nel grande ventre

Il grande ospedale è come il ventre della balena : inghiotte tutti, malati e sani, risputa tutti : i sani, i malati tornati sani, i malati morti. Trattiene per se le lacrime dei sani che piangono i malati morti, le lacrime dei malati che hanno paura, i sorrisi e i ringraziamenti alla madonna, gl’odori del cibo triste mangiato sui tavolini di formica da persone in pigiama, capelli dritti, occhi stanchi, cerotti al gomito con aghi per flebo infilati, trattiene il fiato dell’umanità , l’odore della carne che marcisce, la varechina, trattiene tutto, stratificato, come le mure troiane, a memoria di chi è passato.

Il male arrivato all’improvviso di chi possiede una parte di dna uguale al tuo ridisegna i confini delle giornate, le priorità della vita, i pensieri, ti ridà immediatamente (per chi l’avesse smarrito) l’età che ti appartiene, entri ed esci dal grande utero dell’ospedale, tu sano, come nascessi ogni volta.

Si aspettano gl’esiti, una data di operazione, si fanno lavatrici di biancheria malata che torna sana, si spera, si fanno progetti per il dopo.

Si vive finalmente liberi dai pensieri minuti e cazzoni : grande regalo , grande respiro.

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8 risposte a “nel grande ventre

  1. Nel grande ospedale si celebra l’inizio e la fine.
    Si prega. Non sapevo di saperlo o volerlo fare. L’ho fatto inutilmente per notti intere. Nel grande ospedale si toccano con gli occhi i volti cari, e bevi gli sguardi di chi ti sta lasciando e ti rivolge muti consigli e ultime raccomandazioni.
    Nel grande ospedale puoi essere anche felice, quando entri con tua moglie e ne esci con lei e un nuovo pargolo.
    Sono con te , nella ritrovata realtà della vita perdavvero.
    Grazie .

  2. grazie Bruno. per le parole che lasciano traccia, e per i ricordi di quando ci entravo per partorire…26 anni fa era appena nata Camilla 🙂
    oggi c’è una mia sorella, a cui devono aprire la testa.
    e guardare dentro. scoprendo.
    la vita è questa roba qui, appunto.

  3. Luogo di destini che si sfiorano.
    Dove i volti terrei del reparto cobaltoterapia si incrociano con quelli rosei della maternità.
    Dove certe volte si capisce meglio la proporzione delle cose quotidiane.

  4. L’ospedale, il luogo del confino della paura dei sani, è una realtà altra che trascina in priorità, visione del vivere tutta nuova. Essere vicini forse significa portare il pensiero vicino a te, in questi giorni, desiderare che tu stia bene attraverso il bene di tua sorella. Ti abbraccio Cristina.

  5. grazie ai Roberti.l’operazione è andata bene, adesso ci sarà una degenza un po’ difficile..il cervello è un organo strano e capriccioso…:)

  6. una carezza.

  7. Web amicizia, significa web partecipazione. Per questo ti web abbraccio forte, e ti costringo a web sorridere!! Scusa il troppo web!!
    Andrà tutto bene! 🙂

  8. :)…….

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