figli nostri, senza speranza

Li abbiamo nutriti ad omogeneizzati e biscottini al plasmon, mandati all’asilo e al tempo pieno, sono nati negl’anni in cui berta filava, i socialisti sberluccivano e s’inventavano la milano da bere, sono nati nell’effimero baby boomer degl’anni 80, hanno visto le loro famiglie disgregarsi, ricrearsi in altri modi, sono andati a nuoto, danza, karate, pallavolo, pallacanestro, corso di teatro, violino, recitazione, inglese madrelingua.

sono i nostri figli.

che stanno consumando le loro esistenze tra l’invio di curricula, facendo i camerieri alla sera in nero con la laurea in tasca, vendono aspirapolveri anzichè essere in un’aula ad insegnare,  tutti precari, co.co.pro, co.co.co, a sei mesi, un anno, tre mesi, fino a luglio poi vediamo a settembre così non ti pago agosto, vivacchiano nelle camerette di quando erano bambini dove portano la ragazza se mamma si ricorda di uscire con le amiche, sono bravissimi a navigare in rete ma non riescono a navigare nel mondo reale.

sono i nostri figli.

e noi, come cronos, ce li mangiamo, senza dare loro nessuna possibilità, rimanendo a fare gl’insegnanti fino a 70 anni, gl’impiegati depassè , i dirigenti che puzzano di naftalina, politici che si ricordano la guerra 15-18, attaccati alla nostra idea di sempre eterni , inossidabili, terrorizzati dall’essere estromessi perchè non si sa che fare di diverso.

poveri figli nostri, senza speranza di avere un lavoro dignitoso, con l’università a brandelli, attaccata con lo spago, riformata, da riformare, tagliata, ma che dottorato, ma che ricerca, tutto è morto, sepolto e senza via d’uscita.

troppo ben educati per sparare, per la p38, per la rivoluzione, troppo disincantati, vanno avanti.

domani si spedirà un altro inutile curriculum.

http://www.repubblica.it/economia/2010/06/02/news/storie_giovani_disoccupati-4511802/?ref=HREC2-10

Annunci

11 risposte a “figli nostri, senza speranza

  1. Una situazione che ingessa le classi sociali,che impedisce di mostrare le proprie capacità,che ti lascia solo la speranza di nascere ricco o di sposare un ricco.Molto avvilente.

  2. è bella, sposi un ricco, è quello che disse Berlusconi a una ragazza che gli chiedeva conto della situazione disperata del giovani. Non ci fu una sommossa e i voti al pdl, aumentarono. Anche quelli dei giovani. Il figlio di Bossi, zero tituli, ha diecimila euro al mese più rimborsi e prebende, mio figlio, due tituli, se ne andrà all’estero perchè non si vive a Roma con diecimila euro all’anno, facendo l’autore televisivo. Non c’è più mobilità sociale e non mi pare che dalla mia generazione sia considerato un guaio.

  3. che preoccupazione. e che avvilimento. è un paese senza futuro, quello nel quale ai giovani non resta altro da fare se non andarsene. a voglia a dire che se sei bravo, se ti muovi, un lavoro lo trovi. qui sono ancora in cerca di lavoro stabile i quarantenni, a voglia a dire che il posto fisso è un concetto superato e da superare, l’affitto è fisso e anche le bollette, e anche mangiare tutti i giorni lo è. e se fai dei figli anche loro hanno una necessità fissa di sopravvivere. e alla fine di questa manovra ci saranno ancora posti in meno, contratti che non verranno più rinnovati….

  4. Willyco tocca un tasto molto giusto… con tutto che la situazione e’ tragica, come sono stati espressi i voti nelle ultime X elezioni? Questi ragazzi, pur nella difficolta’ oggettiva della situazione lavorativa italiana, spesso (e fortunatamente il discorso non vale per tutti) non fanno altro che continuare ad appoggiare la situazione che c’e’. I voti del Berlusca aumentano, o la gente non va a votare. Poi abbiamo i manifestabti gay, i precari dell’insegnamento ed ora i giovani disoccupati… scusate, pero’ pernso che sia anche ora che ciascuno di noi cominci ad assumersi le proprie responsabilita’ quando e’ ora di scegliere.
    Detto questo, un sincero in bocca al lupo a tutti i ragazzi senza lavoro….

  5. ma che dobbiamo fare perchè la nostre voce abbia un peso?

