allons enfants de la Patrie ! (con tutta la tenerezza del mondo, per com’ero e per com’è lei)

17 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

 

NON CONTATE SUL NOSTRO SILENZIO

MA SOLO SULLA NOSTRA RABBIA

Come ogni anno, il 17 novembre, gli studenti di tutto il mondo scendono in piazza.

Per ribadire l’urgenza di una scuola realmente pubblica ed aperta a tutti, dobbiamo contrastare questo governo che, come quelli precedenti, muove le sue politiche scolastiche verso la privatizzazione degli istituti e un abbassamento della qualità dell’insegnamento.

Indiciamo questa giornata di mobilitazione e di lotta perché non possiamo più accettare che tutto questo passi sotto silenzio.

Vogliamo che le nostre scuole non diventino aziende volte al profitto e non alla formazione degli studenti,come stabilito dal pdl Aprea.

Vogliamo che la nostra scuola non venga smembrata dalle fondamenta con i licenziamenti al tappeto di insegnanti precari e personale scolastico.

Vogliamo che le nostre scuole non ci crollino sulla testa perché governo,regione e provincia non si sognano minimamente di stanziare i fondi necessari all’edilizia scolastica.

 

Vogliamo che lo stato non privilegi quegli studenti già privilegiati,foraggiando le scuole private con quel sopruso dei buoni scuola.

 

Vogliamo che i soldi che ci spettano non siano stanziati per inutili spedizioni militari e guerrafondaie.

 

Vogliamo che tutto ciò non venga fatto sopra le nostre teste.

Per tutti questi motivi scenderemo in piazza e continueremo a farlo tutte le volte in cui vedremo ignorati i nostri bisogni e non rispettati i nostri diritti.

 

CONTRO LA “RIFORMA” GELMINI E IL PDL APREA!

CONTRO LA PRECARIZZAZIONE DELLA SCUOLA!

CONTRO I TAGLI ALL’ISTRUZIONE!

CONTRO LA GUERRA!

PER UNA SCUOLA LIBERA E DI TUTTI!!!

 

CORTEO STUDENTESCO PIAZZA ARBARELLO ore 9,00

LABORATORI IN PIAZZA: ore 15

via Pietro Micca (davanti al Miur)

stazione di Porta Nuova

piazza Caio Mario

 

CONCERTO STUDENTESCO PIAZZA CASTELLO dalle ore 18,00

 

                                                                                                     

Collettivo Studenti Torino

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15 risposte a “allons enfants de la Patrie ! (con tutta la tenerezza del mondo, per com’ero e per com’è lei)

  1. Che grinta… hai ragione, tanta tantissima tenerezza.
    sìsìsì… è venerdì… un buon weekend a te e a tutti…

  2. bravi!abbiamo bisogno di cuccioli con i denti!

  3. hai ragione Laura..piccoli cuccioletti con i denti affilati..che vogliono delle cose, e subito. perchè a 17 anni non puoi accettare risposte diplomatiche, o sentirti dire che la torta è finita, che se la sono mangiata adulti incapaci..
    infatti loro scrivono “questo governo, come quelli precedenti”…

    grazie Maria. buon week end a te..stasera unipop e un ragazzino che mi viene a prendere all’uscita..che anche noi torniamo , qualche volta, ragazzini :))..

  4. Dei problemi della scuola ignoro quasi tutto,però capisco che una ripresa si fonda anche sulla capacità di selezionare giovani talenti.Su questo non si può e non si deve badare a spese.

  5. benvenuto Lanza..eppure i governi, destra o sinistra, hanno sempre fatto pochissimo per incentivare una seria riforma della scuola.
    a parte le materne e le elementari ( che resistono come fossero Caporetto) che sono state studiate anche all’estero per la qualità che sanno offrire, dalle medie inferiori in su è uno sfacelo.
    affidati alla buona volontà dgl’insegnanti, tutto a macchia di leopardo.
    non si può solo pensare…abè, io ho scelto la scuola giusta ho avuto una botta di culo e gl’altri si arrangino.
    pensiamo alle scuole del sud, dove il tempo pieno alle elementari è una chimera, dove gli asili nido sono invenzioni marziane, dove le università sono come quelle del congo belga.
    non ci resta che aspettare.
    il prossimo governo.
    sperando.

