terre di uomini : in quale mondo siamo?

. più dell’85% di bambini dai 2 ai 14 anni nel mondo è vittima di violenza

. 40milioni di bambini sono vittime di abusi sessuali

. oltre 1 miliardo di bambini vivono in paesi colpiti da conflitti e guerre

. centinaia di migliaia di bambine hanno i genitali mutiliati

. 275 milioni di bambini assistono a violenze in famiglia

. 400 – 500.000 bambini in Italia sono vittime dello sfruttamento sul lavoro

i numeri non sono parole. non possiamo inventarci niente difronte al numero 1 miliardo. non possiamo pensare di non vederli i bambini nella nostra civile italia sfruttati nel lavoro nero.

semplicemente ci voltiamo dall’altra parte.

semplicemente ci balocchiamo nei nostri problemini miserrimi, in un amore finito male, in quello mai nato, negli amori colorati, ci interroghiamo sul nulla, oh ma sarà meglio rileggere guerra e pace o jane austen?, e però che settimana pesante mi ci vuole un bel week end al mare che se sto al mare e lo guardo mi sento parte del mondo

quale mondo?

di quello delle bambine a cui hanno asportato il clitoride e cucito la vagina?

di quello dei  bambini di scampia che spacciano a 12 anni?

o meglio quello dei bambini violentati nei loro bei lettini foppa pedretti o in una capanna sulla spiaggia di puket?

o di quello del miliardo che vive in paese in guerra?

io mi vergogno.

di essere inerme, di non salvarne neanche uno, di non fare niente, di non vedere, di scrivere cazzate, di avere problemi inesistenti, di pensare di essere colta e cool perchè vedo un film di kurosawa, di andare a sentire un concerto d’arpa e trovare la bellezza in una nota , di non riuscire neanche ad immaginare quanti siano un miliardo di bambini.

io mi vergogno.

http://www.terredeshommes.it/campagna-sms-48543.php

 

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18 risposte a “terre di uomini : in quale mondo siamo?

  1. Non dovresti.
    Non puoi avere sulle tue spalle il peso del mondo, così come non posso averlo io o chiunque altro.
    Possiamo fare qualcosa, questo sì, ma abbiamo una vita, la nostra, che dobbiamo tentare di vivere al meglio.
    Senza escludere, o dimenticare, quelli nati “dall’altra parte”.
    Capisco il dolore e il senso di impotenza, ma non la vergogna.
    Buon sabato, Minnie.

  2. e invece si, Nicoletta. perchè noi siamo fortunati, anche di più, e continuiamo a baloccarci in modo infantile nell’idea di essere coooooosssssiiii tristi, opppurreee coooosssssiiii felici, tutti sempre a parlare di noi stessi e mai allargando la visuale, allargando lo spazio. Stamattina, cosa inusuale per me che non amo farlo, sono andata al mercato. c’era una rom dignitosa con il suo bimbo molto coperto . ho pensato ai bimbi in carcere (uno di loro ha preso l’influenza maiala e le visite sono vietate) e ho pensato..meglio la che qui al freddo. Meglio la??????………oppure ..leggo sull’Unità che hanno sgombrato dei rom da una fabbrica in via Rubattino a Milano. e va bene, direte. Sgombrati senza pensare ad un’altra sistemazione. Bambini sgombrati da agenti in tenuta da antisommossa. per strada, senza un’altra soluzione. Le maestre sono andati a riprendeseli in mezzo alla strada e li hanno portati a scuola, che almeno stanno al caldo e un pasto al giorno assicurato. glielo danno. Ne hai trovato traccia sui nostri blog, nico?. neanche in quelli dei milanesi, che ne devono almeno aver sentito parlare. neanche un soffio di indignazione. come sei i rom fossero animali. anzi peggio, perchè sono le stesse persone che si stracciano i coglioni per un cane o un gatto.
    e allora io mi vergogno.
    e invidio, tanto, chi parte e va nei buchi di culo del mondo a tentare di salvare almeno un bambino.
    anche solo uno.
    ultima cosa : qualcuno ha espresso un’idea vaga sull’ultima riunione della FAO, a parte le ragazze pagate da gheddafi?
    per questo, nicoletta, mi vergogno.
    per stare dalla parte giusta della barricata e non fare niente di niente.

