mica lo devi sempre mettere in bocca l’amore

le storie se le hai dentro le racconti, prima o poi, magari le vivi, magari anche no, ma prima o poi le tiri fuori, le rimastichi come un gomma, ci fai le bolle, apri un word e attacchi , che dall’incipit già sai se è il caso di lasciar perdere , e vedi i tuoi personaggi che prendono forma, ti immagini i capelli gialli di lei , i peli di lui, te li vedi a letto, o mentre bevono un bicchiere di latte nella notte, le storie sono così, sono noi, costruisci una strada su cui farli camminare, e gli metti scarpe robuste ai piedi, per fare chilometri, li ripulisci dallo sbrodolamento, che tanto il lettore lo capisce da se che questi se la filano mica devi mettere sempre in bocca l’amore, l’amore glielo metti nel cazzo di lui che è meglio, che almeno se sta zitto non combina guai, comprimi tutto, devi stare nei 900 spazi, novecento modi di raccontare un uomo e una donna, copi, incolli, metti da camper, incroci le dita, magari lo trovano carino, magari lo pubblicano, perchè almeno risparmiatevi la bugia pietosa di non essere vanitosi del vostro essere piccoli scrittori , meglio dire ho paura che piaccia, che se poi piace cosa dico, che faccio, mamma, dimmi che faccio, ma se è quello che vuoi, apri un word e scrivi una storia , una storia da fottere e via.


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