metti una mattina al Martini

Il Martini è un ospedale torinese di medie dimensioni, pulito, con le pareti dipinte, nessuna barella nei corridoi : questo per inquadrarvi il posto.

Accompagno mia figlia per una visita di routine su una cisti che sarà poi da operare, niente di grave.

Il ticket, 3,90 euro, è da pagare ai punti gialli : non so se anche nei vostri ospedali esistono i punti gialli, che sarebbero degli scatoloni gialli in cui infilare la prenotazione, i soldi, e ti danno la ricevuta. Dunque i due punti gialli stanno in una stanzetta claustrofobica e sono guasti : ci sono due manutentori sudaticci che stanno provando e farli ripartire. C’è anche un apparecchietto per poter pagare con il bancomat  : fiduciosa provo, ma dopo 20 minutini mi sputa fuori un foglietto che dice no linea. Intanto nella stanzetta siamo in 4 + i 2 manutentori. Ci rechiamo quindi alla banca interna dell’ospedale, dove ci sono tutti quelli che devono pagare i ticket e ovviamente 1 solo sportello aperto.

Sono le 10,30 ed è già mezz’ora che siamo in ospedale a fare niente.

Pagato il ticket ci avviamo verso gli ambulatori, dove c’è la segreteria e la sala d’aspetto.

Le segretarie stanno al di là di un vetro strablindato con solo un buchetto per parlare : o urli o nessuno sente. La coda dovrebbe essere suddivisa in due file, essendoci 2 segretarie, invece è una cosa liquida, alla Baumann : quelli in mezzo non si capisce se andranno allo sportello 1 o al 2.

Consegnamo la ricevuta e ci sediamo sulle seggioline blu : funziona una sottile aria condizionata, quindi non fa caldo, e nel corridoio ci sono le varie porte degli ambulatori : ortopedia, otorino, chirurgia.

La gente che aspetta è varia umanità : quelli con i gessi , anziani con le vene caricose, qualcuno ha tutte le cartelle cliniche in buste di plastica con il nome stampato sopra di negozi d’abbigliamento, chi in ciabatte, tutti con la faccia rassegnata all’attesa : perchè nessuno sa con esattezza quando passerà.

L’attesa degli ospedali italiani è una cosa che solo noi e gli africani possiamo capire : immagino che un tedesco non ce la possa fare in una vita sola.

C’è anche gente nel corridoio, quasi che a stare vicino alle porte accorci il tempo.

Ogni tanto qualcuno urla un cognome e il fortunato si alza dalla sedia blu vittorioso e sorridente.

Capitolo a parte è il via vai dei medici, infermieri, camici bianchi svolazzanti , che non si capisce che facciano : pausa caffè? e vuoi non prenderlo un caffettino pausetta di 20 minuti? infermiere con la faccia scocciatissima, pantaloni bianchi, mutande a vista, golfino blu, pinzone che tiene su i capelli, portano carte dalla segreteria alle porte misteriose.

Alle 11,30 un urlo : tocca a noi !

Allegra è guarita temporaneamente, può andare in Danimarca, ma prima dobbiamo passare in reparto a prenotare un’altra visita per l’operazione.

Saliamo al primo piano : tutto in ordine, un silenzio monacale, l’appuntamento è fissato per il 30 di agosto, poi ci sarà un altro appuntamento per l’anestesia, poi una data imprecisata per il day hospital.

Dalle 10 che siamo entrate , appuntamento ufficiale 10,30, usciamo alle 12,10.

In tutto questo tempo ho pensato a certi ospedali meridionali : che so, l’Umberto I a Roma, il Cardarelli a Napoli, gl’ospedali calabresi dove si muore per un’operazione di tonsille…

Forse siamo fortunati, noi che andiamo al Martini.

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25 risposte a “metti una mattina al Martini

