perchè , prima o poi, le storie vanno raccontate.

Sono amanti : ancora per poco, ma non se lo dicono.

Per pudore, per trattenere ancora un attimo il calore di quello che avrebbero potuto essere ma non è stato.

Non provano dolore, solo una lieve traccia di malinconia, che se ne andrà presto, senza lasciare ombre nel cuore.

L’uomo la porta nell’unico posto che lei ama di quella città , che peraltro trova brutta.

Ma lì, in quel bar all’aperto, vuoto, che si affaccia su un piccolo giardino, la donna sente per un attimo un palpito di amore, breve, inatteso, violento, per milano.

Il cielo è coperto, sta per piovere, l’aria è fredda, o così pare a lei.

Ordina un the caldo, che ad inzio agosto pare una follia.

Lui si srotola le maniche della camicia e beve una spremuta.

Parlano delle prossime vacanze : lui ha già le valigie pronte, è rimasto in città per vederla ancora una volta, ma l’indomani partirà.

Lei rimarrà a casa .

Un”ora e lei andrà via.

Prenderà il treno, si  siederà sul sedile comodo tirando fuori dalla borsa un l libro e due riviste comprate in centrale.

Lui le manderà un messaggio che la farà sorridere, lei risponderà a tono.

Lei sa che non tornerà a milano per molto tempo, non ci sarà più motivo.

Lui non troverà nessuna scusa per tornare da lei.

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9 risposte a “perchè , prima o poi, le storie vanno raccontate.

  1. Una volta mi è frullata nella mente una domanda: “Ma tu – mi sono chiesto, ai limiti della schzofrenia – se potessi rivivere e cambiare un momento della tua vita, uno solo però, quale sceglieresti?”
    Pensa che ti ripensa, non sapevo quale potesse essere, ogni volta che pensavo di averne trovato uno, poco dopo ce n’era sempre un altro migliore.
    Avrei potuto andare avanti così per ore, giorni, settimane.
    Poi “ho trovato la quadra” (come direbbe Di Pietro).
    Mi piacerebbe rivivere e cambiare una delle tante ocasioni – una qualsiasi – nelle quali sono tornato con il broncio e presentarmi invece con un sorriso.
    Tornare non è sufficiente. Bisogna portarsi dietro un sorriso.
    Forse oggi starei meglio…

  2. questa, aquila, è in parte una storia vera in parte no. le storie, quelle da raccontare, sono dentro di noi, ci parlano, mescolano le nostre esperienze con quello che avremmo voluto che fosse, poi una sera, un mattino, quando c’è, ti siedi, e scrivi.
    metti in una cartellina di lavoro : un altro pezzetto che potrebbe servire, un altro canovaccio su cui lavorare.
    mi sembra bello che lui e lei siano rimasti grandi amici.

    ciao aquila..so che tu capisci cosa vuol dire avere storie dentro da raccontare 🙂

  3. Non credo di avere molto da raccontare ma mi piace leggere.Bel frammento.

  4. fai sembrare una rottura una cosa quasi bella

  5. mi viene in mente che potrei provare a scrivere di come sia bello rompere, di quello ho esperienza…

  6. grazie Lanza…

    ci sono storie che possono essere chiuse senza farsi troppo male, rimanere amici, amici veri, e pensare di essere stati fortunati ad essersi incontrati…succede, qualche volta.
    ho voluto raccontare una piccola storia così.
    perchè di sangue ed attacchi alla giugulare, di pianti, drammi, mezzi finti suicidi, e tutto l’armamentario del circo barnum non sono mai stata una fan scatenata 🙂

    animuccia…scrivi. (imperativo!)

  7. grazie zdora…grazie sul serio

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