come entrare nelle statistiche istat

è di questi giorni la sentenza della cassazione che assolve un marito (condannato ad 8 mesi) dall’aver usato violenza fisica verso la moglie perchè lei è una donna forte e quindi perfettamente in grado di difendersi : quindi non di ottenere giustizia in un modo civile ma era in grado di piantargli un coltello nella pancia, cazzi suoi se non l’ha fatto.

nel giro di un paio di giorni sono state uccise quattro donne e un bambino di due anni : da ex mariti, conviventi, fidanzati, padri.

tempo fa un blogger scrisse nei commenti che la violenza verso le donne non è poi così conclamata e che i dati istat sono da prendere con le molle .

in effetti averne uccise quattro e un bambino, più tutte quelle che in queste notti sono state regolarmente picchiate, violentate, sottoposte ad angherie psicologiche, su una popolazione di 60 milioni, sono pochine.

dovreste essere più violenti, che siete troppo lievi, che noi stiamo ancora troppo zitte, che siamo ancora troppo brave a nascondere i lividi sulla faccia sfumando il fondotinta, dovete sequestrarci i nostri pensieri ancora di più, infilarci sacchetti in testa e toglierci di più l’aria, prenderci di più a calci : lo fate troppo poco, siamo ancora troppo forti, osiamo ancora ribellarci, qualcuna, qualche volta.

alle volte mi chiedo perchè mi arrabbio ancora per questo : dovrei arrivare qui e scrivere del mio amore, di come svolazzano le farfalline, qual è la marca del mio shampoo, delle mie esperienza sessuali, di quanto sia depressa , di quanto non lo sia,  del caldo che fa minchia torino è la città più calda d’italia più calda di palermo voglio dire.

parliamo di privato, che del pubblico c’è qualcuno che ci pensa : noi è meglio se lasciamo perdere.

stai zitta, cretina.

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14 risposte a “come entrare nelle statistiche istat

  1. Su questo argomento credo non ci sia nulla da discutere.La violenza è sempre una soluzione inaccettabile,specie nei confronti di soggetti più deboli.Credo che la sentenza della Cassazione si riferisca ad un ambiente familiare degradato,dove le violenze sono usuali e reciproche (penso ad un donnone e a un piccoletto smilzo:)

  2. e invece Lanza da discuterne ce n’è. se ancora quando vai a denunciare una minaccia anche solo verbale ti vedi un poliziotto con la faccia di neanderthal che pensa a voce alta ma che minchia vuole questa vuol dire che in questo paese da discuterne ce n’è ancora tanto.
    da discuterne ce n’è se le donne accettano dal proprio marito un rapporto sessuale non desiderato e pensano che sia giusto perchè il parroco dice nella buona e nella cattiva sorte e tu figliola sopporta che dio ti premierà, se senti dire in pieno supermercato stai zitta cretina e la cretina sta zitta vuol dire che bisogna parlarne.
    a quelli che ne hanno voglia consiglio il blog di oggi di concita de gregorio sul sito http://www.unita.it

  3. p.s. e smettiamola, per cortesia, di pensare che le botte siano solo negli ambienti degradati : ci sono poliziotti che menano le mogli, giudici, avvocati, medici, politici, attori, registi, scrittori, commercialisti.
    facciamo il piccolo sforzo mentale di pensarci ehhh…….

  4. A rendere degradato un ambiente ci pensa la violenza e non la povertà,presumo.Ho visto famiglie in ristrettezze dove vigeva il massimo rispetto reciproco.Anche la legge più severa non risolverà il problema,la vera soluzione è agevolare l’indipendenza economica delle donne,dare loro la possibilità di abbandonare un luogo dove ritengono di non essere rispettate.Il problema è che probabilmente nessuno di quelli che passano di qui ha bisogno della lezioncina di civile convivenza.Chi ne ha bisogno di quì non ci passa e,anche se passasse,sai che risate si farebbe?

  5. penso che oltre ai soldi, fondamentali (pensiamo che attualmente al sud il livello di disoccupazione delle donne ha raggiunto il 44%), un altro grosso problema di noi donne si chiama autostima. L’autostima è fondamentale per poter uscire da certe situazioni, se no non si capirebbero certe situazioni in cui non ci sono problemi economici ma una donna rimanane attaccata al suo carceriere. C’è il problema di un sottile gioco di sadomasochismo, per cui chi mena poi di mette a piangere e chiede perdono e la persona picchiata si sente innalzata sull’altare : mi picchia ma mi ama. C’è l’idea finta dei figli : usati come alibi : c’è gente che sta ancora insieme con i figli di vent’anni e se ne fa scudo…posso togliere un padre ai miei figli ??? Si, si può. Si può perchè così almeno avranno una madre e non una zombie.
    alla fine , caro Lanza, non so chi legge questo blog : perchè lo leggono anche persone che non commentano. Se ci fosse anche solo una donna in queste condizioni vorrei dirle che io ce l’ho fatta, con tre bambine, due anni di stalking, nessun aiuto dalla mia famiglia : ce la puoi fare anche tu.