  1. Bruno De Angelis

    A Roma, ci sono, oltre al Policlinico, altri grandissimi Ospedali ( ‘Gemelli’, ‘San Cammillo’, ‘San Giovanni’, ‘Sant’ Andrea’, ‘S. Filippo Neri’, ‘Fatebenefratelli’, ‘Pertini’ e tanti altri ! ) oltre a Poli Specializzati di valenza mondiale . A Porto d’ Anzio, dove vivo, c’ è un ottimo Ospedale Polivalente, nella vicina Nettuno pure .
    Dalle mie esperienze personali ( desunte accompagnando ‘via via’ mia Moglie, mie Figlie e, negli ultimi due anni, l’ unica Sorella che mi è rimasta e che è bisognosa di continue cure ed analisi ), ti posso confermare che “la situazione che hai minuziosamente descritto calza come un guanto agli Ospedali di Roma e di Anzio/Nettuno” ! E come poteva essere diversamente ?
    Nella Sanità Italiana, così come in tutti gli altri Settori Pubblici del Paese, mancano “LINEE GUIDA” certe e tenute lontano dal mortale abbraccio di Politici cialtroni, Potenti e Affaristi senza scrupoli . ‘Linee Guida’ da seguire scrupolosamente da parte di ogni Operatore del Settore, sia esso Chirurgo, o Portantino, o Direttore Generale, o Vuotapitali, o Usciere, o altro, con un ben assestato ‘calcio ai coglioni’ per chiunque ne esca o le vìoli . Invece, in Italia, nell’ ex Bel Paese, ognuno si regola ‘da per se’, talvolta violando spudoratamente la Legge, talvolta compiendo ‘atti da eroe’ per far andare alla meno meglio la ‘baracca paese’ !
    Tu, carissima Cristina, ti puoi ritenere ‘fortunata’ ! Hai perso soltanto ‘due ore’ di tempo . Altri, come hai umanamente fatto notare tu, qualcosa di più !

  2. che buffo, io non avevo mai pensato che Roma fosse al sud.
    🙂

    non so quale sanita’ preferire.
    negli USA ti chiamano quando e’ ora, ma fanno certi disastri pure li’.
    e poi la solita storia dell’assicurazione.
    da quando vivo li’, qui mi pare meno peggio.
    di sicuro c’e’ molto fa fare in entrambi i paesi.
    chissa’ se c’e’ un posto con una sanita’ civile.

  3. Bruno De Angelis

    Cristina, se lo può permettere, cara @Valeriascrive .
    Visto che stà a Torino, Roma senza alcun dubbio, in base alle coordinate geografiche, sta a SUD-EST della Città del ‘Valentino’ caro agli innamorati di sempre !
    Il Sistema Sanitario negli U.S.A. ?
    E’ orrido, e fatto a misura dei ‘ricchi’ ! Obama dovrà lavorare a fondo per riportare quel sistema, deturpato da Bush Junior, ad una accettabile ed umana normalità !

  4. lascia perdere va, che mi dici di un appuntamento per ecografia della spalla preso il 4 agosto 2010, il primo posto libero era per la fine di marzo 2011?

  5. cata valeria, roma è la mia città del cuore, è la città dove vorrei vivere se mi venisse proposto un lavoro decente e uno stipendio adeguato. Rispetto a torino è sud, ma è normale, torino è sud rispetto a monaco di baviera, monaco di baviera è sud rispetto ad amburgo and so on.
    della sanità al sud non conosco nulla se non certi reportage fatti dall’espresso e del carderelli per certi racconti terribili fatti dai miei ex suoceri. Se parli con gente del sud che vive qui ti dice che ammalarsi giù è una disgrazia, se vai in qualche reparto qui trovi i malati che hanno fatto il viaggio della speranza.
    la verità starà da qualche parte, quello che è certo è come ho scritto…la pazienza di noi italiani verso la nostra sanità è pari a quella degli africani..aspettiamo, come dice nico.
    gli americani hanno una ricerca fantastica, ospedali fantastici, basta avere i soldi.
    lo sappiamo.

  6. certo che rispetto a torino roma è sud.
    Ora, io purtroppo per lucidità comincio a dover constatare una lampante differenza tra ospedali de preti e ospedali de non preti. I primi, nella mia esperienza – funzionano meglio. Il Fate Bene Fratelli poi è fichissimissimo.
    Invece gli ospedali totalmente laici. Un macello.
    Ottimi medici eh.
    Ma io per un controllo alle puppe: sono arrivata alle sette ( SETTE) E sono uscita alle 13’30 (TREDICI E TRENTA).

  7. Bruno De Angelis

    Ciao, Cristina !
    Roma ? L’ avevo intuito, sarebbe – senza ombra di dubbio ! – la tua Città ideale . Non la ‘Roma Caput Mundi’ ovviamente, nè la ‘Roma Città Santa’ (sic !), e nemmeno la ‘Rome by Night’ o la ‘Roma dei suoi celebrati Monumenti’ !
    A te si adatterebbe ‘come un guanto’ la Roma notturna, arcana e da scoprire ‘di volta in volta’ a seconda dello stato d’ animo, la Roma ‘dalle mille voci’ che riemergono dalle pietre consunte, ma ancora miracolosamente in piedi, che l’ attraversano e la circondano, cingendo a volte ‘spazi verdi’ improvvisi, non definiti da alcuna planimetria ‘per turisti frettolosi’ . La Roma ‘romantica’, la Roma in cui vennero i Keats, gli Shelley ed i Byron, non per magnificare il suo turismo suggestivo e policromo, ma “per morire tra le sue perenni rovine” !
    Sì, penso che ‘questa Roma’ da scoprire, sia la tua Città ideale !
    Come va, frattanto ?

