she saw an angel

Ho voluto che passasse un giorno e una notte. E ogni tanto c’ho pensato.

 

Ad una donna che non conosco , solo una foto sbiadita.

 

 Vive a Verona, città che ho visto due volte tanti tanti anni fa.

 

 Niente mi lega a lei.

 

Se non il fatto di essere madre.

 

Questa donna ha affogato il suo bambino di un mese.

 

In preda alla depressione devastante aveva paura morisse.

 

Di fame.

 

Perché lei non aveva latte e lo nutriva con quello artificiale.

 

E quindi pensava di essere una cattiva madre.

 

Perché se allatti tu sei brava sei usi il biberon sei cattiva, sei inadeguata

 

Saiquellacosabellissimacheproviquandoilbambinosiattaccaalsenoetiguarda

 

In realtà avrà avuto altri demoni, altra follia.

 

Ha aspettato che la bimba grande andasse a scuola, il marito a lavorare.

 

Guardiamola : apre l’ acqua, aspetta che riempia la vaschetta con la paperella, chissà se ha

 

messo il  bagnoschiuma fissan , spoglia Mattia, la sua mente scende nel buio totale, non esiste

 

il mondo, non esistono rumori, non esiste più nulla se non la salvezza per un bambino per sta

 

morendo di fame.

 

Quando immergi un neonato nella vasca passi un braccio attorno al suo fragile collo in modo che

 

diventi un cuscino e la mano sotto l’ascella : lui si distende e tu lo lavi con il braccio e la mano

 

libera.

 

Lei a quel punto avrà tolto il braccio : Mattia sarà scivolato, gli sarà sembrato di essere di nuovo

 

nella pancia della sua mamma a bere il liquido amniotico.

 

Mattia muore.

 

Il papà torna a casa, lei dice che lo doveva fare.

 

L’hanno arrestata.

Lei non sa in quale mondo stia vivendo.

 

Pensa solo che Mattia è salvo.

 

Pietas.

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4 risposte a “she saw an angel

  1. testa bislacca

    Quando nacque Riccardo ebbi latte solo per una ventina di giorni, poi dovetti passare all’alimentazione artificiale. Anch’io ho pianto perchè mi sentivo una madre a metà. E in passato ho anche sofferto di depressione. Ringrazio il cielo di non aver mai perso la testa. mai.

  2. ringraziamo, tbl, di aver avuto ALMENO qualche botta di culo…NON TANTE..quelle giuste.

  3. Per tutte quelle che dall’oggi al domani si sono trovate sepolte in casa, aiuto zero da ogni parte o contratti di lavoro magicamente scaduti
    Per tutte quelle che pensavano ti voglio bene ma pure ti odio piccolo rompicoglioni e non sono mai state condotte a prendere atto che è un pensiero umano e normale
    Per tutte quelle che sono circondate di stronze seccaminchia invasate e illuminate dall’alto che loro sì, loro sono perfette, il napisan il bollitore la tutina di clayeux il tuo smoccia da dicembre e il loro mai un raffreddore e la baby sitter no mai, ma sei pazza?
    Per tutte quelle che quando la stronza seccaminchia invasata di turno dice “Saiquellacosabellissimacheproviquandoilbambinosiattaccaalsenoetiguarda” non sono abbastanza ssssceme da assumere un’aria assorta e rispondere “ahh… le ragadi!”

    Per tutte quelle che secondo voi è perfettamente lasciare sole come cani, stronzi/e maledetti/e, per poi crogiolarvi nella vostra superiorità, nella vostra sprezzante benevolenza, nel latte del vostro sedicente incorrotto amore genitoriale

    Ricordatevi che non è solo un’adulta che sbattete all’inferno, ma anche su un bambino

    E dunque all’inferno andrete pure voi

  4. any hai detto parole bellissime. per tutte le donne lasciate sole, anche se accanto qualcuno avevano ma che non capiva. non voleva vedere la follia, perchè è devastante pensare a una donna che non vuole il suo bambino.
    anni fa, proprio a ridosso di cogne, ci fu, nella stessa vallata, un’altra poveretta che mise la bambina di un paio di mesi dentro la lavatrice.
    con una tutina rossa, e la guardò girare insieme alle lenzuola bianche.

    l’inferno any che sia in terra : che dopo non ci frega più.

    ti abbraccio, marmottina supplì.

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