quale voce narrante rubero’ ?

si impara a scrivere copiando grandi maestri

adesso, proprio adesso, che avevo cominciato a scrivere piccoli racconti, qualcosa che funzionava, ecco proprio ora mi vado ad imbarcare su una nave che parte per una destinazione ignota.

che quando ci hanno detto che al mercoledi ci sarebbe stato un corso di approfondimento sul romanzo, con fabio geda , ecco io avrei potuto girarmi dall’altra parte, far finta di niente, elegantemente sorpassare e scivolare verso la macchinetta del caffè.

invece, come una presuntuosa, ho staccato il biglietto per il viaggio, salendo, stasera la scaletta d’imbarco.

e questo geda, che in un settimana  ha venduto sessantamila copie del suo ultimo romanzo, è uno simpaticissimo, che dice okei tremila volte, ti dice subito : quale voce narrante ruberai per scrivere il tuo romanzo?

io?

io non scrivo romanzi, scrivo raccontini, abbozzo, parlo di sentimenti, di gente che si lascia, di madri che abortiscono, di uomini sfigati che s’inventano mondi, che romanzi e romanzi.

bene, dice il geda dai tremila okei e che afferma che nel mare ci sono i coccodrilli, portate la vostra sinossi di seimila battute che mercoledi cominciamo a fare qualcosa.

stupidastupidastupida, io una sinossi di seimila battute manco so cosa sia, neanche ho vagamente idea di che inventarmi, io scrivo post , sono una che si arrabbatta, neanche frasi farfalle, neanche un palpito di chissà che, geda , signorebenedetto, che voce narrante ruberò per scrivere?

kafka ha scritto il suo primo racconto in una notte, stendhal ha scritto la certosa di parma in quarantonove giorni, melville ha scritto moby dick in sedici mesi ……………dice paul auster

cosa dovremmo pensare, noialtri?

che c’est tres facile, mia piccola scrittrice di post senza neanche frasi farfalle o palpiti di chissà che o sete o smerigli o velluti o rime baciate

e visto che geda vuole a tutti i costi che rubi sta benedetta voce narrante, ebbene la ruberò.

ruberò quella che sento più vicino a me, quella che sento rigirarmi nello stomaco quando la leggo, quella che se campassi anche cent’anni mai riuscirò ad avvicinare

e lei madame duras mi perdoni , là dove si trova.

abbia pietà e si giri dall’altra parte mentre la cito.

si trovi un bel ragazzo e stappi con lui una bottiglia di vino rosso alla memoria.

non dia retta,  e non legga nulla dall’alto.

geda vuole che io rubi, e lei m’è parsa la migliore.

se non altro lei i palpiti non li ha mai scritti

e questo mi pare un bellissimo inizio .

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16 risposte a “quale voce narrante rubero’ ?

  1. Per “voce narrante” intendi il cosiddetto “punto di vista”?

  2. ciao aquila, no la voce narrante è il modo di scrivere..che so carver ha una voce narrante completamente diversa da dan brown, la mazzantini ha una voce narrante diversa da yorcenaur e via così. in realtà le voci narranti non sono moltissime, non è come la musica , i modi di scrivere sono abbastanza limitati rispetto alle possibilità delle note..non le storie, bada bene, il modo di scriverle….
    al presente o al passato remoto, in prima o terza persona, con molte coordinate o pochissime coordinate, ma questo più o meno è…

    buona giornata..tornato il sole :)))

  3. Finalmente riesco ad entrare nel tuo blog: pareva ci fossero due mastini, a presidiarlo.
    E’ una bella sfida, Cristina, anche se, come Aquila, mi chiedo cosa si intenda, esattamente, per “io narrante”.
    Sarà lo stile?

  4. possiamo chiamarlo stile, nì…ognuno di noi, anche noi piccoli blogger di provincia, abbiamo un nostro io narrante, che si riconosce..per esempio, se dovessi leggere un post tuo e uno scritto da aquila , senza indicazione di nome, li riconoscerei subito, perchè il tuo io narrante è diverso da quello di aquila..simile, ma diverso. che so’ l’io narrante di cecilia, che secondo me è la migliore in assoluto per ritmo, per la padronanza della lingua, per la capacità di esprimere quello che sente senza scrivere bollywoood, si riconosce rispetto a quello di claudia de lillo, che è brava ma scrive in modo diverso.
    geda da detto di fare questa prova…leggere 5 pagine di un tuo autore del cuore, chiudere il libro, e provare a riscriverlo. e poi rileggere e confrontare, richiuderlo e riscriverlo…non con parole tue, con il suo io narrante.
    difficilissimo.
    ma così prendi la mano, la eserciti..
    ovviamente la storia è una cosa soggettiva, ognuno scrive quello che vuole, ma l’io narrante non è la storia.

    besos…….

