di cosa parliamo quando parliamo d’amore . che l’ha già detto carver e adesso pure missminnie. ecco.

Non mi hai convinto. Non penso che il verbo appartenere c’entri con il verbo amare.

 

Proprio per niente.  Mi fa quasi ridere, dovessi dirti. Mi sa di una ragazza alla barbara cartland  o a liala, ma già liala è trasgressiva.

 

E neanche sono convinta che io e te ci possiamo mettere sotto la voce fatti una scopata ma non t’illudere che sia amore.

 

Funzionasse il binomio appartenere-amore mi potrei pure convertire : un paio di avemarie e due salveregina valgono il paradiso, ma da quello che nel mio piccolo sento e vedo mica funziona tanto.

 

Perché poi te lo devi anche cercare qualcuno che abbia tutta sta gran voglia che tu gl’appartenga : che è pure una  rottura di balle, secondo me.

 

Ti devi preoccupare se qualcuno ti appartiene : che stia bene, che si senta sempre amatococcolatoviziatocompreso, che i suoi bisogni siano soddisfatti : se no inizia la litania del ma-tu-non-pensi-a-me-tu-non-mi-ami-abbastanza-tu-tu-tu-tu-non capisci-tu-tu-tu-non sei abbastanza .

 

Se dovessi fare un elenco di verbi che infilerei sotto la colonna del verbo amare comincerei con to be free, condivisione, rispetto, indipendenza, sentirsi adeguati, desiderare, fareallamore sul serio e non per finta, onestà intellettuale, cose così, insomma.

 

Che sono di gran lunga più impegnative, importanti, coinvolgenti dell’appartenere.

 

E non è che questa cosa la pensi ora, che sono una signora d’antan ragazza madre zitella, manco in grado di aver trovato uno che mi sposasse con l’abito bianco J

 

L’ho sempre pensato e forse questo è il motivo per cui non vengo presa in seria considerazione da chi cerca una storia d’ammore grandegrande come il mondo.

 

Perché una a cui non gliene importanta niente di appartenere non è una che ti dà tutta sta soddisfazione : si sentirà sempre una battitrice libera,  una a cui puoi dire ma-tu-ce-fai-.anche-senza-di-me  senza che la suddetta tramortisca e abbia almeno la decedenza di urlare-piangere-svenire in pubblico : che sono quelle piccole cose che ti fanno sentire dio, ammettilo.

 

 

Quanto al fatto che esista una riserva indiana per tipi che la pensano così ti confermo che esiste : mi sembra carino farci entrare anche le marmottine supplì , che mi piacciono tanto,molto più delle leoparde che vanno in giro travestiste da  fanciulline –mi-sono-appena-rifatta-la-verginità : di quelle che si attaccano alla giugulare e ti ciucciano il sangue.

 

Questo volevo dirti.

 

Lo so che non sarete tanto d’accordo : sempre pronta a cambiare idea (non sulle leoparde, però)

 

 

 

 

 

 

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11 risposte a “di cosa parliamo quando parliamo d’amore . che l’ha già detto carver e adesso pure missminnie. ecco.

  1. testa bislacca

    Mi hai fatto sorridere. Se associamo al verbo “appartenere” il concetto di possesso, allora non va davvero. E te lo dice una che, di suo, sarebbe gelosa e possessiva, ma solo perchè profondamente insicura e dotata di poca autostima. Perchè parte tutto da lì, Cristina: autostima, sicurezza e amore per se stessi.
    Quindi la tua diquisizione non fa una grinza.

  2. la cosa buffa tbl è che io non mi considero quel grande che di donna..però..però devo aver preso certe cose da mia madre (che per anni ho pure combattuto per non ammettere), e lei è una che di autostima potrebbe aprire un banchetto e venderla a quintali…come le patate.

    essssarà quello, tbl..o forse la fifa, tbl. la fifa che qualcuno t’incastri e ti dica emmmmò bella prova un po’ a toglierti da questo inghippo.

    e non riuscire a farlo.

    sarà quel che sarà. sono fatta così, ed è assolutamente vero che non vengo presa in considerazione per le storie di una vita.

    che una come me giri l’angolo e non la trovi più..l’hai avuta sotto gl’occhi per 15 anni e poi in una notte sparisce.

    allora meglio quelle che vogliono appartenere.

    bacibaci..che torna viola dagli scout, e io ho fatto passaggio veloce qui :))

  3. testa bislacca

    Io non prendo in considerazione per una vita, e un bel giorno sono sparita anch’io, dopo dieci anni.
    Siamo complicate, in realtà: vorremmo appartenere e non ne siamo capaci, anzi aborriamo la sola idea di ciò.
    Baci a te e alle tue figlie. 🙂

  4. sarebbe bello se apparteneza facesse rima con libertà condivisione, camminare a fianco senza calpestarsi…perchè appartenere è un bisogno innato dell’essere umano, ma dovrebbe essere una apparteneza ” sana”
    E invece io come Testa bislacca sono possessiva perchè insicura…ma anche uno spirito libero e indomito…per questo pure io mi ritrovo sola??

    Buona pasquetta a te e alle tue ” bimbe” …..che belle le nosre famiglie di tutte donne….quanta forza in noi…

  5. Uh, la Forza scorre potente da queste parti.

    Da maschietto direi: non mi sembra che l’idea di “appartenenza” (sto parlando del significato di coppia, naturalmente) sia particolarmente maschile – mi pare assolutamente trasversale.

