il bambino lo guardava. lo guardava seguire il richiamo di spettri che lui non poteva seguire.

ho strani destini legati ai libri.

prendi la strada di cormac mccarthy. nel 2007 vinse il pulitzer e io lo lasciai sul banco del libraio.

non era tempo di leggerlo e di amare quel genere di scrittura.

poi venne carver.

e imparai.

la strada, e sono solo a pagina 30, è un libro durissimo.

eppure all’interno della sua durezza c’è un amore straziante.

l’uomo e il bambino non hanno nome, come piace a me, sono l’uomo e il bambino.

perchè un uomo e un bambino immersi in un mondo spettrale ( guerra nucleare? sole collassato?) che spingono un carrello lungo strade deserte, sotto piogge gelide, possono essere così affascinanti?

perchè mccarthy non ti lascia spazio. non ti lascia respirare, non cede mai, apre e chiude .

…lei era morta da sola da qualche parte nel buio e non esiste nessun altro sogno nè mondo reale e non c’è nessuna altra storia da raccontare.

si prende un bambino, il bambino del mondo, e si va.

perchè così si deve fare.

senza lagne, senza cattiveria, un piede dietro l’altro.

poi vinci il pulitzer.

 

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