  5. Ma questo esercizio, scusa l’ignoranza, non porta a snaturalizzare se stessi?

  6. assolutamente no..è come i giovani pittori del rinascimento che andavano a bottega ad imparare a dipingere..dovevano imparare a mescolare i colori, a tracciare le linee, a copiare il maestro : quanti falsi giotto ci sono in giro :)..per poi arrivare ad avere un tuo io narrante…nessuno nasce imparato, neanche nella scrittura.
    pensa a quanti si sono inseriti nella scia di carver, creando il filone dei minimalisti, ma alla fine (quelli capaci, gl’altri si son persi strada facendo..) hanno trovato la loro mano..pensa a
    bret easton ellis…scrivere è fatica, bisognerebbe avere ore a disposizione, esercitarsi, copiare, riscrivere.
    una mia cara amica che pubblicherà presto il suo primo romanzo con neri pozza si è appoggiata ad una nota agenzia di milano che le ha messo un editor al fianco..e pure lei ha letto pagine di mazzantini, chiuso il libro, riscritto, riaperto, riletto, riscritto…
    eppure il suo libro non è di mazzantini, è suo, ma aveva bisogno di imparare…

  7. se serve una voce narrante, mi offro volontario…

  8. Io sono il meno indicato a palare di ‘ste cose, ma per me la voce narrante è il punto di vista con quale si scrivono le storie: in terza persona (la più diffusa), in prima persona (tipo diario), in seconda persona (la più difficile).
    Se invece è un’altra cosa, “cado dal pero”, come si dice dalle mie parti…
    Ciao
    P.S.: qui il sole va e viene con una frequenza praticamente mezz’oraria. E la cosa sta francamente rompendo le p…

  9. il punto di vista è quello che pensa l’autore, e ogni autore ha il suo. il resto è modo di scrivere : prima persona, terza, presente, dialoghi, meno dialoghi, tanti personaggi, pochi personaggi..si comincia con una sinossi, una trama, si butta giù un canovaccio, poi lo si riprende, si parte con l’incipit, e si va. anche per la sceneggiatura si fa così, ho avuto la fortuna di seguire un paio di lezioni con gli sceneggiatori di due film di sorrentino, e ci hanno regalato il plot e poi la sceneggiatura. nel plot c’è la storia (la sinossi), senza dialoghi o altro, la sceneggiatura è quella che dà struttura al film , dialoghi, sfumature al personaggio ecc…poi ovviamente tutto il resto lo mette il regista.
    andare a scuola di scrittura , o perlomeno quello che succede da holden, vuol dire anche imparare altri modi di scrivere..ieri c’era marco rubiola, che di mestiere fa il copywriter , ha lavorato con toscani e ora è con lapo elkan, abbiamo analizzato i linguaggi usati in certe campagne pubblicitarie, preso il modello della diesel e i cambiamenti che ha fatto in questi anni, fino ad arrivare a quella di quest’anno con le frasi be stupid.
    molto interessante…
    a tutti buon venerdi…grigiogrigiogrigiogrigio

  10. eh, ma con queste premesse il tuo venerdì non sarà grigio, sarà un arcobaleno! ci prenotiamo per leggere il romanzo…

  11. pensavo fosse questo, ma forse era solo un calesse. http://it.wikipedia.org/wiki/Io_narrante

  12. ..nel nostro caso, che non siamo quegli scrittori così abili, abbiamo il nostro scrittore di riferimento che ci accompagna, il famoso io narrante.

    animuccia, io non scriverò mai un romanzo. non ne sono capace.
    potrò scrivere un racconto un po’ lungo, se mi viene qualche idea bella..vado a cercare d’imparare qualcosa, più che altro.

    ma forse è tempo anche un po’ sprecato : basta aprire wikipedia e hai le risposte.

  13. è buffa questa cosa dell’io narrante…
    quando ho fatto un mini-corso di scrittura l’hanno detta anche a me.
    però mi hanno fatto portare degli incipit di libri che amavo e poi me li hanno fatti confrontare con il modo in cui scrivo per farmi capire quale fosse il mio stile.

  14. grazie anatroccolo..così non passo per una pazza visionaria 🙂

  15. già… ora passate per DUE pazze visionarie 😉

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