  8. amando io la storia, Bruno, amo Roma per quello che è . Adoro le sue pietre antiche, che non riesco a pensare rovine, ma vive, e m’immagino i milioni di persone che prima di me hanno posato i piedi su quelle pietre, come una continuità di vita, un fil rouge che ci unisce, senza interruzione.
    Non so se per fortuna o no, cara Zauberilla, ma qui da noi ( a torino, intendo) gli ospedali maggiori sono tutti laici. c’è qualche clinica privata e il san camillo, ospedale di riabilitazione ma piccolo in mano a loro.
    mia madre dice che quando c’erano le suore nei reparti filava tutto meglio…c’è sempre berta, ehhhhh…………

    buona giornata…mi sono appassionata ad un libro di uno storico, Pirenne, dalle invasioni al XVI secolo..teorie interessanti sulla caduta dell’impero romano..

  9. è che gli ospedali di preti fondamentalmente sono privati, ecco cos’è….non è una questione di religione ma di pubblico o meno

  10. Bruno De Angelis

    Sì, Cristina, è proprio questo, da romano, ciò che sento !
    Ricorderai che Henry Miller ebbe a ironizzare sulla ‘superficialità’ della civiltà U.S.A. ‘mal apposta’ sulla civiltà autoctona dei ‘Pellerossa’, meditando sul fatto che, se si scavasse un piccolo tratto di una strada asfaltata di Manhattan, non si potrebbe trovare altro che ‘una collanina o un altro monile di fattura indiana’ !
    A Roma, ovunque tu ti trova, senti un brivido ‘poichè hai la certezza’ di calpestare “cose romane” inimmaginabili e così profonde, che per arrivarci dovresti attraversare ‘strati di civiltà’ contenenti Necropoli, o Monumenti perduti, o tratti di Mura inviolate, o Sarcofaghi preziosissimi, o addirittura resti di Città preesistenti .
    Per questo ci vennero quegli indimenticabili Poeti Romantici Inglesi, poichè pensavano, come pensi Tu, che quelle pietre erano “cose vive” che davano, a chi vi si avvicinasse con animo sognante, la sensazione dell’ eternità raggiungibile !
    Spero che tu, o prima o poi, possa coronare il tuo sogno !
    Arrivederci

  11. Nel dubbio tra strutture differenti io scelgo di starne fuori.In cinquantadue anni zero giorni di ricovero,solo due analisi sangue/urine.Gli ospedali sono luoghi pericolosissimi,ci muore un sacco di gente.

  12. arya- pulce d'acqua

    …se ti può interessare, Lanza, a 52 anni mio marito è morto.
    non tentare gli dei:
    qualcuno ti potrebbe rubare l’ombra, mentre ti specchi nel fiume.
    (senza rancore)
    minnie, io sto ri-leggendo la storia degli indiani d’america, i loro racconti, le loro leggende.
    avevano capito tutto.
    buon giorno

  13. arya- oggi-ne -ho- per - tutti

    per Bruno De Angelis :
    qualche brivido lo dovrebbero sentire anche gli americani, se vogliamo ascoltare ciò che disse seattle, capo duwamish in proposito:
    ” quando l’ultimo uomo rosso sarà morto e il ricordo della mia tribù sarà diventato un mito per gli uomini bianchi, le sponde saranno coperte di invisibili morti della mia tribù; e quando i figli dei vostri figli si crederanno soli nei loro campi, negozi o nel silenzio d’un bosco senza sentiero, non saranno soli…
    la notte, quando le strade delle vostre città saranno silenziose e voi le crederete deserte, essi si affretteranno con la folla dei redivivi che le abitavano nel passato e che continuano ad amare questo bel paese.
    l’uomo bianco non sarà mai solo”

    n.b.
    adoro i gioielli indiani in argento e turchesi, specialmente quelli navaho…
    mi auguro che ora non siano made in china pure quelli…
    minnie bella, scusa l’ invasione
    🙂
    …non ho assunto peyotl, (non saprei dove trovarlo)