  6. Condivido tutto, ma sai cosa mi manca Minnie? Una seria riflessione su ciò che sarebbe davvero il meglio, troppo spesso si difende lo status quo minacciato dai privatizzatori, dai governi che tolgono anzichè aggiungere e non ci si chiede perchè gli insegnanti non li difenda nessuno, perchè il medio sentire è che lavorano poco e prendono poco, quindi tutto giusto. Questo è un paese di ineguaglianze, alla faccia della costituzione, ma una bel modello di scuola adeguata ai tempi, chi lo produce? Qualcuno si ricorda le lacrime di Tullio De Mauro quando non capiva perchè tutto il sindacato glifosse contro? Ecco, penso che i ragazzi senza un legame con quelli che gestiscono il loro accesso al sapere codificato saranno sempre in difficoltà e ancor più se il mondo esterno alla scuola si interesserà alle abitudini sessuali della politica più che ai figli.

  7. buonasera Willy. l’italia non si può permettere una privatizzazione massiccia dell’istruzione così come non si può permettere la privatizzazione della sanità. Pensiamo all’america. La mia amica Emma vive a New York, Manhattan. Italiana, è sempre andata a scuola pubblica. Mi racconta che a Manhattan è impossibile mandare i figli all’asilo o alle elementari pubbliche. Gli asili sono pieni di bambini che arrivano da Harlem e dal Bronx perchè i figli della media e upper class stanno a casa con le tate nere o portoricane. Idem le elementari, quindi devi mandare tua figlia alle private. Lei ha scelto la scuola italo-americana. Quest’anno , che la crisi ha picchiato duro, ha deciso di portare per un anno le bambine in italia a frequentare le nostre elementari perchè non ce la facevano a pagare la retta.
    Vogliamo una scuola così?
    Le mie figlie hanno frequentato buoni licei pubblici, non mi sarei potuta permettere una scuola privata ( nè l’avrei scelta se avessi avuto i soldi).
    La scuola italiana sta facendo miracoli con tutti i tagli e i massacri che ha subito, ci sono insegnanti che per quattro soldi si sbattono e regalano il loro tempo in riunioni non pagate, progetti mai riconosciuti economicamente. lo fanno perchè ci credono.
    non so quanto tempo resisteranno, ma è grazie a loro che il sistema regge.
    poi apri il giornale e leggi che uno che guadagna 20mila euro al mese solo perchè fa il governatore del lazio ne spende 5.000 per una strisciata di coca e un pompino e allora pensi che questo paese è veramente messo male.
    tanto male.
    nannananna.

  8. gia, ci sono insegnanti, la maggioranza che fanno scuola, ci credono, si lamentano e continuano. Quello che sostengo è che non è un problema loro e basta, che le scuole non vanno bene, non avremmo questa percentuale di titoli inutili al lavoro e che la nostra non è una scuola per ricchi nulla facenti. Non mi piace nulla di quanto sta facendo il governo, ma mi chiedo quale sia la nostra proposta per non difendere malamente lo status quo che ha scuole d’elite e scuole improprie del loro nome. Poi il resto è importante ma è solo un esempio e ci porta fuori dal problema. Buona domenica Minnie

  9. io proporrei, per l’università, un intervento dei privati nell’ambito della ricerca, dei laboratori avanzati, ma qui Rob potrebbe dirci se questo è giusto oppure no. Con il buon senso mi verrebbe da dire che potrebbero trovare borse di studio giovani ricercatori, che adesso , giustamente se ne vanno.
    le scuole inferiori non hanno bisogno di sponsor privati, ma del sostegno del governo, di un governo che creda nella scuola pubblica, …scusa, siamo o non siamo la sesta potenza mondiale economica?? e non abbiamo i soldi per le scuole?? allora vuol dire che non lo siamo, e che la smettano di dire balle.

    buona domenica anche a voi..qui piovepiove..ma se sorridi che ti frega :))

  10. “Contro la privatizzazione” è una parola d’ordine generalista ed un po’ naive che ai ragazzi piace molto (ed è giusto che sia così), ma chi dentro alla formazione ci lavora sa che non è questo il problema.

