anno domini duemilaundici

la storia si racconta brevemente, quello che c’è dietro un po’ meno. ma si sa che bruciare un po’ di baracche rom come se fossimo una succursale del klukluxklan non è un peccato mortale.

ma cominciamo dall’inizio, dalla giustizia.

la ragazzina di sedici anni , figlia di vecchi immigrati che parlano piemontese ma hanno conservato le loro belle sane abitudini, vive in corso molise, barriera nord, dove si mescolano rumens, neri, albanesi e laggiù i peggiori, gli zingari, quelli che rubano i bambini.

la ragazzina racconta in lacrime di essere stata violentata in un pomeriggio di sole invernale, in un portone, da due che puzzavano tremendamente, parlavano strano, una cosa così terribile, mi hanno tolto i jeans, uno mi teneva, l’altro faceva.

portata al sant’anna, diagnosticano non la violenza ma il fatto che c’è stato un rapporto sessuale, si torna a casa, lei piange, la madre vive il suo momento d’oro chiedendo giustizia per la mia povera figlia voglio mangiare il cuore a chi ha fatto questo alla mia bambina.

il quartiere si mobilita, una fiaccolata non si nega a nessuno, e poi tutti al campo rom, tutti dagli zingari, bruciamo bruciamo chi violenta le nostre donne, le nostre bambine sante, chi ruba le catenine, chi tenta di contaminare la razza.

quindi torino nord brucia nella notte, i rom fatti sgomberare in fretta, almeno siamo più clementi dei tedeschi con gli ebrei evitiamo di bruciarli vivi, qualcuno ostacola i pompieri, un gran casino.

se non che salta fuori il fratello della vergine violentata che comincia ad urlare che non è vero niente, che i rom non c’entrano, che la sorella s’è inventata tutto : ha fatto l’amore con il suo fidanzatino ma dato che aveva giurato alla nonna, quella che ancora parla calabrese, che sarebbe arrivata vergine al matrimonio, e dato che la madre la portava regolarmente dal ginecologo per attestare che tutto fosse in regola, lui e la sorella si sono inventati questa storia della violenza e c’hanno messo in mezzo gli zingari, che tanto sono solo zingari.

giustizia è fatta, i rom sono andati via, le baracche bruciate, la verginità persa, la nonna calabrese gabbata, la madre verrà intervistata da mariadefilippi.

torino, anno domini 2011, giorno dell’immacolata concezione.

 

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7 risposte a “anno domini duemilaundici

  1. Fra tante vittime un plauso al fratello che mi pare l’unica persona onesta e civile in questa storia.

  2. Ti segnalo il commento, acuto ed epigrafico come sempre, sul blog di Alessandro Capriccioli:

    http://metilparaben.blogspot.com/2011/12/e-se-invece-fosse-stato-vero.html

  3. Non ho parole………
    Buon inizio di settimana,
    Luciana

  4. ……………….condivido metilparaben, ovviamente, e tutto il tuo post, ovviamente, e trasecolo: “la madre la portava regolarmente dal ginecologo per attestare che tutto fosse in regola…” ?? non so che dire. ci sono sacche incredibili rimaste a sessant’anni fa? o saranno tanti a pensare così?

  5. Mia nonna è morta nel 1984 che aveva 87 anni.
    E aveva imparato a comprendere e ad accettare che io dormissi nella stessa camera con il mio ragazzo.
    Solo un esempio. Mi diceva: cosa mai ci sarà di male? molto meglio che farlo di nascosto.
    A maggior ragione non riesco a capire, va al di là di ogni ragione.
    E nota bene: io sono sarda e mia nonna lo era altrettanto.
    Non solo viviamo al sud, ma anche in un’isola.
    Quello che ha fatto la ragazzina è gravissimo. Pur considerando la tenera età. Ma la cosa peggiore, incomprensibile e ingiustificabile, è l’educazione che ha ricevuto.

  6. a firenze sono andati più avanti..hanno fatto che sparare.
    questo è il risultato di anni e anni di martellamento..
    mi ricordo due persone, di quelle che scrivono con la sinistra, che quando andò su l’ultimo governo berlusconi, mi tacciarono di catastrofismo., e poi lasciamoli lavorare che se tirano via un po’ di rom mica ci fa male, e poi è la democrazia bellezza, e poi inutile criticare prima di vedere.
    abbiamo visto.
    adesso abbiamo visto anche le fiamme e i morti ammazzati.

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