nessun giudizio, solo un pensiero

con  molto  rispetto affronto questo post, con la consapevolezza di essere stata una donna fortunata, di essere rimasta incinta senza problemi, di aver avuto gravidanze splendide e parti agevoli…

ieri sera leggevo di viaggi della miseria umana, in entrambi i sensi.

in breve la storia è questa : la maternità surrogata è permessa solo in usa e israele.  una coppia arriva, prelevano l’ovulo femminile e lo sperma maschile, fecondano in vitro, impiantano in un utero terzo, di una donna che per nove mesi farà da incubatrice a questo feto, che tecnicamente non è suo figlio, ma senza di lei non potrebbe vivere, partorisce, e i genitori dna si portano a casa il nuovo nato.

in usa tutto questo costa sugli 80mila dollari, la madre incubatrice riceve gran parte della somma, sta a casa sua, vive come vuole, l’imporante è che porti a termine in modo sano la gravidanza.

ma 80mila dollari sono tanti, e allora una ginecologa indiana ha pensato di creare un business in un paesino a nord dell’india, dove campano con una manciata di euro al giorno, dove la miseria è pane di tutti i giorni : le donne sono scelte tra i 18 e i 44 anni, sposate, con figli. per nove mesi lasciano la loro vita, la loro casa, i loro bimbi, e vanno a stare in questo collegio dove vengono monitorate ogni giorno, seguite, fatte mangiare in un certo modo, partoriscono, e si prendono dui 5.700 euro : che per loro è una cifra enorme, si comprano una casa con giardino, fanno studiare i loro figli, mantengono quei nullafacenti di mariti…

c’è anche l’intervista ad una coppia francese…c’è la disperazione di non riuscire ad avere un bambino, gli infiniti aborti, le fivet fallite, gli ormoni presi, le lacrime, il sentimento di colpa per non essere in grado di portare avanti una gravidanza…solo che 80mila dollari sono tanti, con 30mila il discorso diventa fattibile.

non voglio giudicare nessuno, non so cosa voglia dire volere un bambino a tutti i costi e non poterlo avere, non so cosa voglia dire essere analfabeta, vivere nel nord dell’india, vivere con un paio di euro al giorno, sarebbe di una presuntuosaggine infinita giudicare…

penso solo ad una donna che si avvicina ad un’altra donna e le chiede per nove mesi di ospitare il suo bambino, di nutrirlo con il suo sangue, di ninnarlo nella sua pancia, di sentirlo scalciare, di sentire che ti punta il piedino contro lo stomaco, di sentirlo che fa le capriole, di sentire al quarto mese un battito di farfalla dentro di te e non sapere che è lui, di immaginarti la faccia, i capelli, le dita delle mani e dei piedi…

e un’altra donna che partorisce un bambino che ha il suo sangue e non vedrà mai più.

solo questo.

Annunci

18 risposte a “nessun giudizio, solo un pensiero

  1. a mio parere ricercare un figlio biologico ad ogni costo é un atto di profondo egoismo e, sotto certi aspetti, di prevaricazione consumistica. Quando, infatti, possiamo dire, questo é mio figlio? Quando l’abbiamo portato dentro per nove mesi? No, quella si chiama gravidanza, non é ancora essere padri o madri. Quando abbiamo trasmesso metá del nostro patrimonio genetico a qualcuno che, prima, non esisteva? Neanche, é riproduzione della specie, lo fanno, per ordine biologico, tutte le specie viventi, comprese le piante e gli unicellulari. Si diventa genitori solo ed esclusivamente attraverso l’accudimento, il parto segna una crasi irresolubile fra gravidanza e genitorialitá. Adottare un bambino, in caso di infertilitá, caso doloroso e difficile, é secondo me l’unica scelta matura, generosa, umana. Il resto sono isterismi da adulti poco cresciuti. Mi spiace se, così scrivendo, qualcuno si sentirá ferito, ma questo é ciò che penso. Quanto alla madre-incubatrice é ovvio che, in un ambito puramente economico, dove c’é domanda vi sia anche offerta, tanto più in situazioni di forte asimmetria.

  2. condivido quanto dice D. poi essendo un uomo il figlio lo posso avere solo attraverso altra persona e funziono come padre quando lo accudisco, gli sto accanto, ci cresco assieme, trasmetto valori, lo amo. Anche Minnie ha ragione e sono le ragioni delle donne che un figlio lo vogliono moltissimo, lo vorrebbero dentro per tutte le sensazioni che questa esperienza dà e sono uniche e che comunque decidono anche per interposta persona di averlo decidendo tempi e modalità. Ma io sono un uomo e credo che avendo la fortuna di avere un figlio, ciò che è importante sia il rapporto che abbiamo, l’amore che scambiamo. Il fatto biologico è diventato vero poi e continua adesso che entrambi siamo grandi. per questo capisco molto D. e un tempo avrei voluto adottare.

