il dolore non è la comunione con l’anima di dio.

il dolore del ricordo non è un obbligo, non è la comunione con l’anima di dio, non è un necessaire da viaggio, non è bello, non ti circonda di un’aura colorata, il dolore del ricordo ti obbliga a respirare come un morto, a ripercorrere sempre la stessa strada, con ossessione, il dolore del ricorso ti rende freddo, circolare, vittima di te stesso, prigioniero unico a spandau, ti obbliga  a pippare i se e i ma come un drogato compulsivo, il dolore del ricordi avvelena i giorni e i minuti di quello che avrebbe potuto essere e non lo sarà mai, è un gollum viscido, è l’alien che ti perfora gl’intestini, eterno incontinente di sangue e merda.

 prova, per un attimo, uno solo, un piccolo fottuto attimo, a fare l’amore con te stesso e a goderne.

a scoprire il bello del respiro del domani, di quello che sarà, porta spalancata al vento dell’est.

( per chi continua a scendere nell’arena del martirio, applauso compreso)




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3 risposte a “il dolore non è la comunione con l’anima di dio.

  1. Eh, la linea del soviet la conosciamo bene.
    C’è in giro un controrivoluzionario?

  2. ciao Roberto, è che ogni tanto vengo presa dalla noia dei reduci sentimentali 50enni o giù di lì. e anche dalla rabbia che con tutto quello che succede attorno a noi ( e basta scegliere ehhhh…si può andare dai bambini che stanno morendo di fame nel corno d’africa – abbiamo cominciato con il biafra e non ci siamo mai fermati – ai morti in siria, ai disgraziati dell’ultimo barcone arrivato, da quelli che stanno raccogliendo i pomodori a 3 euro l’ora nel salento, a questi sciroccati che ci governano che chiudono per ferie fino al 12 settembre per andare a fare un pellegrinaggio a gerulasemme – siamo tornati alle crociate ci manca monicelli però) questi stanno sempre a rimpiangere i loro amorini finitini, a quello che manca….ho letto pure una che scrive che le manca amy winehouse. amy winehouse, capisci. mai vista nè conosciuta, mai mangiato con lei, mai pippato coca alle tre del mattino, mai scolata una bottiglia di gin, eppure le manca. minchia.
    questa gente, francamente, è noiosa, fuori tempo, anacronistica, come una signora di 60 anni che va in giro con un completo leopardato : fa ridere.
    sono tenere le lacrime delle nostre figlie adolescenti per i primi amori teneri che finiscono , per i loro sogni spezzati.
    a 50 anni se non hai capito che gli amori finiscono, rinascono, implodono, e ne puoi anche fare a meno senza morire, sei , francamente, un cretino.
    minnie-samurai.

  3. minnie samurai morbida, mi piace, come sai, tuffarmi nel mio passato, ci sguazzo come un pesce, ma finisce lì. E’ passato. Con tutto questo futuro, questa materia incandescente mi sto a rompere le palle con quello che non è stato? Al massimo se non c’ho voglia, mi faccio un sonno, sono triste, bevo un bicchiere di più, ma per quello che son o adesso non per allora. E quello che sono adesso è l’unico con cui posso davvero parlare, cambiare, convivere, quello di prima è un amico di scuola: ci si trova, si saluta, abbraccia e alla prossima.

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