scrivi o muori, che noi non siamo tipe da vie di mezzo

just arrived. sotto un sole afrikans sono tornata a casa dopo una sbornia di parole scritte.

comincio dal miracolo : che il rischio di mettere insieme quindici donne in effetti è alto : poteva pure nascere una cosa del tipo voglioessereiobarbiereginettaalballo…e invece è nato equilibrio, scambio, si sono ammorbidite tutte, gl’angoli sono diventati curve  nessun broncio, piccoli applausi bipartisan per raccontini ben scritti…perchè le donne quando si trovano fanno cose belle.

provo a mettere parole in fila, le cuciranno insieme altri post miei, di any , di piffetta e di animuccia punk : ah, ormai siamo entrate nella leggenda perchè ho raccontato del blog, di cosa scrivete voi, ho lasciato indirizzi di cose da leggere, e sanno tutto del coccodrillo, delle leoparde e della marmottine suppli..per la serie missminniefattiicazzituoi :))

any definita dalla senora una scrittrice postmoderna- scrivi o muori che è un esercizio che fa venire male ai polsi e dove any ha scritto di giostrine stile pattodivarsavia – storie che s’intrecciano a tavola ma dimmi quant’è grande città del messico boh neanche noi lo sappiamo e ci perdiamo anche è la più grande città del mondo – adesso provate a fare come benjamin buttons che regredisce e scrivete di voi verso il nulla  ma che cazzo è il nulla – carver di blu oltre mare un altro racconto fulminante che mi devo comprare – scrivi una frase in risposta a vuoi che misuri il mio amore per te ? il mio amore per te è come un drappo rosso che sventola il matador davanti al toro – il mio amore per te sono tre sms e una voce che dice spiacente ma il tuo credito è esaurito – il mio amore per te è una piuma leggera che poi diventa spessa e fa volare – il mio amore per te profuma come i tigli a fine giugno -scusate se non li ricordo tutti – azione drammatica è l’azione del racconto che permette il cambiamento del personaggio  . sole ombra sole ombra sole ombra è il corpo centrale di ogni racconto – animuccia che racconta di un libro prezioso come un diamante – pipù che starebbe ore a sentire leggere i racconti delle altre ma i suoi non li vuole leggere – l’alba stamattina alle 6.30 seduta vicino alla piscina guardando la bruma sciogliersi in compagnia di un paio di uccelli e di pensieri silenziosi

visto il mio narcisismo sfrenato trascriverò prossimamente due raccontini langaroli : così finalmente avrete ragione di dire

maèpropriounasmorfiosalaminnie !!

magari si, ma non ditelo troppo in giro ehhhh…

adesso dormo un pochino.

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6 risposte a “scrivi o muori, che noi non siamo tipe da vie di mezzo

  1. buon fine weekend

    ^__________^

  2. anidrideperiodica

    a me piaceva soprattutto quando il figlio illegittimo di gene wilder ci leggeva le storie…
    perchè è dura leggere ad alta voce quando non hai un’ alta voce 😦
    (è vero… avrebbe potuto essere un massacro… 😀 )

  3. Cristina,
    lo so che non è il luogo, il tempo, il modo giusto per chiedere qualcosa.
    La disperazione dell’innocenza mi porta a chiederti aiuto, se ti senti.

    Tu lo sai, come la sa D o Cecilia. Per ognuno è unico.
    Io non lo so ancora, ma mi trovo nella condizione per impararlo.

    Come si fa a sopravvivere ad un amore che ora non è più?
    Dove si trova il valore?
    Dentro di sè?

  4. dentro di sè.
    nessuno è meglio di noi stessi. nessuno conosce meglio di se il proprio tempo, il ritmo, le pause, il riavviarsi.
    ti potrei dire : ho lasciato tracce, seguile.
    come quando sei in neve fresca e cammini sulle orme lasciate da qualcun’altro per non affondare.
    che è utile, ma io ho il 40 e tu magari il 37, e allora nel 40 ci balli un po’.
    ho scritto una volta che io sono una sopravvissuta.
    sopravvissuta all’amore. quando lo ritenevo impossibile.
    eppure non sono morta.
    dentro.
    dentro mi sono rimaste cose bellissime, mi sono rimasti colori, sogni, idee, progetti, passione, voglie.
    il vento, mi è rimasto.
    ti chiedo, elena, per quanto ti sia possibile, di non offendere la tua intelligenza.
    di non tradire te stessa.
    di avere tutto il coraggio del mondo per avanzare un minimo di dignità e fartene mantello.
    niente è più penoso di una donna che urla, sbraita, striscia, implora, ricatta, spia.
    usa la tua forza per essere dignitosa.
    gli amori finiscono.
    è vero.
    ma la cosa bella, grande, assoluta, che esiste già un altro amore che ti aspetta.
    e tu ci arriverai.
    per tutto il resto, sai dove trovarmi.
    ti abbraccio, elena.
    in questi giorni ho sentito storie di donne che si sono rialzate e sono rinate.
    e ci siamo riconosciute.