  3. ho due sorelle che hanno tentato di diventare madri senza fortuna. non hanno adottato bambini perchè non lo sentivano dentro. io penso dani che noi non possiamo capire. perchè a tavolino dici cose giuste e sensate, ma la spinta verso la maternità è qualcosa di fortissimo, è uno dei nostri richiami ancestrali , e come possiamo giudicare una donna che sente questa necessità dentro e non riesce in nessun modo a realizzarla?…per chi ha figli è facile immaginare l’adozione, il dare ad un altro bambino , ma per chi non ne ha è così scontato? possiamo liquidarla come un’isterica?
    e poi io ho sentito ognuna delle mie bimbe figlie nel momento in cui alla prima ecografia ho visto un’ameba galleggiante nel mio utero : lì le ho sentite già parte di me, e ho pensato che lo sarebbero state per tutta la vita.
    alle donne che prestano l’utero va la comprensione massima e una grande compassion (che non è la compassione cattolica)
    willy…grazie per aver raccontato la visione di un uomo e di un padre.

  4. Anch’io, come te, sono stata fortunata, e se mio figlio è rimasto unico è stato solo perchè suo padre non ne volle altri.
    Però penso alle donne disperate di tutto il mondo: a quelle che si fanno bombardare di ormoni fino alle altre, delle quali hai parlato.
    Non voglio giudicare nessuno, ma se mi fossi trovata nella condizione di non poter avere figli miei li avrei adottati.
    Ciao Minnie.

  5. mi piace questo scambio di idee sulla maternità (e paternità..)…mi piacerebbe che le pratiche per l’adozione fossero più veloci, che potessero adottare anche i single, o i gay, l’amore non è una cosa che riguarda una coppia…ma in italia , dove il vaticano ci controlla pure quante volte andiamo a fare la pipì e ci dice se è morale oppure no, sarà difficilissimo arrivare a una cosa così…

    buona notte a chi passa…..che domani è venerdi :))

  6. daunlontanoaltrove

    ‘notte,
    🙂

  7. Io adesso sto vivendo l’emozione di sentire quel battito di farfalla sotto il mio stomaco. Adesso, dopo mesi di ricerca, con la consapevolezza che se un figlio “nostro” non fosse uscito da me avremmo cercato di farlo entrare dalla porta di casa e sarebbe stato altrettanto “nostro”.
    Credo, per averla vissuta sulla pelle, che in questi ultimi anni si tenda molto a cercare di risolvere tutto con molta superficialità medica, passatemi il termine, senza un minimo di supporto psicologico: c’è qualcosa che non va? e vai di dosaggi ormonali, analisi, bombardamenti di ormoni, inseminazioni, tentativi su tentativi. E soldi, molti soldi, perchè se una maternità surrogata costa dai 30 agli 80mila $ il resto di analisi, viaggi, inseminazioni, ICSI, FIVET, embrioadozioni e quantaltro non sono molto a buon mercato e c’è chi ne fa tre, quattro, cinque, otto.
    Ho visto coppie sgretolarsi, per questo. Per anni di accanimento. Per lo stress. Per le analisi, i protocolli e alla fine quelle beta sempre 0.
    Io, personalmente, quando un medico mi ha proposto “Vediamo se succede qualcosa questo mese altrimenti cominciamo con i monitoraggi ecografici per mirare all’ovulazione”, personalmente, ho risposto no grazie. “Mirare” sì, ma non a comando. Ma è stata una nostra scelta, insieme.
    Senza giudicare, come dici tu: ciascuno si senta libero di ricercare la maternità/paternità con i mezzi e le forze che ha a disposizione.

  8. nemmeno io ho avuto difficoltà, ma capisco chi vive questa mancanza…l’adozione sicuramente è una scelta più matura, d’accordo, ma un figlio tuo e della persona che ami ha i suoi occhi, le tue mani, il sorriso di tuo padre, io capisco che possa essere un’altra cosa, rispetto ad adottare. e capisco chi si avvale delle possibilità scientifiche che ci sono adesso per arrivare a questo. siamo esseri umani, non sempre riusciamo a fare le scelte più ragionevoli, più mature, più eque, se vogliamo, come forse sarebbe l’adozione.

  9. Mia sorella non è riuscita ad avere un figlio e l’ha adottato – che è anche per me la migliore declinazione possibile di un bisogno comunque umano e in un certo senso egoista. C’è molta reotirca intorno alla scelta dell’adozione, molta retorica e molta cattiva amministrazione.
    Ma certo l’adozione costringe a un salto che la madre naturale non deve fare. Quella roba del riconoscimento da inventare non deve essere sottovalutata ed è oggettivamente dolorosa. Se si sottovaluta si crescerà una famiglia infelice. Adottare un figlio cioè non è farlo.
    Ma manco farlo nella pancia di un’altra e farlo. Conosco una donna che in USa ha tentato questa scelta, che poi non è andata in porto, perchè poi bisogna calcolare che non è medicalmente una passeggiata – ad oggi le possibilità di riuscita viaggiano intorno al 10 per cento – l’utero in questione era quello di sua sorella.
    Non voglio usare gli aggettivi forti di D, ma in qualche modo sono d’accordo con lei – io personalmente nel compiere una scelta del genere ci vedo qualcosa di forzato, ci leggo psicologicamente delle incrostazioni estranee alla genitorialità, altri temi altri dolori che usano questa trama. E che verranno palcati solo provvisoriamente.
    Il che vale anche per una donna che decide di ospitare un figlio per soldi. C’è qualcosa di spciologicamente inquietante e grave.

