March’onn’ choice

allora vogliamo dire qualcosa su march’onn che toglie da una bacheca gestita dai sindacati e pagata dai sindacati la pagina dell’Unità o facciamo finta di niente, alziamo le spalle come se la cosa non ci riguardasse, che in fondo lui è il padrone e anche se la bacheca è pagata dai sindacati chissenefrega dei sindacati, che noi ciabbiamo già tanti cazzi a cui pensare e ci manca solo l’Unità e la Magneti Marelli. ??

Ho letto l’intervista di March’onn sul Corriere, compresa la frase finale di lui che si paragona a Sophie , quando deve decidere quale dei suoi bambini portare via dal campo di concentramento e quale lasciare, chi vivrà e chi morirà, quale stabilimento chiudere e quale tenere aperto, quali famiglie affossare e quali far campare.

Vabbuò.

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12 risposte a “March’onn’ choice

  1. mah, a me sembra più il comandante del lager che non gliene strabatte un cxxxx di quello che succede agli altri. sono contento però per una cosa: ha mostrato nuovamente la rozzezza, la disumanità e la mer** della vera faccia del capitalismo. spero non si debba arrivare alle cannonate di bava beccaris sugli operai (e adesso lui c’ha pure le piazze e gli operai manco una casa). ecchecxxx!

  2. anche a me. la tristezza è che non ci sono neanche più gli operai, quelli che una volta avrebbero rivoltato la fiat come un calzino quelli che hanno sputato sangue perchè quella fabbrica diventasse grande, ogni santa mattina alle 6. sono state conquiste importanti, e adesso sono tutte perse. marchionne arriverà a declassare gli stabilimenti in italia, qualcuno lo terrà aperto per scena, ma seremo noi i cinesi, i polacchi, i rumeni. buonanotte ai rari che passano ormai di qui : in effetti scrivere di amore o di sesso o di lacrime sarebbe più trendy e farebbe più audience, ma ci sono cose che sono molto più importanti.

  3. Il pifferaio con le sue televisioni infarcite di sogni squallidi è riuscito ad ipnotizzarci tutti per un quarto di secolo, facendo breccia anche nel cuore della gente semplice che si rompeva la schiena nelle fabbriche ed ammaliati dai suoi slogan hanno creduto di vivere nel lusso, mentre venivano loro tolte le conquiste di un secolo ,di lotte operaie e veniva disgregata l’unità della classe operaia, la strategia della loggia P2 ha vinto, ma l’Italia ancora non si è resa conto, ci si accontenta di pallone e grandi fratelli, ,così abbiamo i politici più pagati del mondo e gli stipendi più bassi d’Europa.

  4. Sinceramente questo episodio non mi stupisce più di tanto.
    E’ da sempre, sia che governi il centro destra sia che governi il centro sinistra, che le aziende – soprattutto se grandi – vengono utilizzate per sperimentare quelle regole che poi verranno estese a tutta la società.
    Sono laboratori, insomma, dove sperimentare regole organizzative di ogni tipo. Il problema non è Marchionne (l’imitazione che ne fa Crozza è eccezionale): una politica un tantino seria lo rimetterebbe in riga in cinque minuti. Marchionne serve, svolge una sua funzione e quindi va avanti per la sua strada.
    Le reazioni quali sono?
    Il mondo dei cosiddetti “intellettuali” da tempo ignora le fabbriche, altrimenti ci sarebbe stata una ben diversa levata di scudi a proposito di tutte le discussioni sull’art. 18.
    Per quanto riguarda la FIOM, non mi pronuncio sulla sua strategia, ma il Landini mi fa incazzare tutte le volte che apre bocca.
    Per quanto riguarda i “rari” che passano di qui, io parlo per me, ovviamente. E’ difficile discutere con te, perché pur ponendo temi e problemi interessanti e importanti, sei un tantinello “intollerante” verso le posizioni altrui, per cui spesso preferisco rinunciare ai commenti. Prima di prendersela con gli “altri”, forse sarebbe più opportuno che ciascuno di noi si desse una “regolata”.
    P.S.: ovviamente, essendo tuo il blog, puoi fare quello che vuoi. Ovviamente…

  5. la fiat ed i rampolli vari agnelli (ma quanti sono?) mi scatenano la sindrome da “Germinal”:
    avete presente il nonno minatore che in un raptus strozza la buona figlia dell’ azionista della miniera…che si sentiva così buona poverina!
    specialmente lapo con la ferrari mimetica…
    ma perchè tanta gente può vivere senza lavorare mai solo per nascita???
    almeno fino a qualche tempo fa c’era una certa redistribuzione, ora nemmeno quello!
    ciao minnie, io passo
    🙂

