adesso, finalmente, piove.

quando nacquero camilla e allegra avevo 26 e 27 anni, per violetta aspettai i 33. ero piena di forza, di gioventù, di voglia di fare, anche un pochino incosciente, sicuramente non mi spaventava la stanchezza, e anche negl’anni successivi ebbi la necessaria forza fisica e psichica di allevarle, la pazienza e la voglia di andare a tutti gli incontri con le maestre, ad impegnarmi a rendere il loro mondo invitante, avventuroso : tutto questo non rende automaticamente una madre una buona madre, è vero.

adesso di anni ne conto 52, mi stanco più facilmente, ho sempre un occhio tenero nei confronti di un neonato, ma non avrei la baldanza necessaria per allevarlo .

capisco che una donna possa avere voglia di avere un figlio anche oltre i 26 anni, che tutto è spostato in avanti, che a 40 anni ci sono quelle che si credono  ragazzine, ma non si è ragazzine, ahimè.  Si hanno 40 anni, e poi 50, e fare un figlio a 58 anni con un uomo di 70 è demenziale. Per il bambino . Perchè sarà un bambino vecchio in partenza, soffocato da neo-genitori paurosi ed ansiosi, che sono fuori dal tempo del bambino, che a 4 anni il suo papà ne avrà 74 e non avrà il fisico per rotolarsi sul tappeto, di giocare a football, che si porterà dietro l’imprinting del suo di padre, vissuto addirittura alla fine dell’800.

ad un bambino non basta l’amore per crescere. servono i soldi, per vivere decentemente, servono gli stimoli per imparare, serve la forza di un padre e di una madre, che, salvo imprevisti, lo guideranno fino alla maggiore età e ben oltre.

uno di 70 anni ne avrà tra 20 ben 90 : e come aiuterà questo figlio non ancora adulto?

è vero che ci sono le rock star o i grandi attori, ma lasciamoli sul loro palcoscenico.

approvo la sentenza del tribunale di torino (che ho avuto modo di frequentare e di provare la loro sensibilità nei confronti dei minorenni ) di affidare “viola” ad un’altra famiglia : le motivazione vere e profonde ci saranno sicuramente e non sono quelle che scrivono i giornali, limitate all’età.

il mio pensiero va alla bambina, che avrà un’altro papà e un’altra mamma in grado di accompagnarla nel lungo percorso della vita dandole molto amore.

i suoi genitori biologici hanno peccato di presunzione pensando di sconfiggere la morte e la vecchiaia nutrendosi di carne fresca, ma un bambino non è un pezzo di arrosto.

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8 risposte a “adesso, finalmente, piove.

  1. Mi trovo d’accordo con te. Proprio questo pomeriggio leggevo qualcosa in merito e riflettevo. Io ora di anni ne ho 50 e, come dici tu, ci si stanca più facilmente. Non solo fisicamente, ma proprio di “testa”. Io le figlie le ho avute che avevo 28 e 31 anni ed è andata bene così. Passare le notti in bianco, per esempio, e po andare a lavorare è sempre pesante. Ma un conto è farlo a quell’età un conto ora, alla mia. Non ce la farei.
    Sono più che convinta che fare un figlio dopo una certa età sia solo una forma di egoismo. Pensare a se stessi e non al proprio figlio. Ad appagare un desiderio. Io avrei voluto avere un terzo figlio, pensavo intorno ai 40 anni, per “godermelo”. Quando ho avuto Giulia ed Elena ero molto incasinata sul lavoro e avevo la sensazione di non averne goduto come avrei voluto. Pensavo verso i 40, con le bimbe già grandette, con un situazione economica più tranquilla, di fare il terzo figlio. Non l’ho fatto. E ne sono felice.

  2. la mia amica del cuore ha avuto i suoi quattro figli un po’ più tardi di noi, Maria, la più piccola adesso ha 11 anni e lei ha 52 anni, il più grande quasi 17, gli altri due 14 e 13. Alle volte è stanca, anche perchè, come succede a molte di noi, se li sta crescendo da sola, essendo il suo ex marito latitante anche economicamente. Mi dice spesso che non riesce a vederne la fine, di questo percorso. Che mancano ancora 8 anni prima che la più piccola finisca le superiori, e poi magari vorrà andare all’università, e lei si chiede per quanto tempo ancora dovrà pensare a tutto lei, che intanto si sente più stanca. mi dce che sono fortunata, che camilla e allegra sono grandi, lavorano e studiano, che violetta è uscita dal liceo, e un pezzo di strada l’ho conclusa.
    penso alla mamma di “viola”, a quanto lunga sarebbe stata la sua strada e quanta fatica le sarebbe costata, quanto le sarebbe parso strano il mondo della sua figliola, a lei cresciuta in un altro , di mondo.
    ogni cosa ha un suo tempo, penso. anche quello di fare figli. e dopo, finalmente, rimane tempo per noi stesse.
    oggi andrò a vedere “carnage” con le mie amiche, e dopo magari mangermo insieme, senza il pensiero di dover rientrare obbligatoriamente a casa per cucinare ai bambini, e a un marito.
    a qualcuna può apparire una cosa stranissima, a me fa respirare a pieni polmoni.