  10. eppure zauber possiamo condannare moralmente una donna indiana che vive oltre alla soglia della povertà a cui noi siamo abituati a vedere e pensare di affittare il suo utero per poter dare un minimo di vita dignitosa agl’altri suoi figli?
    mentre posso essere d’accordo con voi sul discorso delle donne occidentali che vogliono tutto anche se questo va oltre, non me la sento di alzare nessuna polvere sulla parte debole dell’anello della catena.
    noi, come sempre, non ce lo dobbiamo dimenticare, di essere v e r a m e n t e fortunate .

  11. un pensiero bello a Manuela, e alla sua pancia abitata….e alla strada percorsa per arrivare fino a qui.

  12. voglio aggiungere una cosa personale.
    Il mio primo figlio ha tardato ad arrivare, cosĺ abbiamo iniziato la trafila degli esami, anche perché io non ero esattamente una giovincella. Quando mi sono trovata davanti alla medicalizzazione invasiva della nostra vita, ho deciso immediatamente di smettere, affidandomi alla natura che, nel nostro caso, é stata benigna. Infatti ho due figli e sono stata fortunata, molto. Comunque, se fosse andata male, avevo giá scelto, dentro di me, per l’adozione. Restava da vedere cosa ne avrebbe pensato mio marito, se non avesse condivido, sarei stata una donna senza figli. Credo vi siano dei confini oltre i qualinon é lecito andare, ma si aprirebbe un discorso assai complesso.
    un saluto e un augurio a manulea.

  13. manca la voce di una donna senza figli, per scelta o per forza. perchè le nostre sono sorelle, esprimono comunque sensazioni che conosciamo…
    ti abbraccio D…stasera vedo bum , che continua a vedere quell’altro…mon dieu 🙂

  14. Ma io non ci penso proprio ad alzare giudizi morali Minnie, quelli ce li infili te. Io non ci penso proprio a mettere in mezzo l’occidente e la donna che vuole tutto – non sono affatto d’accordo: il bisogno di genitorialità quando c’è è milioni di volte più arcaico di questa immagine dell’occidente.
    Ma anche milioni di volte più arcaico di qualsiasi povertà, ecco perchè secondo me c’è qualcosa di psicologicamente inquietante in questa pratica.

  15. quindi secondo te noi siamo arrivati a faust?…non è una domanda polemica, è una domanda a qualcuno che forse puo’ spiegare…anch’io penso e ho scritto che la spinta alla maternità è qualcosa di ancestrale, e quindi noi siamo arrivati oltre, cioè non solo ad adottare un bambino, che antropologicamente ha una sua spiegazione e da sempre succede, ma vogliamo a tutti i costi un figlio che sia nostro, che abbia i nostri capelli e il colore degl’occhi dello zio piero?..e questo avviene fecondando in vitro e impiantando il tutto in un utero incubatrice?
    siamo dunque arrivati ad un patto con il diavolo per avere un figlio?
    buona domenica zauber :))

  16. Sulla genitorialità a tutti i costi non faccio commenti, visto che il mio punto di vista è stato già da altri espresso meglio di come lo avrei potuto esprimere io.
    Aggiungerei che anche sulle adozioni a tutti i costi nutro serie perplessità, non fosse altro quando sento parlare di “diritti” di chi aspira ad una adozione – atteggiamento che mi sembra stravolga in partenza quello che dovrebbe essere innanzitutto un atto di solidarietà umana.
    Comunque.
    Sembrerebbe che il fenomeno degli “uteri in affitto” in India (e più in generale nel terzo mondo) non sia affatto circoscritto ad un paesello, ma sia molto più generalizzato. Concordo sul fatto che tutto ciò sia inquietante, e tra l’altro lascia margini di profitto sconvolgenti per gli intermediari (provo uno schifo viscerale solo a pensarci).
    A mio modo di vedere però, l’occidente c’entra realmente: se non nell’atteggiamento degli aspiranti genitori, quanto meno nell’invasività con cui si penetra in civiltà diverse, introducendo l’orrendo principio che tutto, ma proprio tutto, si possa compravendere.

  17. esatto Rob..ormai tutto, ma proprio tutto, si puo’ compranvendere..pensiamo a quelli che si vendono un rene, un occhio…siamo veramente oltre, non ci arrendiamo, non accettiamo di avere dei limiti.
    e il non poter aver figli fa parte di questo.

    buon lunedi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...