  6. ciao aquila, intollerante io ???……maybe, anche se non lo penso, o almeno non troppo. sai aquila io sono arrivata ad un’età in cui sostanzialmente gl’imbecili (nessun riferimento mi raccomando !) mi danno fastidio, ma proprio fastidio., e allora per quale motivo devo evitare di dirlo? già ci dobbiamo limitare sul lavoro (mica puoi dire ad un cliente lei è un imbecille!), ci dobbiamo limitare in molte situazioni, almeno qui diciamo quello che pensiamo…se no è sempre tutta fuffa, è sempre facciamo finta che.
    ciao aryabella 🙂

  7. Beh, dare dell’imbecille a… un imbecille, può avere una grande funzione terapeutica, non c’è dubbio, ma è un po’ difficile qualificarlo come “discussione”.
    Che poi uno può anche decidere di non voler discutere con gli imbecilli, per carità. Gli interlocutori è giusto selezionarli.
    Però a me, indegnamente s’intende, gli illuministi m’hanno insegnato che nel profondo di un imbecille ci può anche essere un briciolo di sensatezza, che vale la pena tirare fuori.
    Orevuar…

  8. penso che il tempo sia prezioso, che ne sprechiamo molto, che ci vola via tra le dita, e dedicarlo a un imbecille non fa per me. la mia amica del cuore , forse perchè è una veterinaria e ha il cuore tenero con i gattini randagi, li raccatta ovunque (gl’imbecilli) per poi pentirsene tutte le volte, e dire questa è l’ultima volta, ma non è mai l’ultima 🙂
    potresti fare un post e vedere cosa rispondono i tuoi fedelissimi 🙂
    have a nice day…….

  9. Non mi aspetto molto, in realtà l’ultima filiera complessa e completa che ancora in parte abbiamo, è l’auto. Non è solo un problema di posti di lavoro, oltre a quelli, certamente prioritari, viene il destino tecnologico di un paese. Marchionne, anche per fortuna ché senza i soldi di GM i libri sarebbero finiti in tribunale, non è l’avvocato Agnelli e cerca di mungere in altro modo, la presenza dello stato. In Serbia gli hanno regalato lo stabilimento, in Italia un contratto ad hoc, in america una montagna di soldi da restituire, però la liquidità è arrivata. Landini lo diceva che non c’era un piano industriale, una competizione vera per l’Europa, che non è di bocca buona e ha produttori di tutto rispetto a livello mondiale. Ma Landini è un rompicoglioni, è retrò perchè sostiene che le trattative si fanno su un piano paritario. In fondo a molti, siccome Landini disturba, quando l’hanno messo fuori dalla porta mica è dispiaciuto, anzi. Siccome questi privilegiati di operai hanno avuto troppo, si sono mangiati il paese, bisognerà pure che trovino chi li mette in riga con i loro privilegi da 1200 euro al mese. Marchionne si è infilato nelle contraddizioni del Pd, e nel vuoto della politica industriale in Italia, ha chiesto, imposto, ottenuto dimostrando, questo sì, che il re è nudo e neppure è bello da vedere. L’assenza di una politica impedisce una trattativa sul futuro delle imprese strategiche del paese, in questi anni lo si è lasciato a un sindacato diviso, incerto sul modello economico da seguire dentro il capitalismo, il governo Berlusconi divideva per castigare e imperare. Agnelli non c’è più e Landini non basta, se resterà il nome e il simulacro del produrre auto in Italia, la perdita tecnologica del paese sarà immane. E’ una questione che dovrebbe riguardare tutti, una questione scomoda che non porta consensi facili, e allora di che ti meravigli Minnie se parlarne non attira lettori? Anche nei blog si è abituati a mettere la polvere sotto il tappeto dei sentimenti, questi argomenti non appartengono più al privato, adesso funziona l’ognuno per sé, al massimo si commenterà la notizia eclatante, il suicidio o la disperazione, ma non dura neppure questa, non diventa coscienza di un problema immane e cioè che questo paese sta cambiando senza una guida con cui confrontarsi. Tu continua a rompere le palle con la realtà che di privato ne troviamo a iosa e quello interessante non è neppure tanto.

  10. grazie Robertì :).commento lucido, preciso, come sempre. scriverò magari sull’essere un po’ rompiballe, poco illuminista come dice aquila…mi sa che io sono più come Maximilien (evitando la ghigliottina finale,possibilmente!)

  11. secondo me, se qualcuno ti mette in mano un mitra, fai una strage 🙂
    però avvisami, che mi sposto 😉
    torno serio… non abbiamo mai smesso di prenderlo in saccoccia. abbiamo avuto una tregua negli anni 70 dopo morti e morti e morti in manifestazioni, sul lavoro con la legge 300/70. Adesso si dice “vabbeh, abbiamo scherzato, credevate di non essere più schiavi solo perché avete qualche liretta nel pantalone bucato?”… più ci penso e più mi incaxxx. Minnie, passami il mitra 🙂

  12. vai compagno :)………

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