  3. capisco la tua indignazione e anche il senso di vegnogna mista a impotenza. un miliardo di bambini? faccio davvero fatica a immaginarlo, a capirlo. ci si sente allo stesso tempo piccoli e grandi stronzi (come dici tu) nati dalla parte giusta della barricata e a cui piace languire nei propri piccoli dolori

  4. Capisco il tuo grido di dolore e mi associo.Ma quando tra una settimana o un mese scriverai un post leggero e frivolo,come accoglierai una persona che,senza essere migliore di te in quanto non si schioda dalla sua comoda vita,con la sua vergogna cerchi di farti sentire colpevole esattamente come lei?
    Spero che queste parole siano recepite per quello che in realtà dicono.Non hanno assolutamente intenti polemici nei tuoi confronti,piuttosto manifestano un disagio verso l’indignazione ad orologeria.Ti saluto con affetto.

  5. hai ragione Lanza. forse sarebbe meglio smettere di scrivere. chiudere con questo post. perchè quando si va molto oltre poi si deve anche stare molto oltre.
    sarebbe stato meglio non scriverlo? non indignarsi? sento il silenzio di persone che conosco attorno a questo post. il silenzio è una brutta cosa. ti senti don chisciotte .
    anche per questo è facile che questo sia l’ultimo post.

  6. Il silenzio c’è perché non è facile commentare.
    E’ tutto vero, Cristina, ma qual è la “giusta” conseguenza dell’indignazione? Perché, se prima di parlare tanto dei nostri problemi dovremmo imparare a guardare oltre il nostro naso, è anche vero che fare qualcosa per gli altri non è così facile. Né così ovvio decidere cosa fare.

    Quale dovrebbe essere la soluzione, quella del samaritano? Prendere un bambino, portarlo via dal suo paese e dalla sua famiglia per farlo sopravvivere? Quando con una frazione di quello che si spende per esportare la nostra democrazia a suon di bombe si porterebbe l’acqua potabile in regioni enormi? O si potrebbe fornire ai paesi poveri un aiuto in termini di strutture che permettano una maggiore autosufficienza?
    Il nostro contributo è comunque una goccia nel mare, ma paradossalmente abbiamo più potere come elettori che come samaritani singoli.

    Infine, credo che non sia una buona strada quella di distinguere tra pensiero buono e pensiero inutile. Se cerco di reindirizzare i miei consumi sto mettendo un granellino di sabbia nel meccanismo di sfruttamento della manodopera del terzo mondo. Se i bambini thai si devono prostituire a clienti occidentali ed io lavoro per cambiare il modo di pensare il sesso qui, in occidente, ho reso un buon servizio anche ai bambini thai.

    Con una frase un po’ troppo altisonante, direi che il pensiero umano avanza tutto insieme.

    Il che, naturalmente, non toglie che certi numeri lascino senza fiato.

  7. Rob ha espresso benissimo ciò che penso anch’io.

  8. stasera ne ho discusso con a. che la pensa come voi..dice che sono sempre la piccola suorina domenicana 🙂 che non c’è una vita d’uscita se non una risposta politica. che difronte a dei numeri del genere io, noi, da soli non possiamo niente. il fatto è che le risposte politiche non ci sono. che sulla fame nel mondo la fao ha dato il peggio di se e i paesi sono stati zitti, più interessati a capire cosa stesse succedendo tra obama e i cinesi, che non a sfamare le persone.
    accetto il vostro punto di vista, perchè alla fine don chisciotte non arrivò da nessuna parte.
    ciò non toglie che a me quei numeri impressionano, che mi rendo conto di avere problemi sciocchi se paragonati ai loro, e che non smetterò mai di essere così come sono, ad indignarmi, a sentire un profondo senso di ribellione nei confronti della prevaricazione nei confronti dei bambini.

    buona serata…

  9. I crimini contro l’infanzia sono quelli veramente imperdonabili.
    Fai un salto qui: io non ne sapevo niente.
    http://www.paoloborrello.ilcannocchiale.it/

