2 industriali + 2 militari fanno 4.000 morti in vietnam

 

io nel sessantotto avevo nove anni e andavo alle elementari dalle suore. mia mamma aspettava mio fratello, e aveva i tailleur come l’attrice del film . l’altro giorno in ufficio un mio collega mi ha chiesto quando ho deciso di essere di sinistra pur arrivando da una famiglia molto borghese e gli ho raccontato di una sera in campagna in cui vidi con mio papà una trasmissione in bianco e nero che parlava del cile e della morte appena avvenuta di salvador allende…ecco lì capii che non avrei mai potuto stare dalla parte dei fascisti.

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16 risposte a “2 industriali + 2 militari fanno 4.000 morti in vietnam

  1. La mia coscienza politica si sarebbe svegliata subito dopo, ma fra il fascismo e il comunismo (quello che ha sulla coscienza milioni di vittime) ci sono vie di mezzo rispettabili.
    Magari la tua, di essere di sinistra ma moderata, e la mia, di essere liberale.
    Buona domenica, Minnie.

  2. Mi viene in mente che sto accumulando già molti film da vedere, e che se non mi do una mossa finirò per scaricarmeli da emule.

  3. una sinistra europea così come una destra europea, ni.
    però da giovane avessi avuto tanto coraggio avrei fatto la guerrigliera..sai il fascino della rivoluzione ha sempre presa sulle giovinette che escono dalla scuola delle suore.
    mi sarei rovinata la vita..meglio così. moltomoltomolto meglio.

  4. Valle Giulia, di Pier Paolo Pasolini

    è molto lunga, cri, e dice molte cose geniali e profetiche e misconosciute.
    ne lascio qui solo un pezzo, se vuoi il resto lo trovi qui

    http://www.medeaonline.net/?p=14


    Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
    quelli delle televisioni)
    vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
    delle Università) il culo. lo no, amici.
    Avete facce di figli di papà.
    Buona razza non mente.
    Avete lo stesso occhio cattivo.
    Siete paurosi, incerti, disperati
    (benissimo!) ma sapete anche come essere
    prepotenti, ricattatori e sicuri:
    prerogative piccolo-borghesi, amici.
    Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
    coi poliziotti
    io simpatizzavo coi poliziotti!
    Perché i poliziotti sono figli di poveri.
    Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
    Quanto a me, conosco assai bene,
    il loro modo di esser stati bambini e ragazzi
    le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
    a causa della miseria, che non dà autorità.
    La madre incallita come un facchino, o tenera,
    per qualche malattia, come un uccellino;
    i tanti fratelli; la casupola
    tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
    altrui,
    lottizzati); i bassi
    sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
    caseggiati popolari, ecc. ecc.
    E poi, guardateli come si vestono: come pagliacci,
    con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
    fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente
    è lo stato psicologico cui sono ridotti
    (per una quarantina di mille lire al mese):
    senza più sorriso,
    senza più amicizia col mondo,
    separati,
    esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
    umiliati dalla perdita della qualità di uomini
    per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
    Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
    Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
    Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
    I ragazzi poliziotti
    che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
    risorgimentale)
    di figli di papà avete bastonato,
    appartengono all’altra classe sociale.
    A Valle Giulia, si é così avuto un frammento
    di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
    della ragione) eravate, i ricchi,
    mentre i poliziotti (che erano dalla parte
    del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
    la vostra! in questi casi,
    ai poliziotti si danno i fiori, amici/

    il film, comunque, mi è piaciuto ed emozionato: un grande sogno, appunto.

  5. ieri ne parlavo con a. di questa poesia, e del film.
    lui non ama pasolini, io non lo conosco, non mi ha mai attirato. ho visto spezzoni di film suoi, commenati tecnicamente, a lezione di cinema, ma non so…l’ho sempre immaginato noioso. lo so che con questo solleverò un vespaio , vabbè.
    ll film è bellobello…

    have a nice day :))

  6. io non credo che essere nati in una famiglia borghese debba essere una condanna ad esserlo per sempre. ci si può anche sentire distanti dalla classe nella quale si è nati, si può essere poveri e di bassa estrazione e fascisti, o nati in una famiglia ricca e sinceramente ribelli. rifiuto l’incasellamento automatico in una casta. conoscevo questo brano di pasolini, assolutamente condivisibile l’analisi dell’estrazione della maggior parte dei poliziotti, come del resto l’analisi dell’estrazione dei soldati morti in afghanistan fatta da saviano in occasione degli ultimi eventi, ma a valle giulia, in definitiva, come in altre situazioni analoghe, cosa bisognava fare? non manifestare? o lasciarsi caricare e picchiare dalla polizia stando fermi ?

  7. C’è un piccolo dettaglio.
    Michele Placido, nel ’68, il celerino lo faceva sul serio.

    http://www.mymovies.it/film/2009/ilgrandesogno/rassegnastampa/298200/

  8. infatti scarmarcio fa lui, nel film..fa il celerino infiltrato, che poi abbandona tutto perchè preso in accademia e nel titoli di coda ci dice che è diventato un attore..

    a me quella frase finale di pasolini sa di paraculo..ai poliziotti si danno fiori…si sa che quando ci sono i conflitti non servono i fiori..ecco, mi danno fastidio queste cose melliflue..la realtà è che si danno un sacco di botte da ambedue le parti..

    mettete i fiori nei vostri cannoni..seeeee……………..

  9. io non so quale è stato il momento in cui ho capito che ero e sarei stata di sinistra. se vado indietro con la memoria mi sembra di esserlo sempre stata. anche io provengo da una famiglia borghese ma i miei genitori sono sempre stati molto, molto di sinistra. anche ora, rispettivamente di 79 e 81 anni, battaglieri e incazzati. non si arrendono. crescere in questo modo ha influenzato la mia vita, è innegabile.

  10. che bello, maria, avere genitori anzianotti ancora in grado di incazzarsi per la politica, per gli ideali..in confronto a quelli che si afflosciano davanti ad emilio fede e li rimangono come pupazzi senza anima..

    buona serata…

  11. buonanotte, Cristina.

  12. Io non ho mai pensato al male e a chi poteva farne il sanpietrino che tiravo, cosí come chi manganellava non si chiedeva nulla.

    Quando ci sono la mancanza di rispetto per le opinioni altrui, il disinteresse a crescere davvero e il solo interesse é la propria aiuola e non il parco comune, questo accade.

    Saró mica di sinistra?

  13. maybe,ste.

    il ns presidente del consiglio ha compiuto 73 anni, ovvero 25, ed è andato a consegnare gli alloggi in abruzzo…quanto è triste per i terremotati festeggiare il compleanno dello psiconano ….in cambio di una casa.

  14. per me essere di sinistra oggi significa indignarsi, sentire il peso degli anni buttati senza convinzione, lasciare che la eggerezza dei momenti di speranza contagi tutto il resto. Non reggerei ora l’ubriacatura del’68, ho bisogno di cose lente, tenaci, inesorabili come il cambiamento, senza pietà come gli anni e l’oblio che li accompagna. Di un’aria di sinistra per l’appunto.

  15. il psiconano ha anche detto che spesso si sente tanto “solo”… che tenerezza… ho sentito una stretta al cuore…

  16. non abbiamo più l’età per ubriacarci di parole..sappiamo che la mattina dopo c’è il mal di testa e lo stomaco ha bisogno di alka seltzer :))

    ma è solo, il nano. perchè sa di avere intorno gente che paga perchè stiano con lui. è tristissima questa cosa.

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