    Non ci sono privati pronti ad attentare alla libertà del nostro sistema della formazione, per la semplice ragione che non è un’operazione redditizia. C’è la volontà di dirottare fondi della scuola pubblica verso la scuola privata, questo si – ma dipende da un accordo elettorale tra il vaticano e la destra.

    Mentre altri contesti non vengono mai veramente messi in dubbio (qualcuno ha mai sentito campagne stampa contro i medici del SSN?), il mondo della scuola e dell’università piace poco. Il motivo è che non è una buona fonte di voti: si tratta di un mondo relativamente poco lottizzato, e se mai ha una direzione politica prevalente, non è la destra. Quindi, come dire, si può tagliare a volontà.

    Ma se il sistema della formazione e della ricerca non merita il linciaggio a cui è stato sottoposto dagli stessi ministri (in)competenti, pensare che tutto si risolva nel metterci sopra più soldi è ingenuo. I malfunzionamenti ci sono, e sono frutto di un accordo scellerato tra i lavoratori e lo Stato. Ti pago poco, ti chiedo poco. Questo è avvenuto con un’entusiastica collaborazione da parte del sindacato, perché pare che distinguere tra chi lavora bene e chi lavora male sia poco di sinistra.

    In questo quadro, tenere l’atteggiamento massimalista di non cambiare nulla è il miglior aiuto che si possa dare al governo. Che sarà contentissimo di concludere che questi fannulloni brutti cattivi ecc. ecc. si meritano proprio una lezione.

    E ce la darà. A modo suo.

  11. vedo che la penso come Rob, che sia una deviazione del “genere rob” 🙂

  12. ti ringrazio Rob per la tua risposta competente ed equilibrata.
    al di là degli slogan ho pubblicato questo volantino per raccontarvi cosa fanno gli studenti dei licei a torino..domani ci saranno le elezioni e martedi si saprà se violettina è rappresentante d’istituto. si è data molto da fare, ci crede veramente, e io trovo, che al di là di quello che possiamo pensare noi adulti, sia bello sapere che ci sono ragazzini che s’impegnano e lottano.
    pensare stop alla guerra è bucolico…ma c’erano già i loro nonni che dicevano c’era un ragazzo che come me amava i beatles e i rolling stones :))
    willy..tu e rob siete il gatto e la volpe :)))

  13. Se la scuola italiana è in queste codizioni, come hai giustamente puntualizzato, non è solo colpa di questo governo.
    E ti assicuro che ci sono buone scuole anche qui da noi, nel profondo Sud, e che le università non sono da Congo belga.
    Magari può capitare di beccare insegnanti lavativi ed indifferenti che, quelli sì, dovrebbero essere sbattuti fuori a calci nel sedere.

  14. bene, nico, sarebbe ora che il sud, e non parlo della puglia che in qualche modo si sente, lo dicesse, che so, la calabria, ecco che la calabria venisse a dircelo, che non è solo san luca, che non è solo aspromonte, che non è solo ‘andangreta, alzare la voce, comunicare, perchè qui la voce non arriva, qui arriva l’eterna strage di mafia, qui arriva palermo che brucia la monnezza, arriva la storia dei papelli, dei boss.
    il mondo, pure quello della scuola, è anche marketing, e bisogna sapersi anche vendere.

    (non è connesso alla scuola, ma io in un ospedale di napoli o calabrese qualche problema ad andarci ce l’avrei)

  15. l’intervento dei privati nella ricerca è pericoloso, almeno in campo medico universitario intervengono, e si tratta di case farmaceutiche, e quando pagano la ricerca si aspettano che i risultati in qualche modo siano come dire favorevoli ai loro prodotti… no, non è questa la strada. chiunque da’ vuole qualcosa in cambio, posti di lavoro o conferme.

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