  6. oggi è l’ultimo giorno di scuola e quindi di lavoro per la mia figlia minore, educatrice di sostegno precaria.
    lascia un bimbo autistico che adora e quasi sicuramente non lo rivedrà a settembre…
    perchè quasi sicuramente non le verrà assegnato lo stesso incarico, anzi, non sa proprio se avrà un qualsiasi incarico!
    dal 2006 ogni anno uno o due bambini diversi, in scuole diverse, materne o elementari, da seguire.
    ogni anno la difficile costruzione di un rapporto che diventa importantissimo e coinvolgente con bambini in difficoltà, e tutto quello che ciò comporta, se si ama il proprio lavoro e lo si fa con serietà!
    ieri il “suo” bambino le ha regalato un disegno che vorrei mostrarvi…
    quando l’ho visto sono stata fiera di lei…ma che magone ogni volta…(anche per i genitori dei bambini, naturalmente)

  7. ho letto Arya che ci non ci sarà possibilità di turn over per le insegnanti di sostegno. come dire, se segui un bambino autistico e ti becchi l’influenza o il bambino sta a casa o viene parcheggiato in un banco e lì sta.
    E’ UNO SCHIFO, TREMONTI E GELMINI.
    E vi auguro, con tutto il cuore, di avere voi un bambino handicappato e che possiate vederlo parcheggiato su una seggiolina perchè manca l’insegnante di sostegno.
    SIETE DEI GRANDISSIMI FIGLI DI PUTTANA A TAGLIARE SULLA PELLE DEI PIU’ FRAGILI.

    grazie per chi ha lasciato un messaggio.

  8. ho quasi 52 anni e la mia vita lavorativa “a posto con i libretti” è si e no di circa 10 anni. Ora per fortuna ho un lavoro che mi consente di tirare avanti ma quando finirà, essendo una co.co.pro. non avrò diritto ad una liquidazione e la mia pensione, se mai la prenderò, mi permetterà di “sopravvivere”. Ho due figli e anche se non hanno lauree o diplomi, sono nella stessa situazione di chi è laureato o diplomato! Una sorta di eguaglianza nella disperazione di trovare un lavoro che consenta loro di intraprendere una vita da soli!

  9. Ti avevo letto qualche giorno fa, ma commento solo ora perché mi è venuto da chiedermi che cosa veramente mi faccia paura del futuro di mia figlia.

    Ebbene, mi sono dovuto rispondere che non è il precariato, la poca apertura del mercato del lavoro a preoccuparmi. Forse sono io che non mi rendo conto, ma non ho mai conosciuto tempi in cui la ricerca del lavoro sia stata cosa poi così liscia. Le cifre continuano il loro balletto: occupati in chiaro, occupati in nero, CoCoCo, CoCoPro, a progetto. Non mi è chiaro se si lavoro tanto meno di prima – e, se il lavoro non ce lo avessero almeno quelli della nostra generazione, beh, sarebbero guai anche peggiori.

    Quello che mi colpisce, invece, è qualcosa che prima non c’era. La attuale classe politica dominante sta spremendo l’Italia come un limone, in nome di interessi (non solo di pochi, ma anche) di breve gittata. In nome del profitto di oggi, si è destrutturata una società, si sono messi gli uni contro gli altri, si è dato fondo ad ogni risorsa senza minimamente porsi il problema di cosa sia utile per dare un futuro a questo Paese.

    Ecco, questa è la prospettiva: i nostri figli avranno in consegna un’Italia spolpata, esangue, senza più una coscienza civile condivisa, senza un principio di solidarietà sociale. Un’Italia dove tutti contro tutti si va all’arrembaggio di quel poco che resta.

    E’ questo che mi fa davvero paura.

  10. concordo con te , rob. ci sono in italia 2 milioni di ragazzi che non studiano e non lavorano : vivacchiano come i pensionati, senza prospettive. non sono preparati culturalmente per affrontare l’europa, ma neanche per questo mercato del lavoro che è in continuo movimento. Si nutrono di ciò che la televisione passa, l’idea che con un reality la tua vita possa cambiare, che tu dall’oggi al domani possa diventare famoso : senza sforzo alcuno che non sia il tuo faccino o le tue chiappe.
    E’ vero che al momento tra uno che fa il cameriere senza nessun titolo di studio e camilla, che fa la cameriera con una quasi laurea in tasca apparentemente passa poca differenza.
    ma è quella poca differenza che permetterà a camilla di avere una piccola chance in più.
    ho cercato di trasmettere alle mie figlie, come so di te e di tanti altri, una coscienza civile, e spero che qualcosa sia rimasto attaccato.
    se avessi soldi le spedirei a fare qualche master in europa…non avendone, camilla a novembre ne farà uno gratuito all’università di novara . gratuito non perchè il ministero della pubblica istruzione abbia investito in qualcosa, ma perchè un paio di fondazioni bancarie mettono i soldi.
    così è.
    buona domenica…torino ha un tasso di umidità pari a saigon..ci mancano gli americani, però 🙂

  11. Anche nella ricerca del lavoro sono aumentate esponenzialmente le disparità tra la parte “forte” della società e qudella debole.
    La prima il lavoro lo trova eccome, sicuro e ben pagato: sono i figli dei professionisti, degli imprenditori, dei politici, dei prelati (!).
    Gli altri si arrabattano.
    Ribadisco la mia opinione: la nostra non è una società povera, è una società profondamente ingiusta.
    http://aquilanonvedente.wordpress.com/2010/06/08/gradirei-sapere/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...