  14. Bruno De Angelis

    @Arya – pulce d’ acqua : complimenti per la tua tempestiva notizia, @Lanza ne gioirà, penso !!!
    @Arya-oggi-ne-ho-per-tutti : ami la Cultura dei Pellerossa ? Allora posso riassumerti per punti come la percepisco io !
    1) Ho adorato, fin da bambino ( ed andando controcorrente rispetto a tutti i piccoli ‘cow-boys’ della strada in cui giocavo ! ) i “Pellerossa” !
    2) Sul mio comodino sosta perenne ( e guai a chi lo sposta ! ) il Libro “Crazy Horse” di Mary Sandoz . Recentemente, vi ho accostato due “frammenti di pietra” che mi hanno portato dagli U.S.A. miei Amici Ricercatori : il primo appartiene alla erigenda, colossale Statua di questo tragico, immortale Eroe indiano ( era un Lakota Oglala, il suo nome fu : Tashunka Witko, ‘cavallo che oscilla tra realtà materiale e realtà spirituale ), il secondo frammento è un pezzetto della ‘Pista Indiana’ ( “la pista delle lacrime”, per i Lakota ) che scorre ai piedi delle Paha Sapa, le Black Hills, le Colline Nere con il Monte Rushmore, scavando il quale si sta innalzando la Statua dell’ Eroe ! ) .
    3) Sintesi della Cultura degli Indiani d’ America : “La terra che calpesti, non te l’ ha lasciata ‘in eredità’ tuo Padre, ma te l’ hanno ‘prestata’ i tuoi Figli” !
    4) Quando ‘Cavallo Pazzo’ vide, dalla riva del Little Big Horn, il 7° Cavalleria con Custer alla testa che calava dalla collina opposta al fiume sul suo villaggio ‘determinato a distruggerlo’, radunati i suoi guerrieri per affrontare quegli assatanati in ‘giacche blu’ ed accorgndosi che erano un poco impauriti , balzato a cavallo urlò loro : “Animo Guerrieri, andiamo a combattere ! Oggi è un gran giorno per morire” !
    Pochi Popoli, nella tragica storia umana, ebbero un destino più infame di quegli straordinari e colti Abitanti delle ‘grandi praterie’, o dei laghi immacolati, o dei fiumi placidi percorribili come strade, o dei deserti più impraticabili, o delle nevi del Canada, che furono ‘spazzati via’ senza remissioni di peccato dall’ ingordigia e dal cinismo che non conosce fondo dell’ uomo bianco !

  15. ciao arya caaaara, tu sei una boccata d’aria fresca 🙂
    ieri sera un bel temporale stile monsonico ha spazzato via l’afa…ancora un paio di giorni, e dopo tutto in discesa fino al 30..
    have a nice day..oggi dovrebbero passare da to i miei amici romani..minnie chaperon 🙂

  16. Bruno De Angelis

    Ohibò, @Minnie ‘chaperon’ ?
    E di chi ?
    ‘Quì, quò, quà’ ????

    Ps. ‘sul qui e sul qua, l’ accento non va’ !

  17. arya- oggi-ne -ho- per - tutti

    caaara minnie, speriamo piova anche qua, così la pianto di scrivere stupidaggini…di cattivo gusto, anche.
    😦
    @Bruno De Angelis …
    sei davvero informatissimo!
    mi interessa molto davvero la cultura dei pellerossa…ma non sono preparata come te…
    🙂
    a proposito di chaperon, sai minnie, quando siamo in viaggio le mie perfide figlie mi chiamano “la povera charlotte”!

