in questa storia di falso ci sono solo i nomi.

Angelo nasce in un campo rom. Viene  cresciuto dalla nonna. Quando ha circa due anni la madre viene arrestata e si ricorda di questo bimbo piccolo e se lo porta dentro : viene messa nel reparto mamme, con le relarive agevolazioni.

Angelo passa un anno nel nido del carcere : frequenta tre giorni la settimana un asilo  esterno, sta con sua madre ventiquattrore su ventiquattro, è coccolato dalle volontarie, fa i capricci, ride, impara a parlare.

Angelo compie tre anni : gli viene detto che andrà a fare una passeggiata : è affidato ad una zia che non conosce, la madre passa nel reparto delle normali, fa spallucce sul futuro del figlio. Non le interessa cosa sarà di lui : dice mio figlio è un ladro zingaro.

Angelo adesso vive  in uno dei più squallidi campi rom della zona.

Lucia ha due anni quando entra a rebibbia con sua madre . che sembra sua nonna : in effetti ha figli grandi ed è nonna.

Vengono trasferite a torino, lucia è compagna di giochi di Angelo, compie tre anni.

E’ affidata al padre che ha grossi problemi di alcool, vive in un roulotte vicino al carcere : la madre ne ha ancora per due anni.

Luce ha tre mesi : è nata dentro. Sua madre è una ragazzina di diciannove anni che fa il corriere della droga : guadagna 30mila dollari a viaggio. Ha una famiglia normale alle spalle. Habla espagnol, legge marquez, tratta sua figlia come una barbie.

Il padre di Luce è un piccolo boss del narco traffico, ha figli ovunque, lei è figlia solo di sua madre.

Ho conosciuto questi bambini.

Io donna bianca liberal femminista garantista questi bambini li avrei tolti alle loro madri e dati in affidamento.

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3 risposte a “in questa storia di falso ci sono solo i nomi.

  1. eh…

  2. e invece no… invece gli assistenti sociali li tolgono a quelle famiglie, che seppur povere, sono famiglie dignitose che non fanno mancare il necessario… però se un assistente sociale sà che ami i tuoi figli, ma a cena dai loro caffellatte eh no… non va bene… Marcovaldo portava i suoi bambini al supermercato, il loro gioco consisteva nel riempire il carrello e poi svuotarlo e nel libro Marcovaldo non riceve la visita di un “iosotuttodicomesiallevanoifigli” che glieli porta via! eppure si legge sui giornali tutti i giorni di queste cose e nessuno fa nulla! quando mia nipote mi ha comunicato che voleva fare l’assistente sociale non potevo crederci: per fortuna ha cambiato idea, si è iscritta a giurisprudenza…

  3. non è che conosca tutti gli assistenti sociali dell’orbe, quelli che conosco sono persone razionali e per bene, che agiscono nelle gabbie di normative demenziali che privilegiano e privilegiano il diritto del sangue, come se il fatto di essere stato cagato da quell’utero ti appiccicasse a quella disgraziata nel bene e nel male anche se è una pazza e un’assassina, di strutture elefantiache, e di fondi che non arrivano mai, che non bastano, che non ci sono. stanno in prima linea e un po’ come i caschi blu se le prendono dall’una e dall’altra parte mentre i mondo là fuori fa no no col ditino. non ho mai conosciuto un as che abbia strappato un bambino piangente al seno della mamma perchè a cena gli ha dato lo yogurt invece della minestrina calda calda, ho conosciuto tante as che si incazzavano e si disperavano perchè non riuscivano a fare sì che i bambini già levati a madri tossiche e dati in affidamento a famiglie normali non venissero restituiti alle stronze tutte le volte che piagnucolavano che avevano smesso, salvo ritrovare il bambino in istituto dopo tre mesi. ne ho le palle piene di questi discorsi televisionari del cazzo, cervelli ripieni di cazzate cresciuti pensando che le fiction di raiuno siano documentari, è giusto, questi bambini non devono essere costretti a sprofondare nella merda con le famiglie del cazzo cui la sorte li ha appiccicati!

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