ma lo devo leggere????

sabato pomeriggio ero in un grande centro commerciale di torino nord a vendere candele per telefono azzurro. quartiere ultra popolare sventrato per far posto a case alveari comprate dalla classe media, coppie giovani con bambini piccoli, extra comunitari integrati, stessi passeggini, stessi giubbetti maculati, stessi stivali di vernice bianca infilati nei jeans, stessi capelli biondi tenuti su da un pinzone, viennnniaaamammma mescolati a suoni arabi.

passa una famiglia tipo : padre , madre, bimbo in passeggino, bambina sui 5 anni per mano. due palloncini di telefono azzurro, 10 centesimi in offerta, grazie signora le lascio anche il giornalino di telefono azzurro. lei mi guarda e mi dice : ma lo devo leggere ?. Io e Giusy la guardiamo basite.

il pomeriggio si dipana nelle scene identiche, vendiamo 3 candele, e raccattiamo i 10 centesimi dando i palloncini.

ripassa la famiglia del ma lo devo leggere  : lui sbraita mi sono rotto i coglioni di stare qui dentro voglio andarmene non ti sopporto più, lei sguardo basso, la bimba ci guarda e ci saluta, il piccolo dorme nel passeggino.

gente normale.

vite normali.

la sera faccio un giro sul blog di elastigirl. lei è una giornalista brava che si è inventata un modo simpatico e divertente di raccontare un pezzo della sua vita : marito economista a londra, due bimbi chiamati hobbit, un terzo in arrivo, baby sitter, nonne un po’ discentrate. ne ha fatto un libro ed è passata in tv. ha centinaia di contatti, mamme e padri che la venerano, e lei diligentemente racconta versioni happy della sua vita.

sicuramente non va al sabato pomeriggio all’ipercoop di via livorno.

entro e commento contro corrente un suo post.

come dire : ma cosa c’è dietro tutta questa bella normalità?

ho visto uno oggi che sembrava normale e quando è ripassato non lo era più. o forse si era solo rotto le palle di recitare la parte.

mi hanno mangiata, divorata, assalita.

perchè sono andata a toccare la loro elastigirl, il loro mondo miele ambrosoli, sono una brava mamma perchè…sono un bravo papà perchè…, una si firma anna-trimamma come io mi firmassi cristina-trimamma, perchè , mi ha risposto una, abbiamo bisogno di venire qui e rilassarci.

qualcosa come 104 commenti su sono un bravo papà perchè…scritto dalle mogli, però.

ovviamente non c’era la tipa del pomeriggio che camminava occhi bassi.

ma il popolo di elastigirl mi ha fatto notare che i disgraziati non hanno il pc e non vengono sulla rete a raccontare.

lo so di essere fuori target.

mi hanno espulsa come un corpo estraneo, e hanno richiuso il cerchio : pronte a commentare il prossimo simpatico lovely post della loro elastigirl.

 

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6 risposte a “ma lo devo leggere????

