posso dire serenamente di non conoscerti.
    Però ho visto il tuo sguardo, quando parlavi di alcune cose. Bagliori e anche alcuni tratti di buio totale.

    E poi, diciamolo, c’è chi porta l’armatura con una certa eleganza!
    😉

  7. La tua guerra era amore. Per te, le tue bambine.

    Anche io ho difeso la mia bimba. L’ho protetta. Come te, la sera tornavo a casa dalla guerra, e le portavo a casa un sorriso e un bacio.
    Ho fatto un sacco di cazzate in vita mia, giuro un sacco. ma quello che ho fatto per lei e l’amore che le porto, forse, mi riscatteranno di tutto il resto. Ti bacio

  8. grazie. siete donne speciali.

  9. testa bislacca

    Mi hai riportato alla mente vecchie storie. Di soprusi, minacce, cattiverie gratuite, attentati alla mia già scarsissima autostima.
    Il padre di mio figlio forse non era malvagio, ma di certo parecchio disturbato. Per tante e tante notti ho avuto solo un pensiero fisso: buttarmi giù dal balcone. Poi, invece, sono andata da un avvocato.
    Vedi, Minnie, ti ammiro infinitamente perchè sei tornata a sorridere. Io non ci riesco più. Non come, forse, meriterei.
    Un bacio.

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