venerdi, 6.30 p.m, a Torino. succede.

camminare in via lagrange al venerdi verso le 6.30 è un piccolo lusso solitario.

torino anche sotto natale continua ad essere elegantemente sotto traccia : ci sono le luci d’artista, e quelle le sopportiamo, ma non potremmo assolutamente reggere i pinetti fosforescenti o i babbi natali che scavalcano i palazzi barocchi. Davanti al museo egizio, noblesse oblige, non ci sono luci, arrivano solo quelle dall’interno, come a dire, siamo noi i vivi e qui danziamo. Piazzetta Carignano è semi buia, le luci sono sul pavè, e poi laggiù, sullo sfondo.

Che così tu possa respirare la città sorridendole, ascoltando il buio tra i palazzi, sapendo che laggiù c’è la luce, ma nessuno ti farà del male nel buio tra il Cambio e Palazzo Carignano.

Entrare alla Luxemburg il venerdi verso le 6.30 vuol dire annusare odore di legno mescolato al sandalo, magari ti può venire voglia di leggere Haaretz e sai di trovarlo, con il Thames, con il Washington Post, con Madamoiselle e Ola.

Giravo da tempo attorno ad un romanzo francese Un brillant avenir tradotto Ai miei non piaci molto, lo sai.

Comprato.

Comprato anche, al Putto, la piccola libreria che vende con lo sconto del 50% libri nuovi, ma ne ha 1 per titolo, e quello che c’è l’acchiappi, Will you please be quiet, please? , di raymond carver.

” rimasero li. si tenevano stretti. si appoggiarono contro la porta come per ripararsi dal vento, e si preparono al peggio

così chiude un racconto.

e il peggio? cosa sarà il peggio ? da dove arriverà?

se vuoi sapere cosa sarà il peggio non leggere raymond carver, che lui non te lo dirà mai.

affascinante sospensione nel nulla.

La lezione di geopolitica verte su baumann, e ogni tanto mi perdo passaggi, seguendo piccole farfalle di pensieri .

sapendo di trovarti fuori , sotto il lampione, con il paltò blu e il borsalino grigio scuro, sapendo che mi abbraccerai con un braccio solo facendo affondare il mio viso nella lana morbida del paltò, sapendo che quell’odore è solo tuo, sapendo che appoggerai le labbra al mio orecchio e mi dirai ciaoragazzinacomestai per ascoltare la mia risata soffocata.

venerdi, a torino.

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3 risposte a “venerdi, 6.30 p.m, a Torino. succede.

  1. come è bella Torino… e quanto mi manca…
    Cristina io sono un po’ assente ma ora sono felice. un pochino e incrocio le dita.
    un forte abbraccio a te e a Torino

  2. sono contenta, Maria. di quella tua piccola felicità. da stanotte ho mal di gola e raffrrrreddddooore..bustine di oki, kleenex, libri, coccole..

    nelle città belle si torna sempre :)..ti aspetto, Maria

  3. bella torino, sì…

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