    Notte, Minnie.
    ps.
    studiare dalle suore lascia sempre dei segni. 😉

  10. buongiorno nì..la sapevo sta storia, me l’ha raccontata a. ieri sera leggevo il nuovo libro della maraini, che sono racconti, la ragazza di via maqueda. lei è molto attenta alle violenze sui bambini e ne parla in alcuni racconti. in due parla di prostitute bambine e di uomini che ci vanno, in un altro dei bambini che lavoravano nelle miniere di zolfo in sicilia.
    ehhhh…le suore..mi ricordo quando mi davano da portare a casa delle bustine trasparenti di carta croccante con scritto sopra ” per i bambini del mato grosso”..mi chiedevo sempre cosa fosse sto mato grosso..non dove fosse, ma cosa..e le monete da 500 lire che mia mamma infilava dentro..

    ho tirato su le tapparelle..c’è la nebbia..brrrrr….
    buongiorno 🙂

  11. eh cara minnie…io penso innanzitutto che sia legittimo preoccuparsi delle nostre piccole vite e dei nostri problemi grandi o piccoli che siano, in fondo abbiamo una vita sola ed è giusto viverla il meglio possibile, o aspirare alla felicità, senza vergogna. poi, ovviamente sono con te sul disagio e sul dolore per tutte le situazioni terribili che ci sono al mondo. non possiamo fare molto, nel complesso, ma dobbiamo fare tutto quello che è in nostro potere. votare, capire, parlare, protestare, farci sentire in ogni occasione possibile, cambiare i nostri consumi in modo responsabile, scrivere, e agire da volontari ogni volta che si può – purtroppo è sempre troppo poco. io, come te, cerco di muovermi, tu telefono azzurro, io amnesty e l’ambulatorio per stranieri, e mi sembra sempre poco, lo è. è una lotta contro i mulini a vento, proprio ieri sera pensavo, di ritorno da un evento organizzato dal mio gruppo di amnestycontro la violenza sulle donne, che quella trentina di persone che erano presenti in realtà erano venute perchè suonavano dei loro amici, in parte hanno firmato gli appelli, poi finita la musica se ne sono andati praticamente tutti, senza aspettare la proiezione del film che avevamo programmato – dei diritti umani non gliene importa niente a nessuno, questo ho pensato. dovremmo trovare nuove forme per attrarre la gente, ho pensato. anche alla asl dove seguo gli stranieri non in regola, incontriamo opposizioni, dai vertici fino alla donna delle pulizie, che qualche tempo fa ha detto ad un immigrato in attesa “voi dovrebbero darvi fuoco”. non scoraggiamoci, ok, ma l’aria che tira è questa…

  12. oddio com’è lungo, scusa….

  13. Interessante il tuo blog, i metto tra i preferiti.
    Sonia

  14. i numeri ci portano lontano dalle soluzioni, ci schiacciano sulla nostra impotenza e rendono tutto inutile. Credo che sia importante puntare su quello che possiamo fare qui, con fatica, senza chiuderci nel quotidiano, nel cinismo o la disperazione. Condivido quello che pensa Rob, ci aggiungo che la speranza muore qui tra noi, dove cìè la disperazione vera la gente spera e attende. Anche uno solo, alla volta, anche uno solo cambia il mondo e serve quasi di più a noi per giustificare come viviamo che a loro.
    Sull’efficacia dei blog per cambiare il mondo e noi stessi qualche dubbio ce l’ho, ma questa è altra cosa.
    Continua Minnie con quello che fai, è l’unica cosa importante davvero. Per ora.

  15. ciao animuccia..come ti capisco..e il tuo commento non è lungo PER NIENTE. che porta la testimonianza di una che le cose le fa, le mani le usa, almeno una volta la settimana visita uomini e donne che nessuno vuole…pensa..vivessi a coccaglio o in qualche altro paesino di merda sperso nelle nebbie padane ti taglierebbero le gomme della macchina ….SEMPRE CHE LA TROVINO EHHHHH :))))……sei una cara persona, nico.

    benvenuta infinity..verrò a leggerti con un minimo di calma..

    grazie willy, per dire continua missminnie, a combattere i mulini a vento. non possiamo cambiare il mondo con i blog..forse un pochino noi stessi si.

    vado a mangiare…e alle 2.30 si riprende..

  16. eheheh certo non potrebbero contare su di me per portarli fino alla mia macchina… 😉

  17. acccerto che no..però sei una donna piena di risorse..si sa mai :)))

  18. Non devi vergognarti per colpe che non hai…
    Ogni violenza è imperdonabile e possiamo urlare il nostro dolore per provare a farci sentire che ci siamo e che lotteremo perchè certe atrocità possano aver fine.

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