il settimo

mi guarda a muso duro, con gl’occhi che mi sfidano e mi dice che lei fuori di lì tornerà a rubare.

non tenta di fare come le altre, di abbozzare un minimo di pentimento che fa sentire noi genteperbene più sereni, per la serie eppperò se avesse un lavoro..

no, lei tornerà a rubare.

perchè le piace, dice.

la sfida.

è cresciuta in riformatori in giro per l’europa, sa parlare spagnolo e francese, italiano e la lingua zingara.

è giovane , ha tre bambini, il più piccolo ha quasi due anni, è un anno e mezzo che è  dentro, uscirà a maggio.

lei ha diciannove anni, è domenicana o salvadoregna o caraibica. nella carrozzina dorme la sua bimba di 40 giorni.

l’hanno presa ancora incinta con mezzo chilo di coca addosso : non si sa quanti anni le daranno, ha partorito in ospedale piantonata da una guardia .

oggi si stirava i capelli, leggendo marquez in spagnolo.

non parla con nessuno, non ti degna di uno sguardo.

noi brave signore che arriviamo a fare un abbozzo di carità siamo delle merde, in fondo.

con questo senso buonista di sottofondo , in cui speriamo sempre di salvarne almeno una, ma a loro non frega niente di essere salvate.

stare lì con i loro piccoli è un modo di vivere in maniera meno rigida il carcere.

ce ne sono un paio che arrivano da rebibbia, e pare che il nido di rebibbia sia il paradiso terrestre, i volontari si portano a casa i bimbi nei week end, ci sono le puericultrici, la pasta fissan e la lavatrice con il ferro da stiro.

qui, ci siamo solo noi.

con i nostri discorsetti…ma non vorresti un futuro diverso per tuo figlio?

ecco, solo noi possiamo fare una domanda di cazzo così.

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6 risposte a “il settimo

  1. fosse almeno la prima volta che la sentono…

  2. difficile, sì, e condivido la tua sensazione che sia una domanda di cazzo. non è per niente semplice, e probabilmente alternative non ce ne sono, almeno per molti. chi glielo da’ un lavoro, ad uno zingaro? o anche a uno uscito di galera? con la penuria di posti che c’è…a volte non si sa cosa dire.

  3. è triste pensare che per alcune la vita in carcere sia meglio di quello che possono avere fuori, qui o per le straniere nel paese dove sono nate. donne magari scappate da una guerra civile o da una miseria così nera che l’idea di crescere un figlio in carcere ti sembra il paradiso rispetto a farlo morire di fame

  4. Il problema con queste persone è il loro vissuto.Quello che per noi è toccare il fondo,loro possono interpretarlo come una vita normale o anche fortunata.

  5. Ho pensato all’incirca quello che ha scritto Lanza. Ci si sente piuttosto stupidi, io mi sento stupida, quando paragono i miei piccoli problemi, i miei persistenti malesseri, alla vita che è obbligata a fare certa gente.

  6. è una situazione complicata. alle volte mi chiedo se loro hanno reali alternative e la risposta che mi dò è no. ma forse le hanno i loro figli…mandarli a scuola regolarmente, attrezzare campi con un minimo di dignità, lasciare che le ong lavorino all’interno dei campi, forse questo può aiutare le future generazioni. Poi ci sono quelli che dicono..ma perchè io devo pagare per quattro zingari pulciosi..e la risposta è che pagando per dare tutte queste cose ti eviti la microcriminalità, aiuti dei bambini a crescere in maniera diversa. forse.
    penso che almeno un tentativo andrebbe fatto.
    certo che attualmente il clima politico non aiuta : il partito dell’amore non comprende rom, negri, rifugiati, disgraziati.
    il partito dell’amore riguarda solo i bianchi cattolici di destra.
    così è.

    buona notte…

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