about film.

mi è capitato in questi due giorni di vedere due film molto diversi tra loro, di registi diversissimi, ma con una cosa fondamentale in comune : una sceneggiatura robusta che rende credibile quello che stai vedendo.

uno è un film di oliver stone su richard nixon : bella mano di regia, sceneggiatura importante, un pezzo di storia relativamente recente ma che pare già molto passato.

l’altro è quando la notte di cristina comencini. amo i film di comencini per due motivi : gli argomenti che tratta e come li narra . indubbiamente essendo lei anche una scrittrice riesce e portare le storie dei sui libri sullo schermo utilizzando al meglio la sceneggiatura.

quando la notte tratta un argomento di cui si parla poco, che rimane sempre in ombra, fino a quando qualcuna esce di testa in modo plateale e ammazza il suo bambino : la depressione post partum, anche se qui il piccolo ha già due anni.

la solitudine delle donne dopo il parto, o che magari rinunciano al lavoro per allevare il figlio è una cosa che non ti fanno vedere negli spot della barilla e neanche in quelli di pippo della lines : ci si aspetta che una neo mamma adori il suo bambino, passi indenne dagli stravolgimenti ormonali, pianga qualche lacrimuccia di nascosto, torni perfettamente in forma dopo 15 giorni dall’aver partorito, ritorni a fare sesso in maniera glamour per tenersi il maritino che potrebbe nel frattempo distrarsi e così impari, si immoli sull’altare della madre di dio e rinunci al lavoro almeno fino a quando il pargoletto non andrà all’asilo che tanto il tuo stipendio lo dissipi tra nidi baby sitter e cameriere, si arriva pure a sentir dire pensa che bello vado al corso di nuoto mentre lui fa acquaticità, come se lo spazio per te stessa non esistesse più, e altre fantastiche cose che ti porterai dietro tutta la vita : ancora adesso che i figli sono grandi senti madri che la sera passano il loro tempo a stirare magliette e  camicie e gonnelline a piccoli teneri infanti di vent’anni, che dopo otto ore di lavoro corrono trafelate al supermercato e poi a preparare la cena ai loro pupilli che nel frattempo hanno tutte altre cose più affascinanti da fare e via discorrendo.

la protagonista del film aspetta quindici anni per tornare in quel paesino tra le montagne  e passare un paio di notti con quello che potrebbe essere l’uomo della sua vita, dopodichè se ne torna brava brava in famiglia, che tra figli e marito e amante amato si sceglie l’accoppiata figli e marito : solo figli e amante in separata sede non è previsto.

agnello di dio che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

 

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6 risposte a “about film.

  1. Voglia matta di cinema e di film su cui riflettere…

    Un saluto,
    Paola

  2. buongiorno Paola..adoro il cinema, soprattutto quello visto al cinematografo..e i buoni film, anche se alle volte qualche cantonata la prendi pure ehhh…
    stasera notte di fantasmini zucche e streghe 🙂

  3. Non vado al cinema da troppo tempo,
    Troppo davvero.
    E in questa maledetta e benedetta città in cui vivo pian piano stanno chiudendo tutti i cinema.
    Bella cosa, eh?
    Ogni tanto li guardo quando li passano in tv. E nelle ore più strampalate. Ma nelle notti di insonnia ci sta anche questo.

  4. un tantino contraddittorio il tuo post non credi? ma ne possiamo parlare….

  5. ma anonimo, non so se tu hai visto il film, ma la storia è quella : lei se ne torna dal marito e aspetta che il figlio compia 17 anni per tornare a vedere quell’uomo che sa essere l’amore, e poi se ne ritorna dal figlio, sacrificando cosa vuole veramente.
    le madri rinunciano, si dice.
    io sono una madre, ho rinunciato a molto, ma non a tutto.
    ciao maria, terribile vivere nelle città dove non ci sono i cinema, perchè è vero che te li puoi vedere in tv o sul pc, ma la magia della sala cinematografica…e quello schermo grande, il buio, l’attenzione totale..quello non c’è in tv o al pc..:)

  6. Ma le sceneggiature dei film non sono fatte per prenderle ad esempio, né devono per forza rappresentare una realtà generale.
    I film devono far pensare ed emozionare, e mi sembra che Cristina Comencini questo lo sappia fare bene.

    Da parte mia sono stato alla prima (festival!) di “Une vie meilleure”.
    Gran film, platea commossa (ed anche la galleria, posso testimoniare).

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