la sostenibile leggerezza della noia

lei mi racconta di una serata torinese finita alle 8 del mattino, giocando a tequila bumbum fino a che il riso si mescola alle lacrime o forse sono  le lacrime che inglobano il riso.

ascolto educatamente, come si confà, per il bene che le voglio, sentendo la sostenibile leggerezza della noia montare come panna montata.

di cose già viste.

di quando avevo vent’anni e giocavo a golf e cenavo alle club house con modi blasè, parlando di ferri e put e firmando il conto che a fine mese qualcuno avrebbe regolato.

o di cene al piratà dopo aver visto il granpremio da una tribunetta difronte alla piscina, caldo e puzza di benzina.

sono cresciuti quei ragazzi e sono rimasti così.

hanno sposato donne algide, o timide commesse diventate crudelia demont, fatto figli un po’ tardi come noblesse obligè e scoprono che la bionda Joy , di anni tredici, invita su facebook i suoi amichetti a casa per giocare a faccia di pietra.

potrei unirmi al gruppo.

indossare tacchi a spillo e recarmi alle cene, con regolare invito.

so usare le posate giuste, ordinare le portate con nomi francesi, adoooooro la cucina giapponese, ho frequentato le scuole passpartout, ho un piccolo tatuaggio sul polso destro di cui parlare per ore.

potrei diventare una donna cougat che adesso va molto di moda : si mormora che pure Sarandon si sia convertita ad avere un toy-boy, di Madonna già si sapeva, anche la mia narratrice torinese si è adeguata ed è così soddisfatta.

mi salva, grazie a dio, la sostenibile leggerezza della noia, la noia del nulla, la noia del sentire cose già sentite, la noia del riso mescolato al pianto, la noia della puzza del vomito , la noia dello stare a guardare chi beve.

d’altronde se si annoiò Salinger e per sessant’anni visse sperso da qualche nei territori dei sioux posso annoiarmi pure io.

non ho scritto il giovane holden? non posso perdermi nei vasti territori del’indiani?

ma sono solo piccoli dettagli , noiosi che siete 🙂

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15 risposte a “la sostenibile leggerezza della noia

  1. Potrei sapere cosa sono le “scuole passpartout”?
    Così, tanto per curiosità…

  2. sono le scuole giuste che ti consentono di frequentare le persone giuste, e che anche ad anni di distanza quando dici ….sono stata a scuola dieci anni da….ed ero compagna di…..tutti ti riconoscono come una facente parte del gruppo..
    terribile, i know.
    ma funzionava così…
    o, forse, funziona ancora così…..

  3. p.s. mio fratello, che ha frequentato il liceo a bath , dai padri benedettini, riceve tutt’ora una volta l’anno un giornalino molto patinato dove al fondo c’è la pagina dei fidanzamenti, dei matrinoni, delle nascite, delle morti..
    tutto così british che capisci che solo potevano colonizzare il mondo 🙂

  4. è sempre un piacere leggerti.
    ciao minnie.

  5. Ahhh, allora era uno scuola passepartout anche la mia, dalla quale scappai altrimenti avrei dato fuoco alle suore.
    E i miei vent’anni li ricordo difficili, scarmigliati, ribelli, sofferenti.
    sai, al tuo posto mi annoierei a morte anch’io.
    Se c’è puzza di ipocrisia mi annoio sempre, e scappo.
    Comunquee hai ricordato Salinger in maniera originale. 😉
    Notte, Cri.

  6. ah pure io in scuola passe-partout…non starei in quel tipo di ambienti neanche se…. brrrrrr.
    ma: 1- che è faccia di pietra? 2-cos’è una donna cougat?

  7. Deliziosamente snob:)

  8. oh yeaaaahhhh, lanza..ma poco poco , che troppo sarebbe insopportabile 🙂

    dunque animuccia il giochino dei ragazzini di 13-14 anni è il seguente : un paio di maschietti sono seduti attorno ad un tavolo, la ragazzina di turno sotto il tavolo fa un pompino a uno di loro, che deve rimanere impassibile pena la squalifica. non voglio commentare.
    le donne cougat sono le donne puma che vanno a caccia di giovani maschi nella savana…ho letto che ci sarà una serie tv su fox dedicata alle cougat…io fox non ce l’ho. come dire, che culo 🙂

    grazie a chi è passata…signorine passapartout 🙂

  9. Più che un’ex signorina “passepartout” mi sento una pecora nera, ma di un nero…
    😉

  10. apperò che passatempi…..

  11. faccia di pietra :)) animuccia…

  12. Da faccia di pietra a faccialibro il passo è breve,insomma.
    Non ricordo questo gioco,a dire il vero.Una volta ho praticato la variante “autostradale” uscendone vivo per miracolo.

  13. nel senso che per poco non ti schiantavi contro un paracarro o è stata un’esperienza mistica-paradisiaca ? :)))

  14. Anche i salesiani (rigorosamente minuscolo) continuano a scrivere agli adepti anche se mancati. Ma ad ogni lettera c’é richiesta di soldi neanche troppo velata…per fortuna mio padre era Ligure e non é mai caduto in trappola.

    Faccia di pietra é carino! mi manca 🙂
    Ma é solo per i 14enni???

  15. steeeeeeeeeeeeeeee……….

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