    Da libertario convinto direi: è un’idea che non mi piace, e alla quale poi ognuno di fatto dà il significato che preferisce, o che più gli fa comodo. Per lo più, ma questo lo ha già detto qualcun altro, il comune denominatore di tutte queste interpretazioni è il tentativo di cercare sicurezze. Umano ma irrealistico.

    Però: tra “appartenere” e scomparire da un giorno all’altro ci sarebbe mica una via di mezzo…?

  6. Se avessimo sempre i giusti equilibri interiori sarebbe tutto più semplice…

    Rispondendoti al mio post, anch’io sono felice di potermi incazzare con mia figlia

  7. che la forza sia con te , rob :))….le vie di mezzo esistono, sempre. E’ che però quando una decisione la devi prendere non è che ti puoi baloccare tra i passi avanti indietro i ni e i ma..che fai più danni che altro.
    la prendi e via.
    e poi , sempre che tu ne sia convinto, mantieni la posizione.
    qualunque cosa succeda.
    appartenere dà sicurezza, sia a chi appartiene sia a chi fa l’appartenetore.
    il problema è quando il secondo si scoccia o il prima dice adesso basta : si rompono equilibri e si aprono fronti inimmaginabili.
    comunque rob noi apparteniamo alla riserva indiana : la maggior parte delle persone desidera spassionatamente appartenere a qualcuno.
    anche alla nostra tenera età.

    ciao marco…sarebbe più facile, si. almeno tentiamoci.

  8. L’appartenere ha molti vantaggi, anzitutto de-responsabilizza, lascia fare all’amore, che ha regole forti, ed è un indice sicuro della sua esistenza nella maggioranza dei casi. Appartenere è essere oggetto di cura e di rispetto e se la cosa è ricambiata si capisce che il resto del mondo viene un pochino sotto. Ma appartenere è autolimitazione della propria libertà e di quella dell’altro. Credo che sia davvero difficile amare ed evitare che si abbiano pretese sull’altro. Esiste tutta la gamma dei sentimenti a disposizione, compreso l’amore sublimato, dove la crescita e la felicità dell’altro è quanto più si desidera, perchè incasellarsi in qualcosa che non sentiamo. Io credo che quando si investiga troppo sull’amore si razionalizza qualcosa che di razionale ha poco ed in fondo è tempo perso parlarne astrattamente in quanto ciascuno parla sempre d’altro e più esattamente dei propri bisogni, desideri, pulsioni cercando argomenti che li trasformino in qualcosa che magari non sono. Detto questo, Any si sarà già incazzata ed è l’unica cosa che mi dispiace, perchè c’ho pensato tanto, ma in fondo si è quello che si prova non quello che si osserva negli altri.

  9. l’amore, quanto ne parliamo. più del sesso, che è qualcosa di molto più affascinante. di cui si parla di meno perchè ci rimane sempre questa nota di sottofondo del peccato, perchè parlare d’amore è pulito, sublimante, angelico : d’altronde siamo figli di una che viene messa incinta da un angelo e non da una scopata.

    detto ciò , ognuno ha la sua idea dell’amore ed il massimo è quando incontra qualcuno che ce l’ha nella stessa identica maniera. i guai cominciano quando i modi non coincidono, quando coincidono all’inizio e poi si divaricano, quando uno dei due vuole appartenere e l’altro manco per niente..

    non lo so se esso (l’amore) sia così irrazionale , anche qui mi sembra una cosa più da romanzo che vita normale : metti una situazione come tante : entrambi sposati s’innamorano pazzamente. fanno cose impossibili per vedersi, per stare insieme, si mandano messaggi mentre fanno pipì, s’inventano commissioni alle tre del mattino per telefonarsi. in un romanzo entrambi si separano, scappano all’havana e vivono per il resto della vita scopando come ricci e mangiando cocco fresco.
    nella vita reale alla resa dei conti nessuno si separa, l’amore diventa meno fantastique, le commissioni alle tre del mattino diventano meno urgenti,nessuno fa piùpipì con il cellulare in mano.

    mi piace un amore che giorno dopo giorno s’insinua sotto pelle, che lo respiri nell’aria, che scopri un giorno essere diventato essenziale .

    non so se sia razionale: under your skin. ma, a pare, più adatto a me.

    vado a vestirmi. razionalmente, ascoltando branko :))

  10. Ambò il bello delle parole è che sono contenuti molto elastici.
    In generale quoto il Rob.
    In generale penso pure che tutti si vogliono le stesse cose, e il problema è quando cambiamo davanti a noi stessi. Pane e tulipani era un granioso film sul cambiamento di registro dell’appartenenza. Licia Maglietta si rompe il cazzo improvvisamente di quell’appartenenza e ne inventa un’altra. Ma non era una posseduta prima era sempre lei. Forse un tantino scema, vien a pensare, ma è anche arrogante, c’è chi ci sta comodo una vita collo sturacessi a lavaje le camice.
    Non ho mai usato la parola appartenenza con un uomo sia per soggetto che per complemento oggetto – ma sarei ipocrita se non dicessi che in qualche modo al momento l’ho scelta, che non è una questione di cura coatta, e se no non c’è l’appartenenza, è che secono me almeno una volta nella vita bisogna giocarsi il culo. Poi ci sarà tempo per risparmiare, se si vuole, e scoprendo che qualcosa da parte c’era rimasto.

  11. ecccciiiaaaiii pure ragiorne zauberilla che una volta nella vita il culo bisogna giocarselo. e qui dentro è pieno di reduci con il culo perso. la seconda volta però il culo vedi di salvartelo..un minimo ehhhhh…….che le chiappe servono nella vita..taaaanto.

    bacini allo zauberpargolo :))

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