il Mekong

per caso ho letto due libri sottili che hanno a che fare con il Mekong. Che non è il Piave o il Po o il Tevere o il Rubicone , qualcosa che ci appartiene, di cui sappiamo anche se io il Piave mica l’ho mai visto, ma l’hanno visto i fanti e tant’è.

il Mekong è qualcosa di così lontano che manco riesci ad immaginartelo, se non fosse per gli americani e i loro bellissimi film : cosa sarebbe il Mekong senza il colonnello Kurtz?

i due piccoli libri sono ” il cinese e Marguerite” di Angelo Morino ed Sellerio e “Lontano” di Goffredo Parise ed Adelphi.

Che vi dico ancora, ho quindici anni e mezzo.

E’ il passaggio di un traghetto sul Mekong.

E’ lui che passava il Mekong quel giorno in direzione di Saigon.

Scrive Parise : L’albergo era moderno, una sorta di colonia marina italiana d’altri tempi, e guardavo il Mekong che scorreva limaccioso e largo verso est-sud est. Più a sud avrebbe lambito il Vietnam tra due ali di foreste e mi sarebbe piaciuto navigarlo dal Laos, dove mi trovavo fino a Saigon. Ma c’era la guerra e nessuno scendeva in quella direzione.

Chi scrive, e io ho ormai accettato il fatto di me che scrivo, ha una forma di reverenza per chi riesce a pennellare le frasi e a creare immediatamente l’idea.

Che vi dico ancora, ho quindi anni e mezzo.

in effetti che altro ha da dire Duras di se stessa, ovvero della Bambina, che non sia esplicitamente detto in 9 parole più una virgola?

e Parise, lo vediamo in quella sorta di colonia marina, che conosciamo, quella si la conosciamo, piazzata nel Laos, che non conosciamo, ma non è importante, perchè vediamo l’albergo e il Mekong che che scorre largo e limaccioso verso est, verso il Vietnam, dove c’è la guerra, che non conosciamo, ma vediamo , vediamo Kurtz e vediamo il Mekong.

forse devi avere una sensibilità diversa per amare una frase, per vedere le cancellature e la riscrizione fino alla perfezione.

questo si condivide con pochi altri, qualche altro che come te passava il Mekong  in direzione di Saigon.

 

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3 risposte a “il Mekong

  1. “L’amante” lo trovai un libro scarno e sanguinante, che ti scava dentro, ma da una distanza incolmabile. Mi lasciò un’impressione molto forte.

    (anche vedere il Mekong mi impressionò molto – ma questo suona vagamente più da fanatici)

  2. io non penso di vederlo mai il Mekong..ti invidio un po’ , Roberto. E spero che tu non abbia visto la versione con le barche dei miliardari cinesi e le olgiettine :).p.s. mi pare che stasera da qualche parte ridiano apocalypse now..pensa il Mekong con il napalm 🙂
    amo molto l’amante, per quell’essenzialità, quel distacco…mi ricorda ultimo tango a parigi : altra disperazione inavvicinabile…

  3. cavaliereerrante

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