    un abbraccio forteforte

  5. Cristina,
    è nata una battaglia. Mi ha detto: forse ti mollo.
    E io: Perchè.
    Io lo conosco il perchè. Ed è sua madre. E’ piccolo l’uomo che amo, pauroso. Ha paura di dire a sua madre: “Io amo Elena.” o di dire a me: “Io non ti amo / non ti ho mai amato / non ti amo più”.
    Capisco la sua paura, la sentono tutti i bambini che devono scegliere: me stesso e l’eventuale punizione o colui che ha il potere effimero, ricattatorio e quindi inutile.
    Lui ha sempre scelto la fedeltà a chi aveva la tetta più grande e poteva nutrirlo.
    E’ arrivato il momento di nutrirsi da solo, di nutrirci a vicenda, ma da adulti.
    Io voglio questo. Essere insieme da adulti.

    La lotta: mi devi dare un motivo = devi trovare il coraggio per dire la verità, smetterla di dire che è per colpa del mio peso, della ridotta passione.
    Lui questo coraggio, fino ad oggi non l’ha trovato.
    Inventa motivi.

    Oggi, ho sentito che non voglio più chiedere, aspettare qualcosa da lui. Cercare un perchè, una macchia dentro di me che lo ha schifato.
    Per la prima volta ho sentito che io voglio essere autentica, me stessa.
    Fa male al cuore questo fine non-fine ma fa ancora più male sentire la gabbia.
    Non voglio piacere a sua madre, al suo cane, voglio piacere a lui. E basta. E a me stessa.

    Mi sento un po’ come tua figlia, ecco.
    Non ho la mamma a cui dire queste cose. E le ho dette a te.

    Grazie per quello che scrivi ma soprattutto per l’esempio che dai

  6. grazie Elena.
    immagino che tu sia giovane. perchè un uomo che dà ancora tanto peso a cosa pensa la sua mamma è giovane : dentro, intendo.
    che poi ci sono pure i mammoni a 50 anni, sono pigri, noiosi, mai contenti, eternamente attaccati a questa figura di donna virago, che anzichè lasciare liberi i suoi figli li mangia ogni giorno, se potesse li rimetterebbe nel suo utero.
    tu sei giovane, Elena.
    l’amore fa male, quando si è giovani, ma si ha una grande prospettiva dinanzi a se.
    anche se a te non sembra, anche se ti sembra che tutto sia chiuso, non è così.
    alla mia età l’amore fa male e basta.
    e allora ti difendi un pochino, diventi un po’ cinica e impari a bastarti.
    tu no.
    tu non devi farlo.
    è come ti ho scritto prima : io ho il 40 di scarpa tu il 37..non puoi e non devi pensare che sia giusto il mio modo di amare.
    tu, come le mie figlie, hai diritto alle nuvole, a cieli immensi, a sogni grandiosi.
    noi ad altro : che è altrettanto bello, ma è diverso.
    cerco di essere coerente, mi fanno molta tenerezza le persone come te, mentre m’incazzo con quelle più vecchie che vogliono fare le ragazzine.
    ogni cosa ha un suo tempo, elena.
    ogni tanto le mie figlie non le sopporto, nè loro mi raccontano le pene d’amore : per una sorta di pudore, di presa di distanza da una mamma ingombrante.
    sanno che ci sono.
    questo mi sembra importante.
    questo penso sia essenziale.
    adesso vado a comprare i croccantini a quel disgraziato di gatto : che loro solo brave a fargli i grattini, ma da mangiare bere e pulire la vaschetta tocca a me ….
    sono una mamma, no?

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