l’appuntamento

mi domando quali siano state le strade di un ucraino e di una filippina, le strade che li hanno portati in una città aliena , l’uno per uccidere l’altra per morire.

senza che parola fosse mai stata scambiata tra loro, senza che la filippina sapesse il nome del suo assassino, nè lui avesse alcuna notizia della vita della donna che avrebbe ucciso.

si muore in una città dove non si è nati, dove la gente parla una lingua diversa, dove il tempo è diverso da quello in cui sei nato, si muore per niente,,se non che il destino ti ha messo sulla stessa strada di un ucraino incazzato che ti prende a pugni.

si muore con la colazione ancora sullo stomaco, con la signora anziana che ti aspetta, si muore perchè una ragazza molla il suo ragazzo e questo furente esce per strada e picchia selvaggiamente la prima che incontra.

a milano, ma poteva essere ovunque.

si muore nell’indifferenza di chi non si vuol immischiare, che un bianco grande e grosso che picchia una filippina qualche motivo ce l’avrà pure, al massimo si può chiamare il 113, per dovere .

si muore in un giorno caldo d’inizio agosto, quando le città iniziano a svuotarsi,  quando i sorci verdini banchettano sul titanic, si muore così.

per sbaglio.

perchè un giorno hai deciso di partire e venire in italia, a lavorare in qualche casa di ricchi, a mangiare pane e mele e nebbia, hai imparato a correre nei sotterranei della metro, la gialla poi cambi e prendi la rossa, la tua strada ti ha portato qui, manco nel bronx, manco ad harlem.

muori a milano, italiani brava gente, per mano di un ucraino, chissà da dove sbucato.

lui a san vittore , tu in una bara , le strade si dividono di nuovo.

sapessi com’è strano sentirsi innamorati a milano……….

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7 risposte a “l’appuntamento

  1. Bruno De Angelis

    Quali ‘strade’, @Minnie ? La Morte immemore le conosce tutte, quando decide di colpire e stroncare, o prima o poi, vite umane ! Soltanto noi, ne conosciamo una soltanto, quella che conduce a soddisfare i nostri istinti goderecci ( è estate, nò ? Bisogna sfrenatamente smaltire, sia come sia, tutte le adrenaline sopite ), i nostri esclusivi interessi, talvolta sporchi . E’ una società cialtrona, agonizzante questa in cui ci ritroviamo a vivere nostro malgrado .
    Nessuna metafora è più adeguata di quella che hai usato tu ! E’ proprio un Titanic che sta colando a picco nell’ abisso, mentre una strampalata orchestra di cialtroni in abito da gala, suonano per altrettanti ‘fantasmi del vivere’ valzer stantii e dissonanti .
    ‘Sapessi come è strano, sentirsi innamorati qui a Milano’ ? O in altre città ?
    Puo essere, ma ancor più strano è specchiarsi la mattina, o per farsi la barba o per aggiustarsi il rossetto, e vedere riflessa nello specchio una faccia che non ci appartiene, una faccia che non vorremmo vedere mai !

  2. buongiorno bruno..la strofa della canzone è solo una chiusura del post, nient’altro. non amo milano, ma d’altronde sono torinese e questo già dice tutto.
    buon inizio di settimana…faccio parte di quei 6 italiani su 10 che rimarranno in città..un po’ per caso, un po’ per scelta, un po’ così…

  3. Bruno De Angelis

    Ciao, Cristina !
    Variamo la percentuale e diciamo 7 su 10 !
    Anch’ io preferisco chiamarmi fuori dal gioco, anche se devo ammettere che per me, romano che vive a Porto d’ Anzio, la cosa è di facile attuazione !
    “Sapessi come è strano…..”, era una canzone dolce e romantica, la cantava il bravo ( e milanese ) ‘Memo’ Remigi, perdutosi poi nelle nebbie meneghine ….
    Con l’ altra, “Luci a S. Siro”, ma nella accorata versione di Francesco Guccini, è una luce non lieve che spezza la buia opacità ‘leghista’ di quella Città .
    Buona giornata

  4. insensato. posto che tutto questo nostro affannarsi abbia un senso, cose come questa sono davvero un’atroce beffa del destino….

  5. Bruno De Angelis

    P.S. Non ricordo in quale tuo Post, mi parlasti di un tuo Amico col quale, depositate le accette bipenni ed i coltelli affilati con cui vi eravate poco prima pestati, non di rado salivi sulle Stelle….
    Se ti starà vicino, anche Torino, con il malinconico suo distendersi sul Po e adornarsi col romantico suo Valentino, ti sembrerà un ‘paradiso non perduto’ !
    Per morire tra una cialtroneria infame e l’ altra degli allegri passeggeri del Titanic ci sarà sempre tempo !

  6. Il tuo post rende bene lo sgomento che ha suscitato questa brutta notizia di cronaca. Io sono rimasta muta con la lingua che mi sembrava diventata enorme, ma non quanto l’orrore silenzioso che mi ha pervasa.

  7. Bruno De Angelis

    Concordo con il commento di @Passiflora, il tuo Post è davvero ben scritto ! “Non in bella e letteraria calligrafìa fine a se stessa”, ma con una partecipazione accorata allo scempio di quel delitto infame, e con un dolore così straziante, che soltanto chi lo sente ‘dentro di se senza infingimenti’, come l’ hai sentito tu @Minnie, può esprimere in tutta la sua drammatica crudeltà, il suo orrore perverso !

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