ancora trecentosessantacinque

Abbiamo ancora trecentosessantacinquegiorni prima che il mondo finisca, minuto più minuto meno. Possiamo pensare a come passarli i trecentosessantacinque, se allo stesso modo fiacco, correndo in circolo come un criceto qualunque, o decidere di fare cose che ci piacciono veramente, dire di no quando vogliamo dire no e diciamo si, possiamo pensare di farci una vita nuova di zecca che duri solo trecentossessantacinque giorni e poi si sbaracca signori, the end.

Non ci toccherà un altro Natale quindi non sprechiamo questo con gente inutile, non regaliamo il guanto da forno alla nostra collega, evitiamo quegli orribili messaggini copiancolla  , si può fare un volo pindarico e non mangiare gli agnolotti con il sugo d’arrosto per il cinquantesimo Natale di fila, cose così.

Io e le tre ragazzine della mia vita stiamo pianificando “il viaggio” , in macchina, torino-berlino-cracovia-repubbliche baltiche-sanpietroburgo : perchè un sogno nella vita bisogna averlo e possibilimente realizzarlo, se no sei sempre il criceto che corre sulla ruota.

Auguri a voi, a quelli che non si fanno più sentire ,a quelli che  scrivono sempre a qualche amore, a quelli che sono rimasti amici miei, a quelli che sono diventati stronzi nel frattempo, a quelli che bookkano e twittano , a quelli che non credono che saranno gl’ultimi trecentosessantacinque, a quelli che si baloccano tra l’Altra e Lei, a quelli che sono uncool e se ne resteranno  spalmati sul divano la sera di capodanno a guardare la vita è una cosa meravigliosa.

un bacio.

Cristina

 

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9 risposte a “ancora trecentosessantacinque

  1. Deve essere la quarantasettesima fine del mondo che sento annunciare, allora avanti in attesa della quarantottesima, nel frattempo auguri di Buone Feste e per un felice viaggio nel golfo di Finlandia, ( io l’ho già fatto due volte, ma in treno).

  2. grazie Sileno, andremo quest’estate..che la neve della santa madre russia sarà fantastica ma in macchina anche no 🙂

  3. O “Blues Brothers” o “Una poltrona per due”.

  4. Ciao Cristina.
    L’importante è saltare già dalla ruotina del criceto prima che sia troppo tardi. Aprire la gabbia e … via.
    Crederci. Per lo meno. Svegliarsi ogni mattina e riuscire a trovare sempre un motivo per sorridere. Per alzarsi dal letto e andare avanti. Che indietro non si può mai, Ed è meglio così.

    A te e alle ragazze della tua vita… un natale sereno e felice
    un bacio grande
    Maria

  5. Grazie 🙂 anche a Rooobbbyyy sempre molto gentile..ho infornato una torta salata porri e gorgonzola e sto aspettando mia sorella per cucinare alcune cose insieme…molto Natale, molto intimo.
    p.s. combinato per il trentuno, a teatro : un classico uncool 🙂

  6. cavaliereerrante

    Buon Natale, @Cristina …. a te ed alle tue Ragazze ! 🙂
    “365” giorni, prima della fine del mondo 😯 non sono pochi, ne bastano assai meno per ritrovare i propri valori, messi a dura prova dai bastardi che ci hanno governato fino a poche settimane fa, e vivere ciò che ci resti più degnamente, senza dimenticarci degli altri, soprattutto di quelli che abbiano più problemi di noi !
    Un abbraccio … ‘torinromano’ !!! 😀
    @Bruno

  7. buon Natale Bruno, che abbia un buon odore, di quelli che ricordano l’infanzia 🙂

  8. cavaliereerrante

    E’ così, @Cristina….mai perduto nella memoria !
    Solo due anni fa, in un blog di un amica ahimè perduta ( ma non nel cuore … ), lessi questo commento firmato da un tizio sconosciuto che si firmava @Carmelo ( finito dove, anche lui ??? ) :
    “Altro luogo! Qui le vetrine giocano a rubarci gli occhi, mentre fuori una pioggia leggera, con dita di vetro, batte sulla tastiera di un tempo nemico. Un sassofono indugia su note di estenuata nostalgia e tutti i luoghi dell’anima ritornano o è l’anima a lasciarci per raggiungerli. L’uomo sotto la pioggia continua a suonare mentre la gente si affretta lasciandolo più solo. Se smettesse un momento, se d’improvviso le note cessassero, le luci, le insegne e gli stessi palazzi crollerebbero in un silenzio di remota polvere. Ma insiste coniugando l’assurdo alla sua norma e la vita a una canzone disperata dove un dolce rancore si riversa. L’uomo suona e le note sorreggono la sera, le gocce di pioggia, i nostri passi che s’affrettano verso altri spazi, altre pene, nubi in agguato, fazzoletti, lacrime…” .
    Due anni fa …. e mi sembra un secolo, coesi noi a scappare, ogni giorno di più, per rinchiuderci nei nostri spazi di difesa serrata, chiusa agli altri …. non mai al nostro immemore egoismo !
    Ricambio il tuo augurio, @Minnie …. 🙂
    Hasta la victoria, siempre !!!
    @Bruno

  9. la fine del mondo ha un vantaggio rispetto ai guitti che percorrono la storia: non si replica e soprattutto elimina i padreterni che sanno come si fa, come si faceva, come si potrebbe fare. Vorrei disilluderti, non è tempo, ti toccherà continuare a vivere nel piemonte che ha fatto l’itaglietta, io nel veneto che pensa di essere la baviera, però…
    Ecco però nel frattempo cerchiamo di vivere, che è meglio, và.
    Auguri miss Minnie, che ti sento preparata e in forma. Per fortuna 🙂

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