e noi stiamo a guardare, scrivendo stronzate su facebook e pensando che tanto tra un po è natale e natale è sempre natale

che razza di paese è quello dove un primo ministro telefona in televisione per dire che lui non si dimetterà neanche se la cassazione confermerà la sentenza in quanto eletto dal popolo : cioè massimo disprezzo per la magistratura, per le leggi della Repubblica, come dire se se ne frega lui figurati noi, in culo a sti magistrati comunisti.

che razza di paese è quello dove sparano ad un uomo e la gente lo scavalca come un cane rognoso, dove la moglie intervistata dice che lei non ci vuole avere niente a che fare con l’omicidio del marito,  come dire il sud non lo controlla nessuno, non è Stato, è malavita e basta, e tanto a noi che c’importa, viviamo al nord, dove la mafia è business, raramente si ammazzano tra loro perchè sanno che qui non devono rompere i coglioni-

ma tanto ci avevano detto che l’emergenza erano quattro straccioni rom, e tutti a dire uhhh ma che bravi questi che arrivano e ci ripuliscono da quelle baracche indecenti e quei bambini sporchi, quello è il problema e noi scemi a non averlo capito prima, bellapplauso al prestigiatore che tirò fuori dal cappello  l’idea di bruciare ponticelli e si dimenticò di scampia.

che razza di paese è quello dove un ragazzo viene ammazzato in carcere da chi dovrebbe far rispettare le leggi, dove il medico dice sarà caduto dalle scale come le donne picchiate dai mariti dicono che hanno sbattuto contro l’armadietto della cucina aperto, dove qualcuno vorrebbe che fossimo cile, argentina, guantanamo, cazzo bei tempi quelli, giù botte, che questi hanno pure il televisore nelle celle, stì pezzi di merda di marocchinirumenialbanesi, mica come quei gran signori  del 41 bis, loro mica cascano dalle scale ehhhh.

che razza di paese è quel paese dove queste notizie vengono accolte senza un conato di vomito, con qualche lieve balbettio per lo più affidato a quei lavativi di giornalisti di repubblica e dell’unità, ma tanto li leggono in pochi, che gl’altri si sciacquino il cervello con il grande fratello xfactor gerryscotti e simonaventuravestitadazoccoladolceegabbana.

è il nostro paese che stanno massacrando , che stanno calpestando, che ci stanno portando via, e noi stiamo a guardare, scrivendo stronzate su facebook e pensando che tanto tra un po’ è natale e natale è sempre natale.

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9 risposte a “e noi stiamo a guardare, scrivendo stronzate su facebook e pensando che tanto tra un po è natale e natale è sempre natale

  1. amare riflessioni, ma tragicamente vere,
    di un paese che non si riconosce , che non trova più i valori che un tempo scaldavano i cuori e ci facevano camminare a testa alta.
    Ma dovre andremo di questo passo?
    ciao

  2. Sai, Minnie, io il Natale lo detesto con tutte le mie forze. Vorrei sempre addormentarmi il 23 dicembre e svegliarmi dopo l’Epifania.
    Non condivido tutte le sfumature del tuo sfogo, ma capisco la rabbia. E anche l’impotenza che nasce dalla rabbia inesplosa.

  3. e chi lo sa aquilotta, dove andremo.
    per ora il paese sbanda come una vecchia panda su un patinoire..il resto lo sa il vento.

    ma poi la nostra vita va avanti, vero nicoletta. che nessuno di noi vive nel quartiere della sanità, nessuno ha per fratello un camorrista, nessuno ha un campo rom sotto le finestre, o un fratello in carcere per un pugno di erba.
    e quindi tiriamo a campare, a goderci le nostre piccole cose, i nostri amori, i nostri figli.
    al caldo.
    e ogni tanto, e già siamo di quelli che si schierano, figurati gl’altri, c’incazziamo un po’, non troppo.
    moderatamente.

    piove e fa freddo…stasera si sta volentieri a casina :))

  4. ma anche l’indignarsi non ha più sapore, adesso c’è chi lo fa di mestiere

  5. si..che mestiere fai? – chiede il bambino al suo papà…l’agitatore..come un frullatore? richiede il piccino…più o meno…agitoagitoagito. e urlo.
    ah…dice il bambino..sei come mazinga :))

  6. Tempo fa, anni fa, scrissi in un commento sul blog della mia amica Alice che noi scontiamo un grave handicap: la memoria comune zoppa e monca, segnata dalla mancata riscossione delle verità dovute, legittimamente dovute ad un paese che possa definirsi tale.
    Lo scrissi pensando alle mancate verità sulle stragi e altre laidezze affini, quelle mancate verità che ci fanno vivere in un paese che non possiamo considerare intero, con tutto il bagaglio della sua memoria presente e leggibile da tutti, anche la memoria più difficile e più disastrosa.
    Ecco, mi ci hai fatto ripensare e mi hai fatto ricordare che volevo scriverne di nuovo.
    Mi ci hai fatto ripensare perchè quel che tu descrivi con giusta tristezza è smemoratezza civile, nient’altro, smemoratezza colpevole anche quand’è inconsapevole.
    E sai che c’è? C’è che non credo più nell’innocenza di certa smemoratezza…
    Ciao.

  7. anche io come Enne vorrei saltare il Natale e tutte le feste comandate.
    per il resto condivido e credo che incazzarsi, trovare la voglia e la forza di incazzarsi, faccia bene. magra consolazione? boh…

  8. ho messo il link al tuo post, QUI.

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