Dedicato a Genia Dresner, bambina bionda con un cappottino rosso

Ciao Genia,

chissà dove sei ora, piccola bimba bionda con un cappottino rosso.

Piccola orfana ebrea che vivevi nel ghetto di Cracovia, amorevolmente accudita da un giovane medico, che ti cullava quando piangevi la notte chiamando la mamma ma lei non rispondeva più.

Chissà cosa pensasti,  Genia, quel giorno che gli uomini invasero le tue strade con i cani feroci parlando quella lingua dura e gutturale, sporca e infida.

Ma nessuno ti toccò, piccola bimba bionda con il cappottino rosso.

I cani ti ignorarono, i soldati si voltarono misericordiosamente dall’altra parte, mentre tu attraversavi il ghetto alla ricerca del tuo giovane amico, quello che ti scaldava il latte la sera e ti raccontava le favole mettendoti a letto.

Eri solo una piccola bimba bionda, Genia Dresner.

Hai vissuto ancora un anno da quel giorno.

Hai continuato ad uscire e giocare per le strade, hai continuato a piangere la notte cercando la mamma, hai visto arrivare la primavera, tolto il paltoncino rosso e messo vestine di cotonina a fiori con le calzette bianche.

Ma la fortuna, Genia, non arriva due volte nella vita.

E tornarono i cani, gli uomini che parlavano una lingua che non conoscevi, e stavolta nessuno si voltò dall’altra parte.

Chi ti pettinò l’ultima volta i tuoi capelli biondi?

Chi ti disse di spogliarti, di toglierti quel cappottino rosso, il vestitino, le mutandine e la maglietta di lana?

Raccontacelo, Genia

Raccontaci cosa provasti ad entrare nello stanzone grande, così sola, così infreddolita, chiamavi la mamma, chiamavi il giovane medico, chiamavi e nessuno rispondeva.

Avrebbero potuto risponderti tutti quelli che sapevano e si voltavano dall’altra parte.

Ma erano muti e sordi, vero Genia?

Così moristi.

Soffocata dai gas.

Con la bocca splancata a cercare l’aria, a chiamare la mamma, ancora una volta.

Chissà Genia se chi ti mise dentro il forno accarezzerò la tua guancia morbida.

Forse no.

In fondo, Genia, tu eri solo una piccola bambina ebrea .

 

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4 risposte a “Dedicato a Genia Dresner, bambina bionda con un cappottino rosso

  1. E chi lo sa, Cristina.
    Magari le tagliarono anche i capelli biondi, prima di.
    Se fossi Dio mi divertirei un mondo, nelle mie camere a gas eterne.

  2. Se fossi un Dio che non c’è, perchè, ci fosse stato e ci fosse, la gente non vivrebbe orrori.

  3. genia compare nel film di spielberg su schindler con il cappottino rosso..unica macchia di colore nel bianco e nero. è veramente esistita e la sua breve storia è quella che ho scritto. si sa pochissimo di lei, e neanche dove morì, sparì, semplicemente. Inghiottita dalla Storia.
    concordo con te , nicoletta. su Dio e il resto…

    venerdi…thanks God :))

  4. Milioni di Genia nel mondo. Allora, e purtroppo ancora.

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