  18. Bruno De Angelis

    Informatissimo ? Nò, semplicemente li adoro, come si adora la vita stessa nostra e di chi amiamo .
    Ho letto centinaia di libri e visto una miriade di Film sull’ agonia degli Indiani d’ America, una agonia accorata, ad opera di immondi infami profittatori, che tutt’ ora mi turba, mi fa vivere male .
    Le parole di ‘CHIEF SEATTLE’ che ci hai ricordato sono di una bellezza struggente, ed esprimono una visione di vita di una malinconia infinita, ma non vinta !!! Alla fine del Tempo, lo sento ineludibilmente nel cuore, trionferà quella ‘spiritualità dolente’ su tutto e su tutti, poichè la Storia è “un intervallo aperto”, a destra dell’ asse delle ascisse del ‘tempo’, all’ infinito positivo !!!
    Carissima @Arya, Amica di @Minnie, un’ altra che te la raccomando quando avverta le ingiustizie contro i più deboli ed indifesi, voglio contraccambiare il tuo regalo !
    Cerca di vedere ( o di rivedere per l’ ennesima volta ! ) il Film “L’ Ultimo dei Moicani” con il grandissimo e affascinante Daniel Day-Lewis .
    Bene, l’ Attore che interpreta ‘L’ Ultimo dei Moicani’ , Chingakchook, il Padre adottivo di ‘Occhio di Falco’ ( Day-Lewis ), si chiama ‘Russel Means’ .
    Questo Attore intenso e umanissimo, ‘non è’ un Mohak , ma uno splendido ‘Lakota’ della Famiglia Oglala, la stessa etnìa di Cavallo Pazzo !
    Nel 1973, Russel Means capeggiò, insieme a Dannis Banks ( Oglala anche lui ), l’ ultima ed accorata resistenza dei Lakota Oglala a Wounded Knee ( la località dove giacciono in un punto segreto i resti di Tashunka Witko ! ) .
    Tu e l’ Amica @Minnie eravate, immagino, due giovanissime e graziose signorinette, e forse non sapete che quella rivolta di disperati alle prepotenze, ancora, degli U.S.A. contro quella martoriata ‘Nazione’, durò ben “sessantasette” giorni ! Ci vollero la Guardia Nazionale e l’ Esercito con gli aerei e le bombe, e morti e feriti sul campo dei resistenti, per ridurre alla resa quegli Eroi, che tutt’ ora si battono per il riconoscimento ‘pieno’ dei loro diritti sacrosanti, discendentii, immagina un pò, dal Trattato di Fort Robinson, siglato, se ben ricordo, nel 1862 !!!!

  19. Bruno De Angelis

    Pardon, volevo dire il trattato “di Fort Laramy” ! La rabbia, non mi fa ragionare !!!
    A Fort Robinson, fu ucciso ‘a tradimento’, e mentre infami individui militari lo trattenevano impedendogli di difendersi ( che altrimenti, non ce l’ avrebbero fatta ! ), con una dolorosissima baionettata alle spalle che gli squarciò i reni, l’ immenso Cavallo Pazzo . Era il 1877, un anno appena dalla Battaglia di Little Big Horn ! Tashunka Witko aveva, presumibilmente, ’33’ anni !
    Le sue ultime parole ( documentate ! ) mentre stava morendo furono : “Ahi, Padre mio ! Dì al mio Popolo che ormai non potrà più contare su di me” !!!

  20. Bruno De Angelis

    Ciao, Cristina
    buon week-end
    e sereno,
    con i tuoi cari
    e con i tuoi inimitabili pensieri
    e, perchè nò ? , con i tuoi
    sogni romani .

    Ps. Grazie per la disponibilità dello spazio, che ha consentito a me ed @Arya di far, per un attimo, riaffiorare dall’ ignavia e dalla cialtroneria, la martoriata Cultura degli Indiani d’ America .

  21. buone ferragosto, Bruno..e a tutti quelli che passano.
    è tornato il sole, qualcosa vorrà dire 🙂

  22. Bruno De Angelis

    Sì, Cristina, qualcosa vorrà dire !
    Che anche il Sole ha un cuore, se ti illumina ed illumina la tua Torino !
    Buon Ferragosto a te
    alle tue Figlie
    ai tuoi Amici qui o altrove
    al tuo Amico con cui ti prendi ad accettate, per poi tornare a riveder le stelle,
    a tutti quelli che soffrono o soffrirono per niente, visto che anche per i loro aguzzini la vita, siano essi stramaledetti, è un attimo soltanto, sospeso tra il nulla ed il nulla !
    Statti bene, Amica mia

  23. Spero che non ti dispiaccia se commento qui, Cristina.
    Mi dispiace molto per A.
    Sento anch’io questa spada di Damocle che si fa più pesante di giorno in giorno.
    Ed è sempre più tardi di quanto non si creda.

  24. Sorvolo sulla risposta di Rob, che potrei fare mia.
    Qui, in Puglia, non siamo allo sfascio. C’è un ottimo ospedale (purtroppo ente ecclesiastico), che più pubblico non si può. Una specia di perla. E il resto, salvo pochi casi, si fa onore.
    ps. Vendola non c’entra, eh? 🙂

  25. Bruno De Angelis

    @Minnie, scusami !
    Volevo avvertirti che questo è uno degli ultimi miei interventi che faccio col mio vero nome .
    Presto, appena informato tutti i bloggers che seguo con interesse, assumerò anch’ io un ‘Nick’ che sento appropriato .
    Tuttavia, a te non sarà arduo riconoscermi, se hai Roma nel cuore e se anche tu non di rado errasti per lande irte di pericoli .
    Un abbraccio

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