  6. p.s. esco e vado a vedere brotherhood…impagabile la libertà di fare quello che si vuole..davvero impagabile. per quello che non tornerò mai più a vivere con un uomo.
    sono nata zitella, e zitella – ragazza madre rimarrò tutta la vita.
    😉

  7. leggendo gli ultimi post e commenti, Minnie, mi è venuto da confrontarmi con una piccola cosa mia e d’altri di questi giorni. Insieme a qualche centinaio di imbecilli, non tutti assieme, ma a gruppetti, come venivano, però invariabilmente delusi, frustrati, scompaginati nei riferimenti presenti e passati s’è discusso per 15 giorni nei posti più strani di cazzate. Diritti, economia, mobilità sociale, legalità, giovani, lega, pensioni, lavoro, pomigliano, ecc. ecc. C’erano i congressi per scegliere tra più candidati il futuro segretario provinciale del pd. E’ stata discussione vera, e anche nella delusione del momento non è sparita la voglia di mettere mano al proprio presente.
    Dopo tre o quattro ore di discussione, si è votato e ognuno è tornato a casa, pensando che tra impiccarsi (anche metaforicamente all’indifferenza, che tanto tutto è eguale) e provarci ancora forse è meglio la seconda e ha ricominciato come sa e può fare a vivere credendo che si può cambiare. Imbecilli dicevo, ma non beoti. Non mi appassiona più la relativizzazione di ciò che accade, non mi appassionano più neppure le invettive sui blog:ognuno legge quello che vuol sentirsi dire per assentire o discutere, ma nulla esce all’esterno. Io credo che quanto succede in questo paese sia grave e che nessuno, invocando la democrazia del consenso, possa alterare le leggi a fondamento della democrazia. Il problema è il contesto, una legge in ambiente deteriorato, una sentenza anomala, hanno un effetto acceleratore non quantificabile. La sentenza sulla violenza in una società stabile, con regole certe che considerano la violenza inaccettabile, sarebbe una eccentricità senza effetto, in questo paese è una spinta alla relativizzazione dei comportamenti. Tutte le donne che vanno in palestra si possono menare, oppure come alle fiere mettiamo un dinamometro per la misura della forza da usare come prova. Lo stesso si dica per le leggi ad personam, l’inviolabilità del parlamentare riportava al fascismo, all’arresto dei parlamentari d’opposizione, alla loro uccisione, se questo viene usato per coprire reati che nulla hanno a che fare con il mandato, che c’entra con la democrazia della maggioranza. Francamente questo dibattere mi interessa sempre meno, preferisco incazzarmi dentro al pd o in qualche altro partito o movimento di opposizione e cercare di fare qualcosa.

  8. Bruno De Angelis

    Bravo @Willyco !
    Lo condivido in pieno ( ma @Minnie sulla violenza ‘infame’ sulle Donne da parte di ‘uomini infami’ e Giudici cialtroni ha perfettamente ragione ad essere furibonda ! ) questo tuo modo ‘onesto e sensato’ di porti la questione . E penso che sia l’ unica strada che ci resti ( i Latini dicevano ‘Spes ultima Dea’ ! ), tra le due intelligenti alternative che ci hai ricordato : “O impiccarsi” o “Provarci ancora” !
    Grazie di cuore !

  9. e questi sono i giudici della cassazione? un discorso del genere al massimo si può fare al bar

  10. sono andata a vedere brotherhood. parla dei gruppi neonazisti molto presenti nel nord europa, anche se certi discorsetti mi facevano venire in mente borghezio e calderoli. e di questi due ragazzi che s’innamorano e vivono l’omosessualità nascosta (nonostante siano danesi) perchè per i nazisti è una colpa gravissima esserlo. ha una bella regia, si vede che c’è la mano di lars von trier, molta telecamera a mano, poca prudierie cattolica (vivadddio esistono paesi dove i cattolici non se li fila nessuno) è un bel film, insomma. che fa pensare.
    @ willy : nei blog ognuno scrive quello che vuole, esatto. preferisco uno che si pone un minimo di domande e dice io non ci sto ad uno che parla di quanto possa essere lunga una vagina (giuro giuro che l’ho letto). Il tempo per fare altro è quello che è e ci ritagliamo spazi che ci fanno stare bene : se tu stai bene dentro un movimento o partito è giusto che tu lo faccia, io mi ritaglio holden e geopolitica, un bel film,i libri, un po’ di tempo per stare con la persona a cui voglio bene.
    piccole cose, l’importante, penso, sia comunque avere ancora la capacità di indignarsi e di dirlo.
    grazie per tutti i commenti.
    buona notte.

  11. indignarsi, dirlo in tutti i modi, se ci si riesce inserirsi in un movimento che esca all’esterno per cercare di fare qualcosa, anche questo è fondamentale, o rimane uno sfogo tra persone che la pensano allo stesso modo…
    io ho visto agorà, sabato, anche quello che tristezza….

  12. Uhm se non sbaglio è lastessa corte della cassazione che decretò, qualche anno fa, che con i jeans lo stupro
    diventa “consenziente” (vedi qui) perché – questa la motivazione – i jeans sono un indumento che non è sfilabile senza la collaborazione di chi li porta (come se lo stupratore non potesse minacciare la ragazza e quindi costringerla a toglierli, altro che collaborazione). Tristezza!

  13. molto Marcello…anche vedere Agorà mette tristezza, per tutto quel bendidio sprecato, quel cervello buttato al vento…
    le donne hanno sempre fatto paura al potere, a cominciare dal paradiso terrestre in poi

    p.s. si è dimesso brancher..come dire, una bella figura di merda. così.

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