tu sei sempre a rischio, lo sai.

Si commentava, io  e la dit, stamattina la sciaguratezza delle leggi italiane che permettono ad uno denunciato per stalking di avere il porto d’armi.

Come dire, vai figliolo e ammazzala.

Dopo 10 anni di separazione questo ancora la perseguitava, le aveva distrutto tutte le piante sul balcone, fatte a pezzi , l’altro giorno.

Dopo 10 anni sempre lì.

Niente. Nessuna precauzione.

Conosciamo bene la storia, conosco bene la storia.

Oggi a nichelino, paese di barriera, un italiano ha preso a martellate la moglie rumena perchè voleva lasciarlo.

Ad un certo punto la dit mi dice :

tu sei sempre a rischio, lo sai.

ecco.

oggi è tutto il giorno che ci penso.

rivedo le scene, gli appostamenti, gl’agguati.

sono passati quasi otto anni.

però la paura non te la scordi mai.

sono sempre a rischio.

non ci voglio credere,

ho fatto passi avanti

ho anche messo il mio nome sul campanello di casa.

il telefono no.

e neanche il cellulare.

eppure se rientro con il buio dietro le spalle mi guardo sempre.

ti rimane dentro

l’istinto del difenderti.

quando leggo di queste povere donne

che nessuno ha difeso

mi viene una rabbia dentro enorme

perchè

io

so.



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8 risposte a “tu sei sempre a rischio, lo sai.

  1. Malattie mentali, mi viene da dire.
    Ma chi le cura?

  2. basaglia.
    quello che giustamente ha aperto i manicomi ma poi non c’è stato più nessuno che ha detto ..ma i pericolosi, quelli che non si vogliono far curare, chi li prende in carico?
    c’è scritto oggi su repubblica che ogni 2 giorni c’è un omicidio in famiglia, al nord il 45% dei casi, e l’Italia primeggia nelle classifiche.
    il silenzio delle istituzioni, di chi dovrebbe ascoltare le donne, allontanare i mariti violenti da casa, i giudici che dovrebbero rinchiuderli al trattamento obbligatorio è così forte che copre le urla delle donne massacrate.

  3. L’autonomia economica è essenziale per ridurre almeno i maltrattamenti in famiglia.Sai quante donne ho sentito giustificare la mancata fuga da uomini che le picchiavano dicendo:”Non so fare nulla,non ho mai lavorato fuori casa,se me ne vado di qui cosa faccio?”.Poi le famiglie restano covi di vipere,meglio evitarle.

  4. non sono tanto d’accordo, Lanza. E le donne ricche che si beccano le botte? le donne medico, avvocate, poliziotte, bancarie , che si coprono i lividi?..è un discorso più complesso, riguarda l’autostima delle donne, la propria forza, quella che hai dentro…la mia non era una violenza fisica, ma quella psicologica, la violenza di uno che si fa dare un numero di telefono secretato e poi ti chiama nella notte dicendo..è inutile, tutto inutile… e quando al mattino richiami quegli schifosi di telecom e ti senti dire..gliel’avrà dato lei………..
    per uscirne non devi mai perdere di vista il tuo obbiettivo. sempre che il bastardo non ti spari.

  5. beh, ma lanza non ha torto nel senso che comunque per andarsene bisogna essere economicamente indipendenti, questo è fondamentale! poi, certo, ci vuole la volontà di uscirne, il non essere del tutto intrappolati psicologicamente. ma se a cinquant’anni vuoi davvero uscirne ma non hai un lavoro, come fai?
    certo non è quello il centro del problema d’accordo.
    ma io penso però che tu ne sia fuori, dai. non sei più a rischio, dopo tutti questi anni silenti. è solo paura, e quella, capisco, rimane dentro e si può riaffacciare.
    la violenza sulle donne, c’è tanto da dire. la paura, l’omertà, il silenzio, tutti fanno finta di non capire, negano l’evidenza, i violenti sono coperti da tutti. e poi, se pure li prendono, è impossibile il controllo a vita, come fai, è così capillare – e noi vediamo solo la punta dell’iceberg, quelli che saltano fuori, uccidono – sai quanta ce n’è, di violenza che non emerge.
    ancora, cercano di farci credere che la violenza viene dallo straniero, e qualcuno abbocca, forse fa anche meno male pensare che venga da qualcuno totalmente estraneo a te, che il pericolo non sia in tuo padre, in tuo fratello, nell’uomo che hai amato e scelto.

  6. certo che ne sono fuori, nì..però m’ha colpito questo..10 anni dopo…
    per il resto concordo con te.
    cmq ne esce chi ne vuole uscire, soldi o non soldi.
    i soldi aiutano, ma alle volte non bastano.

    stasera holden 🙂

  7. Minnie, mi dispiace per lo stato di assedio. Pero’ e’ evidente che nessuno e’ in grado di aiutarti a livello istituzionale, quindi mi discosto un po’ dal coro e ti offro i miei due centesimi: impara a difenderti. Indossa un kimono, per te stessa. al 99% non avrai mai bisogno di quello che imparerai, ma quell’uno per cento ti permettera’ di essere piu’ sicura di te, di non farti sorprendere dal buio. So che non e’ la soluzione ideale, ma prendersi cura di se stessi e’ l’unica soluzione possibile… hai il vantaggi di essere sempre in guardia e di sapere chi potrebbe essere li’ ad aspettare. Forza, e nel frattempo… vivi (ma questo lo stai gia’ facendo 🙂 )

  8. ciao andycaro :)…è veramente un piacere grande risentirti qui…….io vivo bene, però è come quando ti sei bruciato con l’acqua calda..dopo hai sempre un po’ di fifa..un pochino..ma è stato solo un pensiero, un ricordo…
    ti abbraccio, spero che tu stia bene..e il tuo nipotino??
    un bacione

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