  1. cristina, capisco la frustrazione e lo sconforto contenuti in questo post. ed è vero che alcune reazioni sono state probabilmente eccessive. astraendo (anche se per te forse non è possibile) dai commenti che non mi appartengono, che a volte condivido e a volte no ma comunque sono il sale di un blog, nel bene e nel male perché un blog è partecipazione, il tuo commento al mio post mi aveva lasciata perplessa. e non perché fossi fuori dal coro o, come dici tu, fuori target, cose che invece io apprezzo il più delle volte. ma perché mi sembrava provocatorio nel modo sbagliato. perché l’idea che dava era della maestrina della penna rossa che entra a gamba tesa in giardino durante la ricreazione e dà a tutti degli imbecilli perché si stanno rilassando mentre fuori dal cancello c’è gente che soffre. perché parlare di vite normali, riderci su il più delle volte, parlare di conciliazione tra lavoro e maternità, di omofobia spiegata ai bambini, del mondo surreale che loro ti creano intorno, delle difficoltà banali di una vita banale e farlo con levità e ironia, consapevoli dei privilegi che ci sono toccati in sorte, non significa ignorare che ci sono altri mondi, che ci sono brutture, che altrove albergano tristezza, misteria e violenza. le cose non si escludono. quando apri il tuo blog, scegli il tuo registro, scegli le tue corde, scegli di cosa e come parlarne. io ho scelto il registro della quotidianità, di una quotidianità che non è sempre facilissima ma è indubbiamente felice, perché è quello di cui so parlare scrivendo. questo non significa che io (e nemmeno il blog, per quanto possa sembrare a una lettura superficiale) mi appiattisca dentro la mia gabbia dorata. che ne sai che faccio fuori dal blog? nulla. e non è rilevante effettivamente per chi mi legge. è come quando leggi un libro di intrattenimento. mica pensi “ma ‘sta cretina, perché non ha raccontato dei bambini del darfur e ha scritto invece dell’amore di domitilla e giovanardo, che vivono ai parioli e sono due fessi senza problemi?”.
    forse quella cretina non è capace di scrivere di darfur, forse nessuno la leggerebbe se ci provasse. eppure magari una parte dei proventi dei diritti d’autore del suo libro che tu reputi idiota li ha devoluti ai bambini del darfur, o magari alla casa delle donne maltrattate, come ho fatto io (e non lo dico per incensarmi perché non me ne importa nulla, ma solo perché a volte è tutto meno netto di quanto non sembri).
    alla fine di questo sproloquio che puoi pure cancellare perché è prolisso, ridondante e sconnesso, volevo dirti che mi dispiace che tu sia stata messa alla gogna per avere sollevato un tema che, ne sono certa, con altri toni avrebbe trovato tutti d’accordo.
    del tuo blog al momento ho letto solo questo post, ma ne leggerò altri, certamente perché probabilmente siamo più simili di quanto tu possa pensare.
    ciao
    elasti che non vive nel miele ambrosoli e la spesa la fa alla coop di sesto san giovanni…

  2. sono contenta che tu sia venuta qui, elastigirl. perchè io leggo i tuoi post e li trovo divertenti. mi fa impazzire la storia di maliotelesio e delle gemelle che abitano in via provvisoria nella pancia del tuo bambino. mi rendo conto di essere la maestrina della penna rossa, alle volte. io penso che tu sia una brava a scrivere, molto meno elastigirl di quanto non racconti, che comunque te la sfanghi con quasi tre bambini ed un marito part-time.
    neanche i tuoi ammiratori sanno niente di te : conoscono le tue avventure, hanno bisogno di riconoscere i loro bambini nei tuoi, ti hanno visto in televisione, hanno comprato il tuo libro.
    ma non sono te.
    sono altro.
    magari quella disgraziata occhi bassi il pc a casa ce l’ha e ti legge pure, e commenta.
    ma non che il marito sbraitava all’ipercoop di via livorno, perchè quello non è il mondo di wisteria lane.
    e loro amano essere, almeno per un attimo, lì.
    ti faccio tantissimi auguri per il piccolo che arriverà, continuerò a leggerti, non ti commenterò più per evitare smottamenti vari.

    cristina che fa la spesa al pam di santa rita

  3. Ciao Minnie.Preferisco non entrare nel merito,forse l’ho fatto qualche giorno fa.

  4. p.s. ho lasciato solo il commento di elastigirl e il mio perchè penso sia giusto così. non ho cestinato nè susanna nè lanza, li ho solo messi in archivio.
    nessuna catena di sant’antonio, per cortesia. elstigirl ha risposto, io anche e va bene così.

  5. scrivo, contravvengo e accetto allegramente di essere rimosso, per il solo motivo che dopo una giornata passata a vendere candele del telefono azzurro con successo decrescente, ne è nata la discussione sul fatto di lasciar perdere e di consegnare democraticamente il mondo alla maggioranza. Di questo ne ho scritto ribellandomi all’evidenza e il fatto che tu il “tutti nel loro brodo” non lo metti in conto, già mi pare una grande cosa, il resto si muoverà come può e stancamente. Mi pare.

  6. ti lascio willy..per solidarietà alle candele ..che a venderle pare facile..pare.

    🙂

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