  3. Capisco perfettamente quello che dici, Cri.
    E la penso più o meno allo stesso modo.
    (oggi sto a pezzi, amica cara e mi serve una trasfusione del tuo magico ottimismo, una trasfusione di quelle potenti e che mi rimetta in sesto velocemente)

  4. cao Maria, sono andata a vedere carage..devi assoltamente andare a vederlo, possibilmente con un’amica, per i commenti post film. è pura recitazione, una piece teatrale, con attori fantastici, dialoghi serrati e una sceneggiatura forte…dopo una pzza a casa mia per parlare del film e di altre cose da donne, così rilassanti :)…c’è un vento freddo,è arrivato l’autunno ?……..notte, Maria, vedi di dormire bene 🙂

  5. Tuoni e fulmini.
    Ho una figlia che dorme in casa e l’altra dal suo ragazzo.
    Lo andrò a vedere, ho già controllato dove c’è in questa merda di città dove anche i cinema pian piano chiudono e spariscono.
    Vorrei averti a portata di cinema-pizza.chiacchiere.
    M vivo in questa merda di isola.
    Ma ora so che voglio andarmene, costi quel che costi.
    Non appena posso vendo il poco che ho, impacchetto cane e gatti… qui la vedo grigia,,,,
    Cri, dopo quanto si smette di soffrire?
    Non ti spiego la causa, tu mi sai leggere nel cuore.
    Me n’ero dimenticata che si potesse stare così male.
    Non dormo, non mangio, non respiro… neanche leggo,

    Io non voglio morire per uno che mi ha chiesto di cliccare il tasto PAUSE (e mi ha scaricato),

  6. ah, Maria, dopo quanto si smette di soffrire…per un uomo, I suppose. Probabilmente mai, a meno che non rinunci al genere. Alle volte gli uomini ci fanno male con piccole cose, frasi buttate lì senza pensarci troppo, ce ti entrano dentro e lì rimangono. Non merita il signorino che ti ha messo in pause e scaricato. Non merita la tua sofferenza perchè tu hai già dato, con il tuo matrimonio e con le tue bambine. Ogni rifuito, mi spiegava la psicologa, è un no che viene detto al nostro io bambino, per questo stiamo male. Io so che tu hai dentro di te la capacità di andare avanti, di schiacciare il tasto RESET e lasciarlo andare, che tanto non si cava sangue da una rapa. Ricomincia da te,.Maria, che non è una frase scontata :, piangi tutte le lacrime che hai, tutta una notte, poi ti alzi e riparti. Perchè non vieni a farti un bel week end a Torino ospite mia ????…….chiedi ad animuccia come si sta a Torino con la minnie come chaperon :)……..pensaci pensaci pensaci….e fammi sapere…a tutti buon lunedì…freddolino ehhhh……….

  7. a torino da minnie si sta benissimo! è anche gatto-munita (a proposito, pat pat a ciro 🙂 )
    gli uomini, eh. io pensavo che con il tempo non ci si pensava più, ma non è vero, purtroppo. dove si invecchia è nel resto, tornando al tema del post, che condivido in pieno….. è di oggi la notizia di una donna, tra l’altro con problemi di salute, di per sè gestibili, che ha avuto due gemelle a 57 anni – una pazzia. svegliarsi di notte, seguirli quando imparano a camminare e sono una mina vagante, la scuola…è fatica fisica e mentale, io mi sento esaurita adesso, pensa avere due neonati. Io avevo 34, 36 e 38 anni, quando sono nati i miei, e ce l’ho fatta, ma …..

  8. Grazie, Cri. Accetterei l’invito con piacere.
    Ma è un periodo complicato su tutti i fronti e non posso muovermi da qua.
    L’ultima di stamani. Ambulanza ed ennesimo ricovero in ospedale di mia madre. E’ un periodaccio ma in qualche modo passerà e lo supererò.

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